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Diritto di critica | September 23, 2020

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Altre due vittime: la strage silenziosa dei profughi nel Sinai - Diritto di critica

Altre due vittime: la strage silenziosa dei profughi nel Sinai

Altre due vittime. La strage silenziosa dei profughi nel Sinai continua giorno dopo giorno. Quest’oggi, in data 11 dicembre, è toccato a due diaconi ortodossi, sequestrati assieme agli altri 250 profughi ed accusati dai trafficanti di aver dato l’allarme sulle condizioni disumane nelle quali sono costretti a vivere da un mese a questa parte. La loro morte si somma così a quella di altri sei profughi già rese note nei giorni scorsi. Cento eritrei, inoltre, sono stati trasferiti la notte scorsa in una località che ancora non è stato possibile identificare.

Mussie Zerai, il sacerdote eritreo che da mesi è impegnato sul fronte dei diritti per i profughi del suo paese, lancia quotidianamente nuovi allarmi, chiedendo a gran voce l’intervento di forze istituzionali e politiche per fermare questa carneficina disumana. “Molti dei rimasti – spiega – sono in fin di vita a causa delle condizioni debilitanti in cui si trovano. Sono picchiati selvaggiamente ogni pomeriggio dai trafficanti, che da qualche giorno negano loro persino l’acqua da bere. Sono costretti a bere la propria urina per non morire di sete”. E oltre a chi è stato ucciso, c’è il problema del traffico di organi: “Sono sempre di più – continua ancora Zerai -quelli che vendono i loro organi per pagarsi il riscatto”. Già quattro persone sono sparite dopo che i commercianti le avevano costrette a vendere gli organi per essere liberate.

“La situazione è decisamente precipitata. – racconta Zerai – Quello che sta accadendo è una barbarie: la comunità internazionale deve condannare tutto ciò e richiamare il governo egiziano ad intervenire con decisione per sottrarre queste vite umane dalle mani dei trafficanti e ai loro complici. Non si possono più aspettare i tempi delle diplomazie – conclude – perché, oltre che per le violenze, queste persone ora stanno morendo anche di fame e di sete”.

Comments

  1. sgrz

    L’Egitto è troppo impegnato a catturare lo squalo di Sharm per occuparsi di quei poveracci

    Il dramma dei profughi eritrei sequestrati nel Sinai. La coscienza sporca dell’Occidente