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Diritto di critica | September 26, 2020

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Anestetico importato. E i prigionieri nel braccio della morte fanno ricorso - Diritto di critica

Anestetico importato. E i prigionieri nel braccio della morte fanno ricorso

Se l’anestetico per l’iniezione letale non c’è, si importa. Anche se non è legale. E i prigionieri fanno ricorso presso la corte federale. E’ quanto è accaduto negli Stati Uniti, dove sei prigionieri nel braccio della morte hanno contestato la US Food and Drug Administration perché ha permesso ad alcuni stati l’importazione del farmaco dall’Europa a fronte del fatto che le scorte in America si stanno esaurendo.

Il problema nasce dal fatto che il sodium thiopental, utilizzato come anestetico nelle iniezioni letali, non verrà più prodotto negli Stati Uniti: la decisione è stata resa nota dalla casa farmaceutica fornitrice, la Hospira Inc di Lake Forest, Illinois, che ha annunciato come dal 21 gennaio 2011 la produzione del farmaco sia stata definitivamente sospesa. Le dosi già in possesso degli stati americani che ancora utilizzano la pena di morte stanno rapidamente venendo a mancare: a settembre in California già un’esecuzione era stata momentaneamente sospesa a causa dello scadere dell’ultima dose in possesso dello stato.

Una situazione, questa, che sta ponendo l’America di fronte a un bivio e che diversi stati cercano di risolvere a modo proprio: Oklahoma e Ohio hanno modificato infatti il protocollo sostituendo il thiopental con il pentobarbital, una droga utilizzata per sopprimere gli animali. Nel frattempo la FDA ha permesso a Arizona, California, Tennessee, Arkansas, Nebraska e Georgia di importare il farmaco, prodotto da una ditta austriaca e distribuito da una compagnia della Gran Bretagna. L’intenzione sarebbe permettere l’importazione libera a tutti gli stati in cui ancora vige la pena capitale. L’Arizona aveva già importato il thiopental a ottobre per l’esecuzione di Jeffrey Landrigan con l’approvazione della Corte Suprema, ma la decisione non era stata gradita dall’opinione pubblica.

Ciò che viene contestato dai legali dei sei prigionieri di Arizona, California e Tennessee che hanno fatto ricorso è il fatto che la FDA non avrebbe verificato  la sicurezza e l’effettiva efficacia del farmaco importato: compito che l’agenzia dichiara esulare dal suo ruolo, sebbene la legge federale vieti l’importazione di farmaci per i quali non sia stato verificato il processo di preparazione. «La FDA – dice Brandon Berenford, uno dei legali dei sei prigionieri – sta permettendo impropriamente l’importazione di sostanze di cui non può garantire la sicurezza e l’efficacia». I legali chiedono quindi alla corte di forzare la FDA a bloccare l’importazione ed eliminare tutte le dosi di sodium thiopental prodotte all’estero e vendute negli Stati Uniti.

Il thiopental è usato come anestetico nelle iniezioni insieme ad altri due farmaci che provocano l’arresto muscolare e cardiaco del condannato: una morte che si rivela estremamente dolorosa nel caso in cui l’anestetico non funzioni correttamente. «Il thiopental non approvato – spiega ancora Berenford – non sembra assolvere correttamente alla sua funzione e causa il rischio reale e incostituzionale che il prigioniero non sia perfettamente anestetizzato nel momento in cui si iniettano gli altri farmaci del cocktail e sia perciò sottoposto ad una morte disumana». L’ottavo emendamento della Costituzione americana infatti vieta qualunque ‘punizione crudele e fuori dal comune’, come invece accadrebbe in queste circostanze.

«Quale che sia il parere di ciascuno sulla pena di morte – conclude Berenford – nessuna persona ragionevole può essere a favore di esecuzioni inumane».