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Diritto di critica | July 2, 2020

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Di Pietro, il primo leader politico a sostenere l'Europride 2011 - Diritto di critica

Di Pietro, il primo leader politico a sostenere l’Europride 2011

«L’11 giugno c’è una manifestazione importante a difesa della Costituzione. Dell’articolo 2 della Costituzione: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, come singolo e nelle formazioni sociali”. E cioè: siamo tutti uguali. Ma è mai possibile che nel terzo millennio i cittadini debbano essere divisi per motivi aberranti? Per questa ragione io personalmente e  L’Italia dei Valori aderiamo al gay pride per rilanciare la difesa della Costituzione. Per favore, siamo tutti uguali!».
Dopo tanti volti noti del mondo dello spettacolo, da Luciana Littizzetto a Maurizio Costanzo, da Leo Gullotta a Paola Cortellesi, Antonio di Pietro è stato il primo leader politico a far pervenire un video di supporto all’Europride, il più grande evento europeo della comunità lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender)  che si terrà a Roma il prossimo 11 giugno.

Mercoledì il comitato organizzatore del Pride europeo aveva diffuso un comunicato in cui invitava «tutti i leader politici ad esprimersi finalmente su come risolvere la disparità di trattamento che vivono i cittadini gay, lesbiche e trans italiani e quelli europei residenti nel nostro paese». «Quest’anno, grazie ad Europride, dal’1 al 12 giugno prossimo a Roma, l’Europa ci guarda:  è un’occasione che questo Paese, la sua classe politica e tutti i cittadini non possono perdere», si legge nella nota dei portavoce della manifestazione. «Siamo quindi a chiedere, a tutti i leader dei partiti politici, nessuno escluso, video o dichiarazioni nelle quali esprimano la loro adesione a Europride Roma 2011».
E nemmeno ventiquattrore dopo il tempestivo leader dell’Italia dei Valori ha risposto all’invito, incentrando tutto il suo richiamo sull’articolo 2 della Carta costituzionale. «L’Italia dei Valori ha risposto, con prontezza e celerità, alla richiesta di adesione a Europride Roma 2011» riconosce Il Comitato Europride Roma 2011 che «ringrazia Idv e Antonio Di Pietro e resta in attesa che tutti i leader di partito diano la loro adesione alla manifestazione» e annuncia un incontro con il sindaco di Roma Gianni Alemanno».

httpv://www.youtube.com/watch?v=08pZTngMsFk

Nel novembre del 2008 Antonio Di Pietro, rispondendo a Klaus Davi, pur asserendo che per lui le persone gay sono «diverse solo per i loro gusti sessuali» cadde sulla battuta «meglio tombeur de femme che tombeur d’hommes». Dopo questo episodio, ricordato di recente rispetto al berlusconi-pensiero «meglio guardare le belle donne che essere gay», il leader dell’Italia dei Valori si è impegnato con puntualità sui diritti delle persone lgbt.
A partire dalla legge contro l’omofobia della democratica Anna Paola Concia: i dipietristi l’hanno sostenuta per poi presentare, dopo la sua bocciatura, una proposta per l’estensione della legge Mancino alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale. Un intervento che ha ricevuto il plauso anche dell’Arcigay che ha giudicato questa soluzione ben più efficace della semplice aggravante prevista nel proposta del Pd.
Dopo aver nominato Franco Grillini (presidente onorario di Arcigay, ex deputato Ds, poi candidato a sindaco di Roma con il PSI e ora consigliere regionale in Emilia Romagna con l’Idv) responsabile nazionale per i diritti civili dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro e tutti i suoi hanno ripresentato alla Camera una proposta di legge per l’istituzione dei PACS, le unioni civili alla francese di cui era stato paladino lo stesso Grillini durante la XIV e XV legislatura (governi Berlusconi e Prodi).

I commenti al video di Antonio Di Pietro, diffuso immediatamente su Facebook, sono in generale positivi, soprattutto vista la celerità, ma allo stesso tempo non mancano, e sono tanti, quelli che si augurano che non siano soltanto parole. Non è tanto la partecipazione dei dipietristi alla manifestazione ad essere messa in discussione, quanto l’impegno effettivo, in Parlamento, sulla parità dei diritti per le persone e le famiglie lgbt.

 

Comments

  1. Jerryduemila

    Sicuro che è il primo Leader politico? Ne Pannella ne la Bonino hanno ancora aderito? Ops o i radicali non sono Leaders politici :(

  2. VANNA1947

    parlo alla toscana”campagnola” Ma i che un si farebbe per raccattare una sacchettaha di voti?

  3. Matt

    Vanna forse hai ragione. Ma almeno butta un pò di fumo negli occhi della gente. Gli altri nemmeno quello tentano di fare :D

  4. petrus

    il dott.magistrato onorevole /senatore di pietro antonio è informato che il circolo promotore dell’europride di roma è intitolato al defunto mario mieli che è l’autore di un libro in cui proponeva e approvava la pedofilia ?

    se qualcuno ha la sua mail lo informi sta scritto pure su wikipedia
    http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Mieli
    estratto
    Per Mieli era tragicamente ridicola «la stragrande maggioranza delle persone, nelle loro divise mostruose da maschio o da “donna” […]. Se il travestito appare ridicolo a chi lo incontra, tristemente ridicolissima è per il travestito la nudità di chi gli rida in faccia».

    Tim Dean, psicoanalista dell’Università di Buffalo, che redasse l’appendice dell’edizione Feltrinelli di Elementi di critica omosessuale, affermava: «Nel processo politico di ristrutturazione della società (…) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia» e «ridefinisce drasticamente il comunismo descrivendolo come riscoperta dei corpi (…) In questa comunicazione alla Bataille di forme materiali, la corporeità umana entra liberamente in relazioni egualitarie multiple con tutti gli esseri della terra, inclusi “i bambini e i nuovi arrivati di ogni tipo, corpi defunti, animali, piante, cose” annullando “democraticamente” ogni differenza non solo tra gli esseri umani ma anche tra le specie».

    A questa rivoluzione sociale sono di ostacolo determinati elementi, ritenuti da Mieli come «pregiudizi di certa canaglia reazionaria» che, trasmessi con l’educazione, hanno la colpa di «trasformare troppo precocemente il bambino in adulto eterosessuale».

    Tra i primi a parlare di sessualità infantile, egli ruppe un tabù, causando forti polemiche in una società ancora oggi molto chiusa su questo tema. I bambini, secondo quello che sembra il pensiero di Mieli, possono “liberarsi” dai pregiudizi sociali e trovare la realizzazione della loro “perversità poliforme” grazie ad adulti consapevoli di quanto sopra asserito: «Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica».[
    QUALCUNO LO INFORMI ALL’EX MAGISTRATO VORREI SAPERE COSA NE PENSA…

    • Flavio Frabetti

      Caro Di Pietro,
                          poiche` si parla di ridurre i costi della politica magari riducendo anche il numero dei senatori e dei parlamentari faccio questa proposta:
      Chiedere ad ogni parlamentare di fare il famoso compito in classe con un tema avente questo questo titolo :
      Che cosa hai fatto per il popolo italiano durante il 2011 per meritarti di essere dove sei.
      I temi devono essere pubblicati e votati con un referendum popolare.
      I bocciati li mandiamo diritti a casa senza indennita`, pensioni o alttre spese a carico del popolo italiano perche` indegni di rappresentaerci.
      Questa e` vera democrazia.
      Con simpatia                        Flavio Frabetti
      E questo non e` che un inizio !!!!