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Diritto di critica | August 21, 2019

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Turismo spaziale:business o progresso tecnologico? - Diritto di critica

Turismo spaziale:business o progresso tecnologico?

L’anno 2013 sarà ricordato come la data storica del primo viaggio turistico nello spazio. La compagnia aerea Virgin Galactic ha preso già le prenotazioni. Non certo popolari, visto che finora hanno riservato lo speciale viaggio circa 400 persone, per la ‘modica’ cifra di 200mila dollari a biglietto. Tra i fortunati, che potranno ammirare la Terra dallo spazio aperto, ci saranno soprattutto facoltosi e personaggi dello spettacolo.

Nel frattempo, un giornalista dell’emittente britannica Bbc, Richard Scott, è stato il primo cronista che ha potuto mettere piede all’interno di una delle navicelle spaziali della Virgin Galactic, in costruzione nel deserto del Mojave, a 160 chilometri da Los Angeles. E’ lì la patria del sogno. Il nuovo sogno che dovrebbe portare in futuro l’uomo a spingersi oltre la Luna (obiettivo raggiunto dagli Stati Uniti nel 1969 ndr) e sbarcare su Marte.

Con le prenotazioni per i viaggi spaziali la Virgin ha già incassato decine di milioni di euro, con le richieste giunte da 35 paesi in tutto il mondo. Per il momento, i lavori nell’hangar della Virgin sono in alto mare, ma i tecnici assicurano che sarà tutto pronto per il gran debutto tra due anni. Nelle capsule (7,5 metri di diametro), che dovrebbero ospitare i passeggeri, mancano le poltrone. Sono, invece, presenti delle ampie vetrate laterali e sovrastanti, che permetteranno agli ospiti di osservare come cambia la colorazione dell’atmosfera terrestre: dal blu al violetto, fino al buio del cosmo.

Le navicelle raggiungeranno l’altezza di 110 km circa e prima dell’arrivo nello spazio il rombo del motore a razzo scomparirà, per lasciar spazio all’assenza di forza di gravità. In quel momento i passeggeri capiranno di essere fuori dall’atmosfera terrestre. Ai primi viaggiatori saranno richiesti esami clinici, verranno sottoposti a visite specialistiche dei medici del centro aerospaziale e successivamente sosterranno test di forza g e forza centrifuga. L’obiettivo sarà quello di comprendere se il fisico del viaggiatore riuscirà a sostenere un’accelerazione pari a 3 volte la velocità del suono per almeno 70 secondi in salita, l’assenza totale di peso per 5 minuti, e nella fase di rientro la forza di gravità pari a 6 volte la velocità del suono.

Una volta giunti nello spazio aperto, i turisti spaziali potranno ammirare la curvatura della Terra e la sottile atmosfera posta al di sopra. Il sito di 5mila chilometri quadrati nel quale si stanno costruendo le navicelle e dove sarà realizzato il primo aeroporto spaziale, presenta diversi vantaggi: a cominciare dall’altitudine sul livello del mare, circa 1600 m, il che permette un risparmio di carburante per raggiungere lo spazio; le condizioni climatiche favorevoli (per 340 giorni all’anno il tempo è sereno o poco nuvoloso); la vicinanza ai siti militari dell’esercito Usa consentirà un maggiore controllo.

Al di là dei vantaggi, la missione di portare turisti nello spazio presenta ancora delle difficoltà. Uno speciale aereo, più grande dei normali velivoli, farà da supporto alle operazioni di decollo e atterraggio. A circa 20 chilometri di altezza, l’astronave azionerà un motore a razzo che le consentirà di accelerare fino a 2.500 km/h, raggiungendo in meno di un minuto lo spazio aperto. Le emissioni di anidride carbonica per passeggero saranno più basse rispetto ad un volo transoceanico, ma comunque la quantità di energia consumata sarà sempre elevata se considerata la durata del viaggio.

I materiali con cui saranno realizzati i velivoli saranno in fibra di carbonio, che garantiscono consumi ridotti, resistenza superiore e leggerezza. “Il nostro obiettivo – assicurano dalla Virgin – è quello di portare tante persone nello spazio”. E’ c’è da credergli, visto che il business potrebbe assumere una portata mondiale. Sono già numerose le aziende coinvolte nel progetto, che forniscono i materiali per la costruzione dei velivoli. Le commesse potrebbero aumentare se questo segmento aerospaziale diverrà veramente ‘commerciale’, alla portata di tutti. Attualmente l’Agenzia spaziale russa offre pacchetti di volo spaziale per 6 giorni, al prezzo di 20 milioni di euro. Non certo accessibili ai più.