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Diritto di critica | October 15, 2019

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Strage di Alessandria, l'elenco delle chiese copte europee sui siti dei mujaeddin - Diritto di critica

Strage di Alessandria, l’elenco delle chiese copte europee sui siti dei mujaeddin

Dopo le bombe di due giorni fa nel quartiere Sidi Bishr di Alessandria, sui siti degli estremisti islamici sono comparsi gli elenchi delle chiese copte d’Egitto e di diversi Paesi europei, con tanto di istruzioni per fabbricare rudimentali bombe a mano. Questi ordigni artigianali – si legge nel sito – “hanno l’unica controindicazione di causare poche vittime ed esplodere in alcuni casi nelle mani di chi le deve lanciare”. Guanti bianchi e una dettagliata legenda, le “istruzioni” guidano l’aspirante terrorista nel confezionamento di una bomba “sporca”. Il tutto “in nome di Dio misericordioso”.

E mentre la politica italiana sembra concentrata su ben altri problemi, le comunità cristiane nel mondo islamico sono in allarme. La prossima occasione “di morte” per i terroristi, infatti, potrebbero essere le celebrazioni del Natale copto che cadrà giovedì prossimo.

Tra le voci che all’indomani della carneficina di Alessandria si sono alzate a difesa dei copti, quella di papa Benedetto XVI, subito “sgridato” dall’imam Ahmed al-Tayyeb di Al Azhar che ha parlato di un’ “ingerenza inaccettabile”. Ahmed al-Tayyeb ha comunque criticato l’attentato di Alessandria, sottolineando come si tratti di “un atto atroce contrario all’Islam”. Critiche sono venute anche dalla confraternita dei Fratelli Musulmani.

Da parte sua, Benedetto XVI aveva sottolineato in un appello come «di fronte alle discriminazioni, agli abusi e alle intolleranze religiose che colpiscono oggi in particolare i cristiani, le parole non bastano, occorre l’impegno concreto e costante dei responsabili delle nazioni».

La situazione dei cristiani, però, è drammatica anche in altre parti del mondo. In Iraq, ad esempio, il 31 ottobre scorso un attentato ha ucciso 46 persone nella cattedrale di Baghdad e per il braccio armato locale di al Qaeda, i cristiani sono «un obiettivo legittimo». In Pakistan, Asia Bibi – della cui vicenda Diritto di Critica ha ampiamente dato notizia – rischia la pena di morte dopo una condanna per blasfemia, una legge spesso funzionale a vendette personali e ritorsioni. In Israele, infine, i cristiani sono i meno tutelati a livello sociale: la “C” di “cristian” stampigliata sui documenti, infatti, dà ben poche garanzie rispetto a quanto accade per gli ebrei o gli arabi.