Thursday, May. 17, 2012

Berlusconi e Feltri firme sul Corriere della Sera. Era il 1978

Il secondo editoriale del Cav. sul quotidiano di via Solferino

Scritto da il 3 marzo 2011 in Politica

vittorio feltri1 e1299146971676 Berlusconi e Feltri firme sul Corriere della Sera. Era il 1978Coincidenze. O forse la storia si ripete. L’Italia politica dei nostri giorni, infatti, potrebbe essere sintetizzata da una pagina del Corsera del 25 giugno 1978. I lettori che quella mattina avessero acquistato il quotidiano di via Solferino, avrebbero trovato a pagina 2 un editoriale a firma Silvio Berlusconi, proprio accanto ad un articolo scritto da un giovane giornalista che lavorava al Corriere e che anni dopo sarebbe divenuto direttore del Giornale di casa Berlusconi: Vittorio Feltri. Ma non è tutto. Lo stesso Feltri, infatti, nel pezzo raccontava le vicende di una minoranza parlamentareIniziativa Democratica, forte di ben 27 deputati – nata per far “cambiare rotta” alla Democrazia Cristiana. Gli antesignani di Futuro e Libertà. Come dire: tutto torna.

Martedì scorso abbiamo ricordato il primo editoriale firmato da un giovane Silvio Berlusconi in ascesa. L’attuale premier scriveva con i toni dell’economista di lungo corso, citando Marx, Smith e scagliandosi contro un protezionismo tutto italiano che avrebbe penalizzato l’economia nazionale. Una staffilata la riservava anche a quella “pratica politica basata sul populismo e sull’opportunismo trasformistico, di quelle che Carli ha recentemente definito ‘classi dirigenti prive di autorità“.

Nel secondo editoriale dal titolo “Pregiudizi e leggi inadatte frenano ancora l’edilizia“, invece, B. usa altri toni e sposta la lente d’ingrandimento su un ambito a lui più congeniale: parla da costruttore. I giovani – è la sintesi del suo pensiero – hanno diritto a una casa ma in Italia se ne costruiscono ancora troppo poche. Dopo aver citato dati ONU, il Cav. scrive che il nostro è il “paese europeo che ha meno case per abitante”. Secondo Berlusconi, in relazione ai matrimoni esisteva un “fabbisogno in termini di stock stimabile in base ai dati ufficiali di 800-900mila abitazioni”, con un “quadro di fame arretrata di prime case“. Secondo il Cav, dunque, era necessario costruire almeno 400mila abitazioni ogni anno.

berlusconi espresso 300x128 Berlusconi e Feltri firme sul Corriere della Sera. Era il 1978Anche in questo articolo, B. non manca di criticare la classe politica d’allora: “Se l’edilizia non fosse stata progressivamente paralizzata grazie anche all’insipienza delle forze politiche (di governo e di opposizione), oggi il nostro Paese sarebbe ai più alti livelli di reddito e di occupazione [...] eppure – prosegue il Cav – l’unico settore escluso dalla fiscalizzazione  degli oneri sociali per l’industria è stato quello dell’edilizia”. Tra le proposte avanzate da Berlusconi per uscire dalla crisi, la riduzione dell’Iva sulle prime case, l’aumento del tasso di rendimento per quelle nuove e l’introduzione del prezzo di mercato al posto del valore fissato amministrativamente.

Il Cav. conclude quindi con una sviolinata sui giovani e sul loro diritto ad acquistare una casa dove costruirsi un avvenire: “La cosa triste e drammatica – scrive – è che a soffrire di questa politica di ritorsione non sono i responsabili degli errori passati ma tutti quei giovani che non riescono a soddisfare una primaria esigenza civile: avere una casa dove costruire il proprio futuro“. Parole – trent’anni dopo – quanto mai attuali, non per la mancanza di case ma per l’incapacità endemica di attuare politiche sociali a sostegno delle nuove generazioni. E i “bamboccioni” più che un vezzo da ignavi sono ormai una realtà ammalata da disoccupazione e precariato.

(fotografie: internet/L’espresso)


  • Luca

    Berlusconi e Feltri: all’anema e chi ve’ mmuort’!