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Diritto di critica | April 6, 2020

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Sardegna, il Poligono di Quirra non si ferma - Diritto di critica

Sardegna, il Poligono di Quirra non si ferma

Stop ai test missilistici nel poligono di Quirra? Forse, ma ora no. Intanto via libera al quarto giro di indagini conoscitive. Lo ha deciso il Senato, approvando la verifica di “possibili rischi per la popolazione”  e l’eventuale sospensione delle attività di sperimentazione militare nella base sarda. Ma i tempi sono lunghi e c’è confusione sulle metodologie d’indagine da utilizzare. Lo stop potrebbe anche non arrivare mai. Nel frattempo, la Procura di Lanusei sequestra altre zone di mare e scopre missili seppelliti.

Entro il 30 giugno, il governo dovrà rendere noti i risultati delle analisi” della Commissione tecnica di esperti e consegnarli alla Regione. Ma lo stop alle attività sperimentali di armi nel Poligono di Quirra arriverà soltanto “ove dalle analisi dovessero emergere oggettive situazioni di rischio per gli abitanti e il personale della base”. Insomma, Quirra non chiude. Resterà attivo fino all’estate, in attesa dei risultati dell’indagine: come dire, se dimostrate che è davvero pericoloso, allora chiudiamo il Poligono.

Ma chi garantirà sulla validità scientifica delle analisi? Negli ultimi 8 anni l’area è stata sottoposta a ben quattro indagini. Nel 2002 il ministero della Difesa affida un’indagine ambientale all’Università di Siena, che si conclude con un “nulla di cui preoccuparsi”. Nel 2004, tutto è a posto per gli esperti chiamati ad effettuare uno studio epistemiologico a Villaputzu. Ci riprova la Regione nel 2006, varando un mega-studio su 26mila abitanti: ne risulta un numero anomalo di tumori al sistema emolinfatico, ma non basta. Il nesso diretto Poligono-tumori non emerge, perchè nessuno riesce a dimostrare o negare la presenza di uranio impoverito in modo irrefutabile.

Perchè tanti flop? Forse dipende da chi fa le indagini. Il fisico nucleare Evandro Lodi Rizzini lo sostiene dal 2001 (intervista sul Corriere della Sera del 21 marzo 2001): non possono essere i medici o gli esperti ambientali a cercare il materiale radioattivo incriminato, tocca ai fisici nucleari. Difficile dargli torto.

Proprio due giorni fa, infatti, un esame spettrometrico in Francia ha rilevato tracce di di uranio impoverito nelle ossa  del cadavere di un militare reduce dai Balcani. Si tratta di Ludovic Acariès, soldato francese deceduto nel 1997 all’età di 27 anni per un linfoma non Hodgkin, ed è all’attenzione della giustizia francese in quanto i familiari hanno chiamato in causa, per far luce sulla morte, il Ministero della Difesa. Proprio comei nostri ragazzi tornati dalla guerra in Jugoslavia e morti nel giro di pochi mesi di tumore. La cosa interessante è che lo stesso cadavere di Acariès era stato analizzato nel 2005 da un’equipe italiana: non avevano trovato niente, solo metalli pesanti come cromo e ferro.

Lodi Rizzini sostiene a gran voce che dipende, palesemente, dal metodo d’indagine usato. “Questo tipo di indagini-analisi va affidato a fisici nucleari che dispongono delle opportune conoscenze e tecnologie, e non a persone che studiano altre situazioni ambientali come polveri sottili o inquinanti chimici”.

E se anche la Commissione tecnica (la quarta a cimentarsi nell’impresa) trovasse prove evidenti? La Regione potrebbe, secondo quanto votato in Senato martedì, richiedere ulteriori verifiche presso l’Istituto Superiore di Sanità: cominciando a costituire a metà estate il board scientifico…

Intanto, la Procura di Lanusei procede con un’altra inchiesta, di carattere giudiziario.  a causa delle piogge. Da un primo esame, si tratterebbe di armi dell’aviazione tedesca degli anni ’60-’70, interrate (o abbandonate?) dopo l’uso. Il procuratore di Lanusei Fiordalisi ne ha disposto il sequestro e l’invio alla Squadra Mobile di Nuoro. Meno di due settimane fa era toccato ai fondali marini antistanti la base di Quirra, dove i subacquei della Polizia di Stato avevano individuato numerosi ordigni a pochi metri di profondità. Riuscirà una delle due indagini a mettere a tacere il Poligono?

Comments

  1. QuirreseDoc

    Caro Sirio, la tua cronaca sembra anche abbastanza obbiettiva, proprio x questo voglio stimolare la tua inteligenza su alcuni temi che tratti nel tuo articolo! Dal 2002 si effettuano controlli della zona in cui vivo, da parte di ricercatori medici, ricercatori universitari, aziende leader nel settore e addiritura si è iteressato Istituto Superiore di Sanità. Puntualmente al termine di ogni controllo, spunta il gruppo Anarchico di turno e dice che le indagini sono state fatte male! Meglio credere a questi cosiddetti Pacifisti o hai Ricercatori?! Non è vero che dalle ricerche fatte non risulta niente, Istituto Superiore Sanità ha dichiarato Quirra zona a elevata contaminazione ambienttale da metalli pesanti dovuti ad attività mineraria dismessa! Ti invito a cercare su internet quali sono gli effetti sul uomo quando arsenico, cadmio e piombo inorganico entrano nella catena alimentare… Queste cose vengono omesse da Anarchici e Giornalisti, sarà xche non chiudono poligoni e non fanno vendere giornali?! Siamo veramente stufi di veder mischiati capre e cavoli, una cosa sono i Balcani e sua la guerra un altra cosa è Quirra! Sai cosa succede dalle mie parti?! Con queste notizie da prima pagina e con questi video di youtube di dubbio riscontro scientifico e in molti casi pure fasulli; praticamente il turismo è evaporato, si sono registrate solo disdette x la stagione estiva, chi produce nelle campagne carne, frutta e verdura non riesce più a vendere i suoi prodotti! Adesso è ora di dare un giro di vite, i militari devono ritirare le loro ferraglie sono d’acccordo, è vero anche che si debbano fare i controlli, si facciano e basta con queste cazzate dell’ inattendibilità! Cè in gioco anche la Magistratura e mi sembra opportuno che chi ha procurato allarmi inutili e sputtanato la zona con meschine menzogne deve pagare a caro prezzo!!!

    • Sirio Valent

      Caro Quirrese Doc,
      a parte il fatto che già soltanto l’inquinamento da arsenico e metalli pesanti mi sembra un buon motivo per tenere lontani i turisti (e magari anche gli abitanti) da Quirra fino ad una seria e mai iniziata bonifica, non credo che le nostre posizioni siano inconciliabili.
      L’articolo non attribuisce soltanto all’uranio impoverito la responsabilità dell’inquinamento (ci mancherebbe!): sottolinea però, con un esempio concreto e le parole di un insigne fisico nucleare, quanto questo elemento potrebbe essere stato trascurato finora. O almeno, non trattato in modo adeguato.
      Chi fa le indagini sul territorio dovrebbe essere super-partes, e dovrebbe possedere i mezzi tecnici per dare risposte esaustive: dal 2002 ad oggi le diverse commissioni scientifiche hanno peccato nell’uno o nell’altro campo.
      Sono d’accordo con lei, basta inattendibilità: facciamo un’indagine seria, non commissionata dalla Difesa, e affianchiamo ai medici e biologi qualche fisico in gamba. E avviamo una bonifica, che non può prescindere – a mio avviso – dalla dismissione del Poligono e delle altre eventuali attività inquinanti. Ma in una zona scarsamente industrializzata, priva da cinquant’anni di miniere attive, poco popolata…quali sono le nuove fonti di inquinamento, che mantengono ancor oggi alta la mortalità e la precaria salute degli abitanti delle sue terre?

      • globoiniquo

        oh sirio!!!

        ma sai come è fatta quirra??
        ma sai dov’è quirra??

        ma tu sai cosa fa il poligono???

        senti lascia perdere perchè le tue informazioni sono quelle dei giornali.

        parla di frutta e verdura