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Diritto di critica | October 15, 2019

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L’Italia ubriacata dal "bunga bunga" dimentica disoccupazione, rifiuti e militari uccisi in Afghanistan - Diritto di critica

L’Italia ubriacata dal “bunga bunga” dimentica disoccupazione, rifiuti e militari uccisi in Afghanistan

L’occupazione che non riparte e una crescita economica fiacca per i prossimi due anni. L’allarme – passato quasi del tutto sotto silenzio, messo in sordina dalle vicende sessuali del premier Silvio Berlusconi – è stato lanciato ieri dalla Banca d’Italia nel suo bollettino economico. Secondo palazzo Koch, «l’occupazione ha continuato a ridursi nel terzo trimestre, pur lievemente» ed è necessario rimuovere «gli ostacoli strutturali che hanno finora impedito all’economia italiana di inserirsi pienamente nella ripresa dell’economia mondiale». Altrimenti detto: è necessario avviare le tanto sbandierate riforme, invocate puntualmente ad ogni campagna elettorale. E non si tratta delle riforme della giustizia, delle intercettazioni, del processo breve o di chissà quale altra diavoleria. Le Riforme con la maiuscola, necessarie all’Italia. Ruby e il bunga bunga le stanno facendo cadere nel dimenticatoio, come se fosse possibile – e chissà per quanto ancora – far andare avanti questo Paese per inerzia.

Ma andiamo con ordine. Per rendersi conto dell’ubriacatura di cui sta rimanendo vittima l’informazione italiana, basti dire che la notizia della morte avvenuta ieri di un nostro soldato in Afghanistan è passata quasi sotto silenzio, relegata ai titoli secondari di giornali e  televisioni. Durante la puntata di Ballarò, un impeccabile Paolo Mieli ha bacchettato Floris, partito a razzo su Ruby e Berlusconi: «l’avremmo ricordato» si è sbrigato a rettificare l’imbarazzatissimo conduttore di Rai3 che ha poi mandato in onda una gigantografia del militare morto con tanto di applausi a scroscio. Ma era già trascorsa una buona fetta di puntata. L’unico quotidiano che oggi la antepone alla vicenda Ruby/Berlusconi è il Gazzettino. Per gli altri, la vita di un giovane soldato ucciso è meno importante del bunga bunga, delle minorenni e delle beghe sessuali del nostro premier. La colpa, ovviamente, non è solo della politica, tanta parte è da attribuire anche ai giornalisti. A contribuire a far salire la notizia dell’attentato nella graduatoria di quelle “attenzionabili” dai media è giunta nella serata di ieri la dichiarazione nazionalpopolare di un premier contrito: “mi chiedo quanto sia utile restare”.

Ma il bunga bunga di Stato sta facendo dimenticare anche altre vicende. La procura dell’Aquila, ad esempio, alcuni giorni fa ha messo sotto inchiesta i vertici del Piano CASE per presunte irregolarità nella fornitura dei materiali antisismici. L’Aquila sarebbe stata la “cavia” di tecnologie mai testate prima e fornite, per di più, da sole due società in Italia. Sull’argomento, a breve Diritto di Critica realizzerà un focus.

Altra notizia sommersa e scomparsa nel gorgo frenetico del bunga bunga silviesco è la crisi dei rifiuti in Campania. Che fine hanno fatto le migliaia di tonnellate di immondizia abbandonate per le strade di Napoli? Sparite? Sarebbe bello. E mentre la Lega guarda alla prossima settimana come quella cruciale per il federalismo, in pochi si sono accorti – o ricordati – che il 31 gennaio prossimo Nicola Cosentino comparirà davanti al giudice chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Giornali e telegiornali, però, hanno cancellato queste notizie da titoli, servizi e palinsesti. Esistono solo il bunga bunga, le intercettazioni e le perversioni di tre vecchi nottambuli.

E che dire della sanità? All’ospedale Santa Maria della Pietà di Napoli ieri una donna ha trascorso la notte su una scrivania: mancavano le barelle. A Palermo, invece, si viene ricoverati su una sedia a rotelle.  Per non parlare dell’influenza A: ha già fatto diversi morti nel nostro Paese e per tacer del tormentone subìto da tutti lo scorso anno con la psicosi pandemia, oggi nessuno sembra preoccuparsene più di tanto. Il bunga bunga di Stato è più importante di tutte queste realtà, di tutte queste notizie.

Comments

  1. piero

    L’ho sempre detto io che tira di più un pelo di fica che un canape di acciaio, come volevasi dimostrare

  2. gianni

    ma adesso tutto quello che non va in italia o non funziona la colpa è di berlusconi……….e poi se si tromba le puttane che c….. ve ne frega? rosicate rosicate bast…. comunisti d mer……

  3. daniele

    panem et circenses, diceva Giovenale oggi potremmo dire solo circenses perche’ vista la crisi di “panem” c’e’ sempre meno. Tanto per scomodare un altra citazione famosa di borbonica memoria potremmo usare il famoso Feste farina e forca, anche qui con qualche piccolo adattamento, feste va bene, farina come panem (sempre meno) e forca…magari non quella con la corda ed il patibolo ma quella del lavoro precario e del doppio petto bancario….