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Diritto di critica | October 17, 2019

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Il PD ha una proposta su tutto. Ma non sui diritti civili - Diritto di critica

Il PD ha una proposta su tutto. Ma non sui diritti civili

L’assemblea nazionale del PD ha approvato sabato i documenti programmatici su welfare, sanità, pubblica amministrazione, cultura, sicurezza e Mezzogiorno. Bersani ha commentato soddisfatto: “siamo un partito di governo” anche se “certi commentatori non si sono accorti che il Pd ha una proposta completa su tutto”. Non proprio su tutto: una proposta su unioni civili e testamento biologico a oggi non c’è, perché il tutto è stato rimandato ad una commissione creata ad hoc.

WELFARE E COPPIE DI FATTO – Già durante l’approvazione del documento sul welfare l’area legata a Ignazio Marino, sostenuta dai dalemiani, aveva sollevato il tema delle unioni civili, ma la commissione aveva deciso che “il tema del loro riconoscimento giuridico deve essere affrontato all’interno del tema dei diritti”. A stoppare la discussione sono stati soprattutto gli ex popolari vicini a Beppe Fioroni, che è il responsabile del Forum del Welfare.
“Durante i lavori della Commissione sul welfare – ha raccontato Sandro Gozi – noi abbiamo chiesto che si includessero le coppie di fatto, visto che stavamo discutendo del welfare per le persone e per le famiglie. Ci è stato risposto che non era questa la sede bensì l’apposita commissione sui diritti; ma il problema è che noi inseguiamo sempre la sede giusta e non riusciamo ad afferrarla, perché la discussione viene sempre spostata”. “Noi ci siamo quindi astenuti sul documento programmatico – ha quindi spiegato Gozi – anche perché stiamo parlando di un milione e mezzo di coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali, che oggi non hanno alcun diritto e alcuna protezione sociale. E poi il tema è trasversale e non può essere relegato solo a quello dei diritti. Questa è la nostra posizione e daremo battaglia perché diventi anche quella del Pd”.

LA COMMISIONE AD HOC – Il documento sul welfare è stato così l’unico a non essere approvato all’unanimità e gli ordini del giorno dell’area Marino sono rimasti in piedi fino a quando Bersani, nel discorso di chiusura dei lavori, ha parlato della necessità di trovare una sintesi perché i diritti civili entrino nel programma del PD.
Le soluzione è stata affidata ad una commissione in cui saranno rappresentate tutte le anime del partito e che sarà affidata alla presidente del partito, Rosy Bindi.
L’ex ministro per la Famiglia dell’ultimo governo Prodi, l’artefice, insieme all’allora collega per le Pari opportunità, Barbara Pollastrini, del ddl sui Di.co., avrà il compito di guidare, senza essere super partes, il dibattito tra chi propende per la totale libertà di coscienza e chi propone  unioni civili sul modello inglese (civil partnership, riservate esclusivamente alle coppie gay) e una regolamentazione sul fine vita.

Dopo le 7 righe del programma dell’Unione di Prodi, dove si parlava di diritti delle persone che compongono la coppia e non dei diritti della coppia; dopo il programma del PD di Veltroni che proponeva sostanzialmente lo stesso “riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”, ancora senza parlare dei diritti della coppia; dopo più di tre anni dalla sua nascita, il Partito Democratico rimanda ancora la discussione sui diritti civili.

I SODDISFATTI – Ma l’area di Ignazio Marino è soddisfatta e ha appoggiato la richiesta di costituire il comitato: “se il tema dei diritti entra dal portone principale del partito, per noi è una cosa positiva”, ha detto Michele Meta, il quale ha però posto una condizione: quella della presenza di Ignazio Marino nella commissione guidata da Bindi: “mi avete tolto il piacere di invitarlo”, ha risposto Bindi. La proposta è stata quindi approvata con soli tre voti contrari. Marino ha votato a favore.
Ottimista Rosy Bindi: “ricordo – ha detto ai cronisti – che sul testamento biologico alla Camera il gruppo del Pd ha presentato emendamenti comuni firmati da tutti, compresa la Coscioni”.
“Sono contento – ha commentato Marino – il fatto che Bersani abbia detto che diritti civili e sociali vadano insieme è un passo avanti. E’ l’apertura di un percorso, iniziato col piede giusto. Noi dell’area Marino siamo soddisfatti anche se aspettiamo di vedere i risultati”.
”Penso che rispetto al punto di partenza che aveva escluso i diritti civili fondamentali come la fecondazione assistita, il riconoscimento delle coppie di fatto e il tema del fine vita, le parole di Bersani, che ha affermato che i diritti sono essenziali per il Pd, sia un passo culturale molto importante”. ”Ora bisogna – afferma Marino – guardare i fatti e nei prossimi giorni incalzero’ Bindi e Bersani perche’ il comitato si riunisca non per scrivere un documento di 180 pagine ma quei si’ e quei no che devono essere centrali per il nostro partito: si’ alle unioni civili, no alla legge Sacconi-Roccella sul testamento biologico, si’ alla fecondazione assistita per le coppie, tutti aspetti centrali per la vita delle persone”.

Soddisfazione la esprimono anche Ivan Scalfarotto e Anna Paola Concia. Il vicepresidente del PD, in una nota pubblicata su Facebook definisce “rivoluzionaria” la presa di posizione di Bersani per il quale “diritti civili e diritti sociali non possono che essere inscindibilmente una parte centrale del programma del Partito Democratico” e l’impegno di Rosy Bindi “che parlava del lavoro da fare su questi temi nelle prossime settimane”. Scalfarotto riconosce da un lato i limiti del suo partito e dell’Italia, dall’altro i meriti della sua area di riferimento: “So benissimo che in un paese ideale di questa cose non si dovrebbe nemmeno discutere ma l’Italia, come sappiamo, non è il paese ideale. E nemmeno un paese accettabile. Altrove i diritti civili sono una cosa scontata per tutta la sinistra e anche per la destra, almeno quella presentabile. Da noi si fa una fatica enorme a dire cose che sono un’ovvietà in tutto il mondo civile. Ma se non ci fossimo stati noi questa volta, credetemi, di unioni civili e di testamento biologico non si sarebbe nemmeno parlato”.
Più concisa Anna Paola Concia che sempre su Facebook scrive: “dopo una battaglia, i due OdG sui diritti civili sono stati assorbiti nell’OdG che istituisce una Commissione nella cui Presidenza c’è Bindi e Marino. I diritti civili sono parte essenziale del programma del PD. E’ poco, è insufficiente? E’ soprattutto una battaglia che noi continueremo a condurre”.

I CRITICI – Pessimismo invece dal “rottamatore” Beppe Civati che sul suo blog scrive: Una sola eccezione: i diritti civili. Il Pd non è nelle condizioni di discuterne e lo ha dimostrato per l’ennesima volta. Non è pronto né al testamento biologico (tra qualche ora ricorderemo Eluana Englaro), né alle unioni civili (a parte quella con Casini, l’unionedicentro che rende ancora più problematico parlare di certi temi). Ed è un problema non secondario, come qualcuno si ostina a volerlo presentare.

E pessimismo in generale si percepisce anche da diversi militanti del movimento lgbt che vedono in questo nuovo rinvio l’incapacità, tra le anime del Partito democratico, di trovare una sintesi laica su temi centrali per le loro vite.
Su tutti Dario Accolla che rivolgendosi direttamente a Marino, Concia e Scalfarotto, “taggandoli”, scrive: “gay e laici non degni di rientrare in una politica ordinaria, per l’assemblea nazionale del pd. Per parlarne ci vuole una commissione straordinaria. Come se il diritto alla felicità o a una morte dignitosa fosse fuori dal “naturale” ordine delle cose”. Chiamati in causa, Scalfarotto e Concia rispondono sulla stessa linea: non vogliano abbandonare il PD, anche se la commissione sicuramente non si concluderà con un “viva il matrimonio gay”.
E Silvia R. commentando, scrive: “finalmente è venuto a galla il fatto che il problema confessionale non era solo un problema Binetti come molti facevano credere. La Binetti era solo la punta di un iceberg sommerso grande quando una casa e con dentro tutti i Bindi boys&Co.”

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