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Diritto di critica | March 24, 2019

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Guerriglia a Roma, si fa presto a dire «infiltrato» - Diritto di critica

Guerriglia a Roma, si fa presto a dire «infiltrato»

Individuare gli infiltrati che hanno contribuito – secondo molti – a mettere a ferro e fuoco la capitale è praticamente impossibile e l’interrogazione parlamentare avanzata dall’opposizione nei confronti del titolare del Viminale, Roberto Maroni, è null’altro che demagogia.
Sulla questione infiltrati, i discorsi da fare sono due. Un primo riguarda la figura dell’agente in borghese all’interno di una manifestazione, il secondo – ben più pragmatico – si focalizza sulla “parte” che questi può avere mimetizzandosi in un corteo.

Gli agenti in borghese (e con questa definizione non intendo solo quelli senza divisa ma anche gli appartenenti alle forze dell’ordine travestiti da manifestanti), infatti, ci sono sempre stati e nei cortei esisteranno sempre. Per un motivo molto semplice ed elementare ma spesso dimenticato: il controllo dei manifestanti, operazione impossibile se effettuata esclusivamente da agenti in divisa. Nessun reparto delle forze dell’ordine, infatti, può permettersi di essere preso alla sprovvista da un corteo di cui ignora umori e volontà. Eppure, questo elementare principio della sicurezza urbana viene di solito ignorato dai media che preferiscono parlare degli “infiltrati” come delinquenti al pari dei black bloc sfasciatutto.

Secondo discorso: una persona con un minimo di logica si renderà conto che nessun infiltrato – per quanti potevano essere martedì scorso – avrebbe mai potuto scatenare la guerriglia che si è vista nella capitale: non si trattava di uno sparuto gruppetto di ragazzi aizzati da qualche agente “deviato”: a piazza del Popolo c’erano almeno duemila persone che davano fuoco ad auto e mezzi blindati, lanciavano contro le forze dell’ordine (e chi si trovava a passare lì in quel momento) bombe carta, rauti, sedie, tavolini e quanto gli capitava sotto mano. Hanno distrutto una zona del centro storico. Addossare tutta la colpa agli “infiltrati” – converrete – è paradossale: mille infiltrati (a voler calcolarne solo la metà) equivarrebbero a non so quanti plotoni di agenti.

In ultimo, un discorso va fatto nei confronti della demagogia: la capogruppo del Pd al Senato, Angela Finocchiaro, pensa davvero che Maroni risponderà placido “ho mandato i miei ragazzi a fomentare gli studenti“? Sul piano politico, sarebbe folle e criminale ammetterlo. Al massimo riconoscerà la presenza di agenti in borghese con funzioni di controllo. Anche la questione del manifestante con il giubbotto beige e il manganello in mano: poche storie, l’aveva appena sottratto al finanziere caduto a terra. E dove sta scritto poi che non si possa aiutare un finanziere ferito?

Insomma: le accuse vanno provate al di là delle possibili – e prevedibili – risposte che potrebbero rifilare a media e opinione pubblica i titolari dell’ordine pubblico.

(fotografia: Sirio Valent)

Comments

  1. mattia

    Beh, sì, molto ragionevole.
    Ma niente a che fare coi fatti, purtroppo.

    che sono questi, moltiplicati per mille:

    http://www.youreporter.it/video_Scontri_Roma_lancio_di_un_masso_verso_manifestanti_2

    e chi c’era, per sfilare/manifestare pacificamente, ha visto bene.

    • Emilio Fabio Torsello

      Caro Mattia, c’ero anch’io. E per questo ho scritto questo articolo. Non nego la presenza degli infiltrati, dico solo che non la si potrà provare in alcun modo (non arriveranno certo conferme da Maroni o chi per lui) e non erano certo solo gli infiltrati a sfasciare un’intera città.

  2. antonio

    beh insomma il dubbio che lei ci fosse mi viene dalle frasi “a piazza del Popolo c’erano almeno duemila persone che davano fuoco ad auto e mezzi blindati, lanciavano contro le forze dell’ordine (e chi si trovava a passare lì in quel momento) bombe carta, rauti, sedie, tavolini e quanto gli capitava sotto mano. Hanno distrutto una zona del centro storico”

    se ci fossero stati duemila facinorosi, i poliziotti e la città avrebbero avuto ben più gravi conseguenze.

    riguardo gli infiltrati, lei dice: “Secondo discorso: una persona con un minimo di logica si renderà conto che nessun infiltrato – per quanti potevano essere martedì scorso – avrebbe mai potuto scatenare la guerriglia che si è vista nella capitale: non si trattava di uno sparuto gruppetto di ragazzi aizzati da qualche agente “deviato””

    ma in realtà gli infiltrati non si limitano ad aizzare gli altri manifestanti. le loro azioni più efficaci sono quelle di attaccare i colleghi dall’altra parte, in maniera tale che le forze dell’ordine possano “reagire” con cariche che provocheranno a loro volta la reazione dei manifestanti più esagitati. nella maggior parte dei casi bastano una bomba carta ed una pietra, utilizzate nei momenti di minore distanza, a scatenare una guerriglia.

    chi presenzia abitualmente alle manifestazioni, per protestare o testimoniare, queste cose le sa bene.

      • antonio

        non mi sembra corretto che, per commentare un suo articolo dal quale emergevano evidenti lacune riguardo la conoscenza delle dinamiche di piazza, si debba aver fatto prima una lunga lettura di tutti gli altri articoli del medesimo autore.

        quello che lei ha detto nel suo articolo, per i motivi sovraesposti, a mio avviso deriva da un’analisi superficiale che la porta ad affermare delle inesattezze. ora se lei può e vuole controbattere alle mie argomentate critiche, sarò lieto di leggere la sua risposta.

        al contrario, mi sembra poco elegante invitare alla lettura di altri 3 articoli solo per dimostrarmi che lei alla manifestazione c’era (quello era il punto meno importante).
        mi fido di lei e le concedo che era lì, ora lei mi può confermare che i violenti erano 2000?
        può anche chiarire meglio quel discorso sulle capacità di logica di chi ritiene verosimile che pochi infiltrati possano provocare scontri considerevoli, alla luce delle considerazioni da me fatte nel commento precedente?

        saluti, antonio.

  3. aniello

    I punti che non vengono discussi

    A – perché non si vuole ammettere di avere sbagliato, e fare meglio, la prossima volta, da entrambe le parti.

    B – perché non si è sbagliato, e si potrebbe fare peggio, la prossima volta, da entrambe le parti

    potrebbero essere:

    Preambolo: La camera dei deputati è prospiciente piazza della Colonna al centro di via del Corso
    e via del Corso parte da Piazza venezia e arriva a Piazza del Popolo

    1) Il corteo e stato fatto passare per i fori imperiali poi da Piazza Venezia DOVE NESSUNO TENTA DI SFONDARE.
    Un consistente gruppo di “incascati”, carica un presidio che protegge il blindatissimo Palazzo Grazioli ne consegue un rumoroso e pericoloso lancio di bombecarta, come allo stadio NESSUN FERITO tanta contusione e molta fortuna (o preparazione).

    Poi a singhiozzo per tutto il corso Vittorio Emanuele II, i lacrimogeni per allontanare i “caschetti” che si sono spinti verso il senato:
    NON SFONDANO
    NESSUN FERITO molta fortuna (o preparazione)

    I ragazzi del corteo tranquilli si passano fette di limone per resistere ai gas, si sanno sparpagliare veloci quando c’e da arretrare e si aprono veloci per fare passare un’ambulanza.
    .

    Si passa per il lungotevere, una scolaresca da un terrazzo saluta il corteo, la notizia delle votazioni è certa, l’aria e mesta, le teste semivuote, insensibile il silenzio, mentre a fiotte gli incascati sorpassando dai lati avanzano.

    Si entra a piazza del popolo, siamo arrivati quasi in testa al corteo, ma già si vedevano fumo e oggetti volare in lontananza su via del Corso, invasa di ragazzi all’altezza di piazza di spagna.

    COME SONO ARRIVATI LI IN FONDO?

    HANNO SFONDATO?

    SONO STATI BEN SERVITI?

    FINO A CHE PUNTO CHI HA PROVOCATO I DANNI NE E’ RESPONSABILE ?
    CHI NE E’ RESPONSABILE IN PARTE?
    VEDERE UNA FOLLA SCAPPARE MENTRE VIENE INSEGUITA, CON IL RISCHIO DI ESSERE INVESTITA, DA UNA DECINA DI CAMIONETTE
    MI DEVE FAR PENSARE CHE NON SI AVEVANO I MEZZI O LE CAPACITA’?
    CHE SI ERA ALL’ESTREMO?
    CHE NON SI POTEVA FARE ALTRIMENTI?

    a me vengono alcuni dubbi:
    non è che:
    i ragazzi sapessero di non poter uccidere nessuno perché sapevano di avere contro gente equipaggiata ed addestrata, anche per cose peggio
    (tipo gli ultràs nazionalisti serbi a genova o i tristemente famosi disordini dopo tante partite di calcio).
    E con lo spirito testadicazzogiovanile, dovuto anche dal testosterone di alcuni parecchi biogiovani, si coprivano e si attrezzavano per potersi mettere alla prova contro la repressione del potere.
    O forse fosse il “forse goliardico” sfizio di fare rivolta.
    E non è che:
    le forze dell’ordine sapessero di non poter uccidere nessuno perché i ragazzi gli hanno fatto capire che sarebbero scappati al momento giusto senza calpestarsi.

    potrebbe essere?

    N.B.:
    FORTUNA O PREPARAZIONE?

    P.S.:
    non cerco risposte ovviamente.

  4. enrico dignani

    black bloc e camicie nere sono la stessa cosa , sono inflitrati della polizia che fanno la commedia spaccano tutto e addossano la colpa ai manifestanti , che non devono manifestare,perché la democrazia è pletorica , e l’oligarchia non tollera opposizione , i giornalisti idioti fanno finta di non capire, o forse ho capito male io.

    • babbo natale

      pure io, Babbo Natale, sono un infiltrato in verità. Non ve l’hanno detto mammina e paparino quando siete cresciuti? Certo che leggere certi post mi fa venire proprio da ridere… Gli studenti sono stanchi, devono manifestare… Alle scuole superiori – ebbene si anche babbo natale ha fatto il liceo – avevo solo professori di sinistra che cercavano di inculcarci la loro filosofia con film di nanni moretti e dei libri che non leggerei manco in bagno. Poi ogni anno, l’autogestione per perdere un pò di tempo e starsene a scuola di notte. All’università ho studiato talmente tanto che tra il tirocinio e la frequenza obbligatoria ed il lavoro per pagarmi gli studi, i libri, la benzina, il treno, non avrei manco avuto il tempo di scendere in piazza a far casino.Quello che più mi fa innervosire e che la gente si ostina a non voler capire è che la maggior parte di questa marmaglia sono figli di papà – guarda caso tutti coi genitori avvocati quelli arrestati a roma – che fanno la bella vita coi soldi di papino, si credono alternativi perchè si fumano una canna, e vanno in giro a spaccare i beni pubblici. Tanto mica sono loro che pagano, no ? Le tasse quella gente li non sa manco che esistono. In Italia siamo gli unici che quando si fanno scioperi o si manifesta si va a rompere le balle anche a chi non c’entra niente o ha una sua vita da mandare avanti.. ultimo esempio di questa nuova moda: occupare i binari delle stazioni del treno, così i poveri sfigati che come me vanno a lavorare e si fanno davvero il mazzo per quattro soldi si ritrovano sempre nei casini. Ma mi consola l’idea che non può essere sempre natale…

  5. enrico dignani

    Repubblica italiana.

    Sembra opportuno.

    La politica,
    tutto l’arco costituzionale,
    va sospeso,
    per incapacità manifesta
    a ripristinare una situazione
    di normale virtuosa
    amministrazione pubblica.
    La dialettica furbesca
    che promuove il saccheggio,
    la corruzione e quant’altro
    con destrezza,
    è la politica della politica.
    Un bel gigantesco resit
    fatto da militari
    e da buoni ed appropriati tecnici.

    Cos’altro ci resta?