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Diritto di critica | December 10, 2019

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Sparatoria a Malpensa: "Un Suv ha sfondato le vetrate" - Diritto di critica

“C’è stata una sparatoria e l’areoporto è pieno di poliziotti”. Le prime notizie hanno iniziato a circolare verso le 11.30 sulla pagina Facebook di Informare per Resistere. Un testimone, al telefono con uno degli amministratori, ha raccontato quanto ha visto: una sparatoria. Subito le voci di un attentato terroristico hanno iniziato a rincorrersi ma senza alcun fondamento. Di certo c’è stata – poco dopo – la notizia data in evidenza sul sito del Corriere della Sera “Sparatoria a Malpensa, evacuato il terminal 1”. Poche ancora le notizie. L’Ansa parla di un ferito, colpito a un piede da un poliziotto, mentre Repubblica scrive che “la sparatoria sarebbe conseguente al tentativo di un tunisino di raggiungere sua moglie che era in partenza dall’aeroporto. L’uomo – prosegue Repubblica – avrebbe sfondato la recinzione dello scalo a bordo della sua auto e sarebbe sceso impugnando un coltello. E’ stato fermato dagli uomini della sicurezza, che hanno esploso alcuni colpi. Il tunisino sarebbe stato colpito da un proiettile”.

Secondo un testimone oculare che si è messo in contatto con gli amministratori della pagina Informare per Resistere, invece, “un Suv si è lanciato contro l’ingresso 14 ma le porte hanno resistito, allora gli occupanti sono usciti dalla macchina e sono entrati dentro l’areoporto … nel frattempo arrivava la polizia, c’è stata una sparatoria ed uno di loro è stato colpito”. Le agenzie, però, parlano solo di un occupante e di un’auto rubata.

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, invece, sembra che il tunisino volesse accoltellare la moglie per motivi di gelosia e non avesse alcun intento terroristico. Una conferma – quest’ultima – giunta poco fa anche dagli investigatori giunti sul posto.

Nella tarda mattinata, poi, è giunta una versione contrastante della vicenda: a bordo del Suv ci sarebbero stati anche moglie e figli del tunisino – confermando quindi le anticipazioni di Informare per Resistere – i quali, una volta scesi dalla macchina, avrebbero pronunciato frasi incomprensibili in arabo e in italiano, prima di essere fermati. La famiglia, dunque, non sarebbe stata in procinto di partire.

INVIATECI VIDEO E TESTIMONIANZE DALL’AEROPORTO DI MALPENSA: dirittodicritica (at) gmail.com

Credits – fotografia: Corriere della Sera

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