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Diritto di critica | December 12, 2017

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Chirac e il processo a rischio prescrizione

Chirac e il processo a rischio prescrizione

Quando in Italia si parla di immunità per le alte cariche l’esempio estero oramai consumato è quello dell’ex presidente della Repubblica Francese Jacques Chirac. Dopo 12 anni di attesa il processo all’ex numero uno transalpino è finalmente iniziato. Un procedimento fermo in questi anni a causa del “congelamento”  per via della sua carica istituzionale. Chirac e altri 9 indagati sono accusati di «distrazione di fondi» e «incasso illegale di interessi», tutti compiuti, secondo i magistrati, quando l’ex capo di Stato era ancora  sindaco di Parigi.

Ora l’ex presidente francese rischia fino a 10 anni di carcere e 150.000 euro di multa. Ma c’è un ma. In Francia hanno iniziato a circolare voci di una possibile prescrizione. L’ avvocato di un altro imputato, Jean-Yves Le Borgne ha sollevato un problema di costituzionalità che potrebbe rinviare il processo, con il rischio della prescrizione degli atti. Il quotidiano Liberation pensa che «dietro quest’ultimo ricorso ci sia una macchinazione per evitare ad un uomo» che per bocca della moglie «non é più quello di prima», un processo «disonorevole e doloroso». A Le Monde l’ex presidente invece si è detto «in buona salute e tranquillo per il processo». Sempre il quotidiano parigino scrive che «gli avvocati dell’ex presidente stanno cercando da un po’ di tempo di far rimandare l’udienza sine die. Monsieur Veille (avvocato di Chirac ndr) ha, a fine gennaio di quest’anno, già inoltrato alla corte la richiesta di un rinvio». Sempre per Le Monde «l’idea è che ogni ritardo supplementare sarà il benvenuto. Più si avanza nel tempo, più l’età e la cattiva salute del ex capo dello Stato saranno argomenti per evitargli il giudizio».

Gli avvocati degli altri imputati però non hanno accettato queste insinuazioni: «Capisco che ci sia questo sospetto. Le persone sono cattive in questo mondo» ha dichiarato l’avvocato Monsieur Le Borgne sulle pagine di Le Figaro, aggiungendo «vorrei smentire le falsità che insinuano un’intesa tra me e l’avvocato di Monsieur Chirac, Jean Veille».
Sembra anche che la maggior parte della classe politica francese voglia possibilmente evitare una condanna al loro anziano ex collega. Peccato che invece il 71% dei loro compaesani voglia per Chirac un processo come un cittadino qualsiasi. L‘Ègalitè oltralpe non è uno scherzo.