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Diritto di critica | September 27, 2020

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Il sacco di Roma: a devastare la capitale non erano solo i vandali - Photogallery - Diritto di critica

Il sacco di Roma: a devastare la capitale non erano solo i vandali – Photogallery

La guerriglia scatenata ieri durante il corteo degli studenti è stata aiutata. I violenti, i soliti “black block”, hanno avuto campo libero durante l’intero percorso della manifestazione: nessun poliziotto in vista, nessun limite da rispettare. La polizia era asserragliata nei vicoli del centro, a presidiare i palazzi del potere lasciando il resto del centro a sé stesso. Ne hanno fatto le spese negozi e liberi cittadini, che hanno visto i vandali sfogarsi su macchine, portoni, segnali stradali e insegne. I cittadini sono ora giustamente arrabbiati, e plaudono ai fermi e ai fumogeni della polizia. Ma chi ha la responsabilità di aver dato spazio alla violenza?

Almeno tre cose avrebbero dovuto colpire un osservatore attento durante il corteo. In primo luogo, l’assenza di forze dell’Ordine sul percorso. I vigili urbani sono stati utilizzati soltanto per deviare il traffico, mentre polizia e carabinieri presidiavano la Zona Rossa. Faceva impressione vedere davanti al Ministero dell’Economia undici finanzieri e due camionette, mentre davanti a loro sfilavano migliaia di studenti (e mentre alcune arance volavano contro di loro, per fortuna poche e prontamente censurate dagli organizzatori del corteo). Davanti ai cortei è mancato quindi il solito cordone di militari, utile a ricordare ai manifestanti che i limiti esistono e vanno rispettati.

Il secondo choc arriva di fronte al posto di blocco di Corso del Rinascimento, che impedisce ai manifestanti di arrivare a Palazzo Madama. A meno di dieci metri dalle camionette della polizia, c’è un camioncino di una ditta di ristrutturazioni edili, pieno di mattonelle, calcinacci e quant’altro. Quando, a mezzogiorno, i manifestanti attaccano il posto di blocco, il mezzo carico di armi improprie si trova dalla parte sbagliata della barricata: il lancio di oggetti si infittisce e i poliziotti son costretti a caricare dopo un’abbondante lancio di lacrimogeni. Possibile che nessuno si era accorto prima di questo camion-armeria? Lo stesso evento si ripete due volte sul Lungotevere: un camioncino per la potatura degli alberi, lasciato in bella vista con il suo carico di tavole di legno, rami tagliati, aste e tubi di ferro. I vigili urbani, che hanno deviato il traffico per consentire i lavori nei giorni scorsi, forse potevano ricordarsene e farlo spostare. E ancora, nei pressi di piazzale Flaminio, i vandali trovano sul marciapiede una decina di sacchetti contenenti calcinacci e materiale da diporto.

Terzo e ultimo. Perché aspettare? Perché non seguire i cortei a debita distanza, cercando di comunicare con la parte sana dei manifestanti e di isolare quella violenta? Solo la testa del corteo ha caricato e prodotto danni: qualche centinaio di persone che procedevano in ordine sparso, una minoranza preparata ma non organizzata.  I violenti si sono mossi alla cieca, senza un coordinamento vero: l’unico riferimento era il confronto con i poliziotti. Potevano essere fermati prima di arrivare sulle barricate.

Perché tanti errori? Perché non sono errori, ma una strategia precisa. I vertici della sicurezza hanno deciso che la priorità era difendere i luoghi del potere dai manifestanti: questi avrebbero sfogato il loro ardore nelle strade circostanti, per poi essere ricacciati fuori dalla città una volta finite le votazioni in Parlamento. Doppio guadagno, perchè oltre a scongiurare il rischio di un blitz in Senato, questo piano ha permesso di bollare (e trattare) tutto il movimento studentesco come violento, trasformando una manifestazione oceanica in guerriglia di vandali. E non ce ne voglia chi ha fiducia nel buon cuore dei governanti (di qualsivoglia colore politico): noi non ci crediamo più da un pezzo.

APPROFONDIMENTI:

GLI SCONTRI E LA FIDUCIA MINUTO PER MINUTO

SACCO DI ROMA: CRONISTORIA DI UNA GUERRIGLIA ANNUNCIATA

(fotografie di Sirio Valent)

Comments

  1. Ceo

    Sono assolutamente convinto del diritto a manifestare e quando c’è da scendere in piazza se è una cosa in cui credo “combatto” civilmente nel pieno dei miei diritti ma rispettando i miei doveri! Non concordo quindi con il secondo punto di questo articolo! Il fatto di avere a portata di mano delle “potenziali armi” NON mi autorizza ad usarle…c’è un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato, altrimenti ci mettiamo nelle stesse condizioni di chi contestiamo….ovvero criminali!

    • Sirio Valent

      Sono d’accordo con te, Ceo. Ma ho cercato di mettermi nei panni di chi deve gestire queste situazioni. E’ possibile lasciare oggetti contundenti alla portata di manifestanti – ritenuti di per sè pericolosi e violenti, prova ne è il fatto che la zona rossa era blindata da oltre 30 mezzi di polizia e carabinieri? Che margine di sicurezza si è ritagliato il prefetto, il ministero o il questore per tutelare i propri uomini, mandati a respingere le cariche della piazza? Il problema è gestionale: un poliziotto non lascia l’arma a portata del cittadino sperando che quello non spari per onestà, evita che quell’arma finisca in mani sbagliate. Perchè non è stato fatto?

      • Massimo

        No scusa a questo punto al prossimo omicidio citiamo in giudizio lo Stato perchè non ha inserito un poliziotto in ogni casa! infatti il “il problema è gestionale: un poliziotto non lascia l’arma a portata del cittadino sperando che quello non spari per onestà, evita che quell’arma finisca in mani sbagliate. Perchè non è stato fatto?”

  2. Vittorio

    Bisogna fare piazza pulita di questi delinquenti,e chi li manda.Sanno tutti chi sono,i centri sociali e delle menti deboli di studenti che chiamarli così è improprio.Il ministro degli interni cosa farà? Siamo stufi di correre i rischi e vedere la distruzione delle città ,come la ROMA del mondo.
    e i loro protettori che vanno sui tetti a fomentare questi poveri diavoli.Vittorio

    • vittorio

      Bisogna prendere dei seri provvedimenti,verso questi delinquenti,e i loro mandanti
      Sappiamo tutti chi sono,i centri sociali,il braccio violento della sinistra estrema,gente che non ama la loro patria,e non hanno ideali,se per ideali hanno le distruzioni delle città e specie ROMA del Mondo e delle altre città d’Italia. Fomentati questi pseudo studenti labili da i segretari che vanno sui tetti.
      E ora di severità .questi facinorosi in certe nazioni sarebbero presi a mitragliate.in Italia si può fare tutto

      • Massimo

        Un parlamentare che apre le porte, ed i tetti, di una sede istituzionale a persone estranee a tali ambiti istituzionali in una giornata di visibile e rumorosa protesta, a parer mio compie un atto disdicevole: e se su quel tetto quei ragazzi fossero stati armati?
        Se io dovessi avvicinarmi ad una sede del parlamento e provassi a salire sul tetto di una di esse, probabilemente mi sparerebbero a vista.
        La nostra Italia non è democratica ma non a causa di Berlusconi Prodi o altri; la nostra Italia è un regime perchè da certe parti politche non esiste il rispetto dei ruoli, non v’è fair play, solo arroganza ed egoismo!!!

  3. Massimo

    Mi sembra una presa in giro: quando le forze dell’ordine sono presenti ci si lamenta, quando non sono presenti ci si lamenta perchè si è lasciato un “mezzo carico di armi improprie” per strada??? Bel modo di scrivere visto che la vera notiza era: incivili devastano Roma mentre la forze dell’ordine presidiano le sedi istituzionali!!!!
    Smettiamola di non farci andare bene mai nulla; la CIVILTA’ in alcune persone non esiste e sinceramente la presenza o meno di armi improprie non è assolutamente un motivo valido per lamentarsi dell’assenza di P.S.!!! un motivo valido per lamentarsi sarebbe invece il fatto che sia assurdo non peter lasciare un mezzo con dei calcinacci perchè passa un corteo!!!!
    Ed i manifestanti pacifici che hanno fatto? Hanno isolato i facinorosi???
    I regimi politici a volte non sono di chi governa ma di chi si comporta in certe incivili maniere.
    Per favore, impariamo a dare il giusto peso alle cose.

  4. Viviana

    la prima cosa che non capisco è questa faccenda della zona rossa. perchè non è possibile manifestare in questi casi davanti ai palazzi? tutti i giorni ci sono manifestazioni a montecitorio e mi sembra che non sia mai successo nulla di grave. scusate la mia ingenuità, ma si teme forse un’invasione di teppisti in parlamento? se è così, siamo veramente messi male. per la storia dei camioncini, sicuramente le forze dell’ordine avrebbero dovuto presidiare meglio la zona ed evitare che ci fossero oggetti di questo tipo in giro. non la trovo però un’obiezione rilevante, visto che se ci si vuole attrezzare per distruggere lo si fa comunque, portandosi con sè oggetti contundenti. e infine, scusate, qui leggo che tutti sappiamo chi sono questi teppisti. beh io non lo so e cominciamo con il fare un po’ di chiarezza. dunque, chi sono?

  5. istvan

    Questo che è stato descritto si può considerare solo in due modi. A- i poliziotti e Maroni sono degli emeriti imbecilli e inetti, e per aver lasciato Roma in mano a pochi facinorosi (che saranno stati sì e no l’1% del totale) andrebbero cacciati via a pedate. Oppure B- ricordiamoci di KOSSIGA e dei suoi suggerimenti su come attizzare la piazza e da lì, l’odio verso i manifestanti. E quello che è accaduto E’ TALE E QUALE ALLA STRATEGIA DELLA TENSIONE CHE KOSSIGA AVEVA DESCRITTO, e che abbiamo già visto al G8 di Genova. Ma il Potere era troppo asserragliato nei palazzi per curarsene davvero. Bei tempi, quando almeno ai manifestanti si riservava il dito medio della Santadeché.
    In ogni caso, Maroni deve (dovrebbe!) essere chiamato in causa per il suo evidente fallimento (e lui che dice il contrario, manco avesse tenuto sotto controllo Godzilla).