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Diritto di critica | May 20, 2017

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Decreto Rinnovabili, il Governo taglia le gambe al solare

Decreto Rinnovabili, il Governo taglia le gambe al solare

Il governo prepara il terreno al Decreto Energie Rinnovabili, che taglia gli incentivi al fotovoltaico e fissa un tetto ridicolo alla potenza installabile. Intanto il nucleare accelera, tra l’annuncio della nuova sede per l’Agenzia di controllo e il ritorno dello spot pro-atomo in tv. In ballo il futuro ambientale italiano, 200mila posti di lavoro e un giro d’affari da decine di miliardi di euro.

Le Direttive europee sono liberamente interpretabili, a quanto pare. Quel che dovrebbe essere la regolarizzazione e pianificazione dello sviluppo delle energie rinnovabili, la Direttiva 29/2008, diventa nel testo attuativo del governo una ghigliottina al futuro della green economy.

Le disposizioni più rilevanti sono due. Entro il 2020, stabilisce il testo, dovranno essere installati in Italia 8.000 MegaWatt di pannelli solari: non uno di più ne verrà autorizzato. E’ un’obiettivo decisamente modesto, considerando che la Germania ha posto il target a 52mila MegaWatt, di cui 18 già installati. Ma al governo italiano  il “tetto” di 8GW sembra bastare. E verrà raggiunto anche in fretta, sulla base delle stime del Ministero dello Sviluppo economico e del Gestore dei sistemi elettrici (GSE). A loro parere, entro il 2011 raggiungeremo i 7.000 MegaWatt di energia prodotta dal sole. Peccato che a fine 201o i pannelli solari effettivamente in funzione non superassero i 3000 MegaWatt, e che le principali banche d’investimento stimino a 4800 MegaWatt complessivi il risultato conseguibile a metà 2011.

Inoltre, il decreto blocca-solare taglia gli incentivi all’investimento del 30%, riducendo drasticamente l’appetibilità del settore per le aziende. Una riduzione è utile, almeno in teoria, se è vero che nel 2010 sono stati dati incentivi per 3,4 miliardi di euro al settore. Ma, secondo altri calcoli, la “zavorra fotovoltaica ” in bolletta non supera 1,70 euro al mese. Le associazionidi categoria e gli ambientalisti chiedono che il taglio venga ridotto al 15%, per non soffocare il settore. Ma potrebbe essere esattamente questa la tentazione del governo.

Il calcolo dell’esecutivo – abbasso il solare in favore del nucleare – traspare nitidamente dal comportamente del ministro Romani, che non perde occasione per lamentare l’onerosità di eolico e fotovoltaico: e nel frattempo annuncia di aver scelto la sede della nascente Agenzia per il Nucleare, presieduta da Veronesi. E in televisione torna lo spot prodotto dal Forum Nucleare Italiano (finanziato dai grandi gruppi industriali chiamate a partecipare alla costruzione delle centrali): il Gran Giurì della pubblicità l’aveva bocciato come pubblicità ingannevole il 24 febbraio. Chicco Testa (poliedrico ex attivista del referendum del 1987 anti-centrali e ora spin doctor del Forum pro-atomo) ha subito trovato l’inganno per aggirare l’ordinanza dell’autority, inserendo una frase a fine spot. In tal modo il procedimento di infrazione si riapre, ma consentendo al Forum di trasmettere il suo punto di vista in prima serata proprio nei giorni decisivi: quando, insomma, il Consiglio dei Ministri deve decidere sul futuro energetico italiano.

La bozza proposta da Romani peserà come un macigno sul settore fotovoltaico: un’industria he dà oggi lavoro a 15mila persone e fornisce energia a 160mila famiglie. E che in futuro, secondo le stime delle associazioni di settore, potrebbe produrre 200mila posti di lavoro e un volume d’affari di oltre 50 miliardi di euro entro il 2020, se gli fosse concesso di svilupparsi adeguatamente. Ma la mannaia sugli incentivi sta per calare.

  • Alessandro Cappelli

    Caro Sirio,

    Come operatore del settore, ma anche, sopratutto come persona contraria al nucleare, non posso che essere estremamente preoccupato per questi trends. Il decreto da te menzionato che dovrebbe sostenere le rinnovabili, ma che in realtà de facto le “decapita” dovrebbe uscire questa settimana. Si parla anche di un limite di potenza installabile ad ettaro: 100 kwp per ha. A queste condizioni molti operatori esteri, personalmente lavoro in Germania, si cercheranno altri mercati dove investire più ben disposti nei confronti delle rinnovabili.

    Un cordiale saluto

    Alessandro cappelli

  • Lucio Fois

    L’importante è che qualche suo amico abbia fatto porcate con l’eolico ed i rigassificatori, o producendo energia elettrica utilizzando i residui di lavorazione del petrolio, poi cosa volete che sia il sostenere un decreto che trova ampia applicazione sia nelle private abitazioni che nelle aziende private e pubbliche che importanza può avere? D’altronde un settore che sta avendo un buon trend di crescita, con aziende che assumono e pagano tasse può sicuramente creare disturbo in un Paese che non ha alcuna politica industriale o di sostegno all’economia. Non dimentichiamo che Romani è diventato ministro dopo mesi di interim

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  • a.locatelli

    Incredibile. Si penalizza un percorso virtuoso inconfutabile adducendo la scusa che le famiglie sono gravate di 28 euro all’anno.
    Questo per avere energia pulita, indipendente da fattori esterni e dopo che il paese ha risposto con grande slancio.
    E nessuno(di loro) si preoccupa dei 110,00 euro annui che paghiamo per il canone TV e delle cifre ben più alta che ogni famiglia sostiene per i telefoni cellulari.
    Perchè non intervenire su quelle tariffe.?
    Quale sia il vero motivo di tale provvedimento lo capisce anche uno sciocco.
    E’ vergognoso e inaccettabile essere trattati come degli sprovveduti.

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