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Diritto di critica | July 18, 2019

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Fidel e Chavez, gli amici di Gheddafi - Diritto di critica

Fidel e Chavez, gli amici di Gheddafi

Rivoluzionari, socialisti e un po’ eccentrici. Ecco gli amici di Gheddafi. Mentre al Palazzo di Vetro, in occasione del voto per le sanzioni contro la Libia, la maggior parte dei paesi latino-americani ha condannato la repressione condotta dalle truppe del Colonello, Fidel Castro, Hugo Chavez e Daniel Ortega hanno invece espresso il proprio appoggio.

I tre leader sudamericani hanno deciso di sostenere il loro amico ed importante esempio di socialismo in salsa terzomondista. L’ “incompreso” Gheddafi, dal suo canto, ha finalmente trovato qualcuno che lo sostenga in un momento in cui si sente tradito, rimanendo sorpreso dall’Occidente che ha deciso di abbandonarlo di fronte ai “terroristi”. Convinto che dietro a tutto questo ci sia Al Qaeda, il Colonnello non capisce il venir meno di questo appoggio, nato proprio per contrastare il terrorismo. È come se non si rendesse conto di ciò che sta accadendo intorno a lui, tanto da arrivare ad affermare: “il mio popolo mi adora e per proteggermi sarebbe disposto a dare la proprio vita”.

Grazie alla condivisione delle stesse ambizioni politiche e delle stesse paure, i tre leader sudamericani si sono schierati, ciascuno a suo modo, a sostegno di Gheddafi.

Fidel Castro, probabilmente più contro gli americani che a favore di Gheddafi, ha scritto nelle sue “Riflessioni” trasmesse dai media cubani: “Per me è evidente che il governo degli Stati Uniti non si sta assolutamente preoccupando della pace in Libia e non esiterà a dare alla Nato l’ordine di invadere questo ricco Paese”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro degli Esteri di Raul Castro che ha aggiunto: “alcuni politici e alcuni media americani incitano alla violenza, all’uso della forza armata e all’aggressione di stati esteri”.

In Venezuela, il capo di Stato Tenente Colonnello Hugo Chavez, ha scritto su Twitter al proprio ministro degli Esteri Nicolas Maduro: “Avanti Cancelliere, vai con un’altra lezione alla destra pro-yankee! Viva la Libia e la sua indipendenza! Gheddafi sta affrontando una guerra civile!”.

Anche in Nicaragua Gheddafi trova grande appoggio. Il presidente Daniel Ortega ha telefonato personalmente al suo amico libico. Il Colonnello “è grande amico del popolo del Nicaragua che deve condurre nuovamente una grande battaglia”. Ortega che vuole ricandidarsi alle prossime elezioni, nonostante sia vietato dalla Costituzione ha affermato: “Gheddafi è al potere da 4 decenni! Che esempio!”.

Comments

  1. Mario

    Articolo idiota

    • Emanuela De Marchi

      Guarda che le fonti del mio articolo sono fonti molto importanti che affermano ciò che ho scritto. Non puoi permetteri di critcarlo in questo modo. Se poi la cosa ti offende perché ci sei rimasto male è un altro discorso..

    • Manfred

      quoto mario… la De Marchi è perfettamente allineata…

      • motiviamo motiviamo su su. Queste frasi sparate lì così non hanno senso e valgono meno di zero. Motiviate, avrete una mente pensante no? Altrimenti è meglio evitare di prendere la tastiera in mano siete d’accordo? Attendiamo motivazioni critiche.

    • Erica Balduzzi

      Sig. Mario, se proprio ci tiene a sparare giudizi lapidari, abbia almeno la cortesia – verso l’autrice e verso gli altri lettori- di spiegare come mai lo ritiene un articolo idiota. Altrimenti il suo commento, perlatro offensivo, è decisamente fuori luogo: la critica ragionata può essere costruttiva, l’insulto a caso no. Grazie.

    • Perché? Spiega. CRITICA. Altrimenti evita.

  2. marco

    questo articolo è pessimo! da dove si deduce che Fidel Castro stia dalla parte di Gheddafi !?!?
    Quello che ha dichiarato Fidel Castro non significa assolutamente che il suo governo sia dalla parte del Colonnello libico, ma sostiene la sacrosanta verità, ovvero che agli USA non gli e ne frega nulla di portare la pace in Libia e del popolo libico.
    Gli Stati Uniti si stanno fregando le mani da avidi maiali che sono in attesa di lanciarsi su di un nuovo succulento e ricco territorio da colonizzare economicamente e politicamente!
    Su Ortega non ha da fare obiezione ma dire Castro è dalla parte di Gheddafi è, scusate il gioco di parole, una castronata!!

    • Paolo Ribichini

      Da parte di Cuba non c’è stata condanna per gli atti criminali di Gheddafi. E Fidel parla di Stati Uniti che stanno dietro la rivolta. Ma ad uccidere 10mila persone non sono stati aerei americani

    • Emanuela De Marchi

      Caro Marco, se Cuba non condanna in sede ONU le azioni di Gheddafi secondo te cosa significa?? Per il resto non so se te ne sei accorto ma quello che hai scritto lo scritto io prima di te nell’articolo..hai solo riportato le mie parole confermandoti concorde con quello che ho affermato!

  3. Cara Emanuela, un ottimo articolo e uno spunto interessante!

  4. ugaciaka

    la maggior parte dei commenti provienenti dal sud-america sembrano essere prese e
    affiancate apposta per esprimere un teorema.

    Vale la pena di ricordare che, in realtà, i commenti sono in salsa antiamericana visto che
    gli USA non vedono l’ora di appoppiarsi delle ricchezze della Libia approfittando delle rivolte

  5. Vietato toccare Fidel…simbolo di una vera democrazia…

  6. angelo ferrarello

    le centinaia di risoluzioni contro israele col voto contro di italia e usa per gli eccidi delle popolazioni inermi nonhanno mai destato scandalo.
    sono convinto che però non dobbiamo cadere nelgioco del contrario,ogni opinione è lecita se resta nell’alveo della corretta informazione; ci sono letture diverse di quello che sta succedendo nel nordafrica ma quasi tutte parziali e con la nostra ottica,molte cose sfuggono per poca conoscenza degli “altri” e per l’insulsa abitudine a giudicare dall’alto della nostra “DEMOCRAZIA”considerata come unico modello possibile di organizzazione sociale da esportare a qualunque costo.
    La violenza degli avvenimenti,la reazione dei regimi,la paura per le conseguenze sull’Europa vanno letti col senso della storia e non solo con l’emotività dovuta alla drammaticità e ai morti.
    Sono pronto ad ascoltare interpretazioni più argomentate e confrontarle con le mie,almeno quelle che sto piano piano elaborando seguendo gli avvenimenti cruenti di queste settimane.
    Ho già scritto molto per essere un contributo a questa discussione ma due aspre considerazioni mi azardo farle. Tutte le armi usate sia dai dimostranti e soprattutto dai governi nordafricani sono di produzione occidentale ed italiane in particolare.Molti jet militari sono prodotti in francia e italia(provincia di varese e brescia danno un contributo di morte notevole).Gli affari con i regimi arabi moderati e non sono talmente intrecciati con presenze societarie nelle multinazionali italiane che minano anche le nostre “democrazie” unitamente al debito pubblico comprato dai paesi emergenti capitalisticamente parlando:
    Seconda considerazione è l’impoverimento generalizzato dei giovani paesi africani usciti dal colonialismo europeo,dovuta anche alla poca sedimentazione di esperienze partecipative politiche e a bassa qualità delle classi dirigenti emerse dopo decenni di schiavitù.
    Ai paesi occidendali intesi come stati si sono sostituiti i grandi gruppi industriali-finanziari che hanno ridevastato l’africa intera:
    La fame,le guerre a comando,i conflitti paraetnici,spingono da anni masse enormi di persone verso l’eldorado europeo;la lunga catena di regimi del nord dell’africa faceva un pò da tappo ,unfiltro efficace contro un invasione di moltitudine non confrontabile con l’immigrazione clandestina temuta dalla destra economica-culturale delle società europee.
    quanto è piccola la visione della vita e del mondo dei movimenti razzisti e delle destre che nuotano sul mare dell’ignoranza e delle insicurezze mentali.
    Adesso cosa avverrà fra un mese è nulla rispetto a ciò che si prospetta per il futuro prossimo.LA FORZA DELL’AFRICA SARA’ LA SUA DISPERAZIONE,NON SERVIRANNO ALTRI MURI ELEVATI FINO AL CIELO,
    SERVE CAMBIARE CON CORAGGIO LA POCA AMPIEZZA MORALE E POLITICA DEI GOVERNANTI EUROPEI ,CREARE LE CONDIZIONI PER UN RAPPORTO CORRETTO TRA LE NAZIONI DEL MONDO E PERDERE LA PRESUNZIONE CHE IL NOSTRO SIA L’UN ICO MODO DI VIVERE .
    ANGELO FERRARELLO

  7. Alessio

    Tolto il nostro governo, che a livello internazionale e’ considerato unanimamente ridicolo, mi pare ovvio che ogni governo esprima opinioni soppesando bene i suoi interessi. Si chiama realpolitik.

    Allo stesso tempo, molti governi parlano e se possono vorrebbero portare avanti una politica piu ‘morale’, piu’ ‘giusta’.

    Tenendo in considerazione questo perenne divario tra “il giusto” e “l’utile” (Panebianco, 27 febbraio, Corsera), in questa vicenda a me paiono molto piu ipocriti i commenti di Washington, che negli ultimi 100 anni ha lodato e appoggiato praticamente tutti i regimi piu dittatoriali e assassini al mondo in sudamerica, africa e asia, tranne – ma sempre per interessi economici – quelli ‘comunisti’ e Hitler. (In realta’, l'”anticomunista” Reagan ha anche aiutato con soldi e armi quello che forse e’ stato il piu peggiore dei criminali comunisti: Pol Pot). Lo stesso democratico Roosevelt fino alla fine degli anni ’30 definiva Mussolini un “gentiluomo italiano” e il fascismo “una speranza per il mondo”.

    Nel caso dei paesi arabi, Washington appoggia regimi vergognosi, come quello dell’Arabia Saudita, e ha appoggiato il dittatore Mubarak fino al giorno prima che lo cacciassero dal paese a calci nel sedere.

    Inoltre, gli USA solo l’unico paese al mondo (oltre alle isole Marshall) a non condannare in sede ONU l’occupazione e i crimini di Israele in Palestina. Il voto contrario degli USA blocca ogni possibile intervento dell’ONU e dunque ogni possibile risoluzione pacifica di quello che invece continua a rimanere il conflitto piu’ lungo al mondo, che da 60 anni a questa parte ha fatto piu vittime di quante ne ha fatte e fara’ Gheddafi nella sua vita.

    Un paese della potenza e ricchezza degli Usa potrebbe benissimo permettersi una diplomazia piu ‘morale’, piu’ ‘giusta’, ma non lo fa. Spesso per luridi interessi economici. Altre volte, come nel caso di Israele, per motivazioni ancora piu’ oscure. O perlomeno che io, per mia ignoranza, non comprendo. Ad esempio, gli USA sono stati l’unico paese al mondo a votare contro le risoluzioni ONU durante l’ultima guerra di Gaza, che come la repressione di Gheddafi ha fatto migliaia di morti. Che forse i morti palestinesi contano meno di quelli libici? Penso di no.

    Senza dubbio Cuba e’ una dittatura liberticida fuori dal tempo ma rimane un paese sovrano con il diritto di provare a campare i suoi cittadini. Dunque mi pare piu’ ragionevole che un paese piccolo, isolato e sotto un embargo pluri-decennale come Cuba sia meno duro contro la Libia e il dittatore libico, un paese ‘amico’, un paese con cui puo’ commerciale e intrattenere vari tipi di rapporti.

    Senza dubbio la carneficina di Gheddafi e’ vergognosa e inumana e ogni essere umano dovrebbe sperare che tale dittatore sia consegnato al piu presto alla giustizia internazonale, ma prima di guardare alla pagliuzza di L’Avana, che a livello globale e’ insignificante, guardiamo alle travi di Washington e dell’Europa, che con la loro potenza si potrebbero permettere di infuenzare positivamente i paesi arabi e di aiutare le forze democratiche che, come vediamo in queste settimane, in quei paesi esistono eccome.

    Dunque anch’io, come altri commentatori, rimango basito dallo spazio che i giornali italiani dedicano alle uscite di Castro ‘a favore di Gheddafi’ mentre poi quando gli Stati Uniti vendono l’ultima tecnologia militare all’Arabia Saudita o bloccano con il loro voto negativo le risoluzioni Onu contro Israele trovo un trafiletto in ultima pagina.

    Inoltre, non dimentichiamolo, pare che l’Italia sia un discreto fornitore di armi della Libia. Quando questi bravi imprenditori italiani si riempivano le tasche e spedivano questi giocattolini a Gheddafi come credevano che il nostro amico le avrebbe utilizzate, per i fuochi d’artificio di capodanno?

    Per finire, gia’ 10 anni fa il tanto amato Ciampi volava in Cina e chiedeva all’UE di abolire il divieto si vendere armi al gigante asiatico. Il 30 dicembre scorso, nell’assordante silenzio dei mass media, l’UE ha abolito quel divieto che risaliva al 1989 (remember Tienanmen?) e ha deciso di permettere ai venditori di morte europei di iniziare a spedire i loro giocattoli direttamente a Pechino. (Dico direttamente, perche’ prima Pechino ce li comprava con simpatiche triangolazioni, come continuano a fare Birmania e altri regimi odiosi in giro per il mondo).

    Di fronte a questi fatti, noti a chiunque, dire che “Fidel e Chavez sono amici di Gheddafi” significa poco. Chi non e’ stato amico di Gheddafi fino a ieri? Oggi probabilmente Fidel e Chavez sono piu interessati a denunciare il doppiogiochismo statunitense che ad unirsi al tardivo coro anti-gheddafi, e le loro motivazioni sono persino comprensibili (entrambi sono stati vittime del terrorismo statunitense senza aver mai torto un capello a un cittadino statunitense).

    Dunque, ricordiamoci che le armi che Gheddafi sta utilizzando per massacrare la gente probabilmente sono le nostre, non di Castro, e che i nostri governi sono stati culo e camicia con Gheddafi fino a ieri e che oggi e fino alla prossima strage in Cina stiamo fornendo armi a quel regime.

    Buona serata.

  8. Alessio

    PS

    Israele starebbe fornendo armi e mercenari a Gheddafi per reprimere le rivolte.

    http://mondoweiss.net/2011/03/report-israel-company-recruiting-gadhafi-mercenaries.html