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Diritto di critica | October 25, 2020

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Nel Sinai "ancora violenze sugli eritrei rapiti"

Nel Sinai “ancora violenze sugli eritrei rapiti”

“Hanno ripreso a picchiarli e a chiedere soldi”. È il nuovo allarme lanciato da don Mussie Zerai, sacerdote eritreo della ong Habeshia, che sta seguendo la vicenda dei 250 profughi eritrei rapiti da un gruppo di trafficanti che pretende da ciascuno il pagamento di ottomila euro a testa in cambio della vita.

“Li ho sentiti ieri pomeriggio, mi dicevano che hanno ripreso a picchiarli, e pretendere soldi. Temono di essere trasferiti in qualche altra zona per portarli lontano dai soccorritori, quindi bisogna fare presto ad intervenire”, spiega Zerai.

Habeshia chiede l’intervento deciso dell’Unione europea. Una volta liberati, “che ne sarà di questa gente? Noi chiediamo un ponte umanitario per trasferirli in Europa dove possono essere riconosciuti rifugiati politici”. Per questo Zerai chiede, a nome dell’ong africana “il coinvolgimento del Parlamento europeo, per dare un messaggio di accoglienza da parte di tutta l’Europa”.

La situazione dei 250 rapiti resta ancora drammatica. Due giorni fa, sei profughi sono stati uccisi, quattro sono spariti dopo essere stati costretti a donare i loro organi per pagarsi il riscatto. Imprecisato, per ora, il numero dei feriti. Almeno 80 dei profughi rapiti, inoltre, fanno parte del gruppo di eritrei respinti dall’Italia il 6 giugno scorso, fuggiti in Egitto dopo che la Libia li ha scarcerati con la recente “sanatoria”