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Diritto di critica | January 15, 2019

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Gp di Roma: Ecclestone, “C’è già Monza, no a doppioni nello stesso paese” - Diritto di critica

Gp di Roma: Ecclestone, “C’è già Monza, no a doppioni nello stesso paese”

Brusca frenata al progetto che avrebbe portato la formula 1 all’ombra del Colosseo nel 2013. Il niet viene dal boss Bernie Ecclestone in un comunicato ufficiale indirizzato al sindaco di Roma Gianni Alemanno. Una bocciatura che sa di beffa dopo gli annunci dei mesi scorsi. L’organizzatore del tracciato della capitale Maurizio Flammini non ci sta e propone di alternare il Gran Premio di Monza con quello di Roma. Il responsabile del mondiale di Superbike si rivolgerà all’Automobil Club di Milano ed alla Sias (società che gestisce il circuito di Monza) per individuare spazi di collaborazione.

Il sindaco Gianni Alemanno, dopo che nei giorni scorsi aveva dichiarato di essere disposto a fare un passo indietro qualora i due circuiti fossero stati considerati in competizione, ha ribadito la sua disponibilità dopo la lettera di Ecclestone. La prossima settimana, inoltre, sarà comunicata la posizione ufficiale del Comune di Roma al riguardo, insieme alla presentazione di un sondaggio di gradimento dei cittadini sul Gp della capitale.

Era il 20 dicembre del 2009 quando fu annunciata la firma dell’accordo per la nascita del Gp di Roma. Fu lo stesso Bernie Ecclestone a dichiarare che la capitale avrebbe avuto il proprio circuito di Formula 1 nel 2012. Il termine era slittato al 2013, ma ora potrebbe essere cancellata definitivamente la data nel calendario mondiale. Quel gran premio, che grazie al paziente lavoro di Enzo Ferrari, stava per essere disputato proprio nella capitale (quartiere Eur) a metà degli anni ’80. Fu lo stesso Drake ad annunciare l’avvenuto accordo tra il Comune di Roma, Bernie Ecclestone e la Csai (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana).

Nel luglio del 1984 la Federazione internazionale dell’Automobile inserì il circuito della capitale nel calendario della stagione successiva, come sede del Gran Premio d’Europa. Fu scelta la location del Lido di Ostia, ma la gara fu annullata all’ultimo a causa delle proteste di alcune associazioni ambientaliste.

Anche in quel caso il boss della Formula 1 aveva dato il beneplacito per un circuito nella capitale. Così anche la Csai, che il 4 gennaio del 2011 con voto unanime si è espressa favorevolmente per la realizzazione del Gran Premio di Roma.

Ecclestone, dal canto suo, dimentica come si sono già disputate in più di un’occasione due corse iridate nello stesso paese. A cominciare dal Gran Premio di Germania, ad Hockenheim, e quello d’Europa nel circuito del Nurburgring (16 volte), sempre nello stato tedesco e distante 240 chilometri dal precedente. Per non parlare del circuito cittadino di Valencia (scelto per il Gp europeo nelle ultime tre stagioni), in “concorrenza” con quello di Catalogna, a Barcellona.

In due occasioni (1994 e 1997) fu scelto anche il tracciato di Jerez de la Frontera per ospitare il Gp d’Europa. Anche il tracciato di Monza negli anni ’20 e ’50 fu preferito per rappresentare il circuito continentale.

Il progetto di ricostituire il Gran Premio di Roma ha suscitato numerose polemiche.

La Lega Nord, preoccupata che il circuito della capitale possa soppiantare quello di Monza, anche dal punto di vista economico, si è sempre mostrata contraria. Oltre agli insulti rivolti dal senatur alla capitale (“a Roma possono correre con le bighe”), c’era stato un dossier dettagliato sul tracciato dell’Eur presentato dal deputato leghista Paolo Grimoldi.

Al grido della porcata romana, l’esponente della Lega Nord aveva riferito di un contributo di circa 100 milioni di euro e di circa 100 mila metri cubi di volumetrie messi a disposizione da parte del Comune di Roma per la realizzazione del circuito capitolino.

La denuncia si scontrava con le rosee aspettative degli organizzatori, Maurizio Flammini in prima persona, che parlavano di 9.800 nuovi posti di lavoro, di una diminuzione della disoccupazione regionale di circa il 6,5% e di una crescita del Pil di circa l’1%. Un arricchimento per la città di Roma quantificabile in circa 1 miliardo di euro l’anno.

E proprio le eventuali benefiche ricadute economiche sulla capitale sono state al centro delle riflessioni degli esponenti e simpatizzanti della Lega Nord. Il sindaco del capoluogo brianzolo Marco Mariani espresse il proprio disappunto definendo il progetto Gp di Roma, “un atto di arroganza di una capitale parassita”. Solo negli ultimi giorni c’era stato un riavvicinamento tra la Lega e le istituzioni capitoline, con Bossi convinto a trattare con Roma per il Gran Premio d’Italia.

Nei mesi si sono moltiplicate le manifestazioni di protesta da parte dei cittadini della capitale, di intellettuali ed archeologi esibendo preoccupazioni per l’impatto ambientale e sociale che un evento sportivo del genere potrebbe avere nella zona di Roma Sud.

Il 22 dicembre dello scorso anno c’era stato il via libera per la costruzione di circa 45mila metri cubi accanto all’ex Velodromo su un terreno del Torrino Nord, che l’Ente Eur avrebbe messo a disposizione del Campidoglio come compenso per la valorizzazione dell’impianto olimpico, con servizi, verde e quattro palazzine. In cambio della licenza per costruire, in pratica, la società di Flammini avrebbe avuto i finanziamenti mancanti per realizzare le infrastrutture per il Gp di Roma. Il tutto in un’area, a detta di molti esperti, già appesantita da numerosi carichi urbanistici.

L’idea di un Gran Premio nella capitale è stata bocciata anche da parte della Ferrari, per voce del presidente Luca Cordero di Montezemolo, il quale aveva posto l’attenzione sul “vincolo di una sola corsa per nazione”.

Bernie Ecclestone potrebbe essere stato spinto a ritirare il suo assenso per la Formula 1 nella capitale da una serie di motivi: a cominciare dagli equilibri finanziari che regolano il mondo dell’automobilismo. Da un anno a questa parte i team sono stati costretti a stringere la cinghia per contenere i costi e dividersi gli sponsor, vero motore economico del paddock.

Una seconda motivazione potrebbe essere legata alla nascita di un nuovo circuito cittadino dopo i conti in rosso di Valencia, Istanbul e Shangai, con possibile flop in termini di pubblico e interesse.

Dal punto di vista politico c’è poi la scelta della Federazione internazionale di puntare sui circuiti tradizionali come Monza, Montecarlo e Spa. Con alcuni paesi che sono in attesa di ospitare qualche edizione del campionato mondiale. A cominciare dagli Stati Uniti, mercato che fa gola alla Ferrari.