Il sacco di Roma, cronistoria di una guerriglia annunciata – Photogallery
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 15 dicembre 2010 in Politica / Società
Piazzale Aldo Moro, via delle Scienze, piazza dei Cinquecento e poi giù lungo via Cavour fino a via dei Fori Imperiali. I cortei studenteschi, del Popolo Viola, della Fiom, delle associazioni antirazziste e degli aquilani hanno sfilato ordinatamente fino all’arrivo a Palazzo Madama. Preceduti dagli studenti, davanti al Senato si sono verificati i primi tafferugli, con il lancio di bombe carta, sanpietrini, sassi e bottiglie, a cui le forze dell’ordine hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e brevi cariche. Pochi minuti e la via antistante il Senato è rimasta immersa in una fitta coltre di fumo. Armati di picconi, intanto, alcuni ragazzi hanno staccato sanpietrini dal manto stradale, pronti a bersagliare i celerini in tenuta antisommossa. La parte “buona” della manifestazione, è subito sbiadita nella violenza degli scontri.
Già da ieri pomeriggio, siti internet e i tiggì parlavano della presenza dei black block nella manifestazione. Tutto vero. Alcuni di loro si aggiravano nel corteo – casco in testa e mazza in mano – già dopo gli scontri fuori dal Senato. Percorrendo il Lungo Tevere si sono armati: doppio passamontagna, una sacca pesante carica di spranghe, il fazzoletto a coprire il naso e un casco da motociclista. A nascondere tutto, un impermeabile. Paradossale, se si pensa a quanto è accaduto poco dopo, la presenza davanti a Palazzo Madama e ai lati del Lungo Tevere di alcuni camioncini scoperti, carichi di piastrelle e assi di legno, nonché il ritrovamento fatto da alcuni manifestanti di sacchi pieni di calcinacci a pochi metri da piazzale Flaminio. Inutile dire che da questi “serbatoi” di munizioni, i violenti hanno attinto a piene mani: si faceva rimbalzare il calcinaccio per terra per accertarsi che fosse abbastanza resistente e lo si infilava in tasca.
Dal Lungo Tevere la manifestazione ha quindi raggiunto piazza del Popolo e via del Corso, dove si sono registrati altri violenti scontri con le forze dell’ordine che hanno caricato diverse volte i “ragazzi”. Al lancio di sanpietrini si rispondeva con fumogeni e manganellate. Una, due, tre cariche, rincorrendo i manifestanti fin nei vicoli ai lati di via del Corso. I feriti venivano portati alla spicciolata nel negozio Athletes World, divenuto un’infermeria di fortuna.
In via del Babbuino, intanto, un blindato della Guardia di Finanza prendeva fuoco mentre nella parallela via del Corso venivano date alle fiamme alcune sedie, materiale edile e un camioncino della nettezza urbana. Poco distante, su via principessa Clotilde, i manifestanti improvvisavano altre barricate di cassonetti e bidoni dell’immondizia e davano fuoco ad alcune automobili private e motorini.
Per alcune ore, però, la situazione più critica si è registrata a piazza del Popolo, letteralmente blindata dalle forze dell’ordine e assediata dai manifestanti: tre camionette a chiudere l’ingresso da piazzale Flaminio, bersagliate con oggetti di ogni tipo. E le fotografie al di là della barricata hanno immortalato un manifestante aggrappato a un semaforo mentre lo strappa via e poi tutti ad armarsi con le sedie e i tavolini dei bar della piazza mentre altri – a colpi di piccone – spaccavano i marmi della metropolitana per farne proiettili. Al di qua delle barricate, invece, era un continuo esplodere di rauti e bombe carta, lanciati a pochi metri dalle forze dell’ordine: un fotografo e un agente della Guardia di Finanza feriti.
Dopo un primo momento di empasse, però, arrivano altri agenti di rinforzo e due blindati. A fine giornata nella piazza si conteranno 24 mezzi delle forze dell’ordine. Dopo l’ennesima carica, i manifestanti sono stati dispersi all’interno di villa Borghese, stroncando – di fatto – ogni ulteriore tentativo di assalto. Il sacco di Roma finiva così.
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APPROFONDIMENTI: GLI SCONTRI E LA FIDUCIA MINUTO PER MINUTO
(Fotografie: Emilio Fabio Torsello)
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