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Diritto di critica | August 10, 2020

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Report su Carrara, "una delusione" per molti - Diritto di critica

Report su Carrara, “una delusione” per molti

Una delusione clamorosa: credo che gli industriali del marmo se la stiano ridendo”. La trasmissione di Report non è piaciuta a molti attivisti della difesa ambientale delle Alpi Apuane, da cui si estrae il marmo di Carrara. Troppo riduttiva l’inchiesta di Bernardo Iovene, secondo gli internauti: “non c’è solo il problema delle polveri, la distruzione delle montagne galoppa”.

La trasmissione condotta da Milena Gabanelli è ancora in corso quando, sul web, cominciano i primi commenti negativi. L’inchiesta del giorno è “la banda del buco”: Report narra storie di cave esaurite trasformate in discariche in Piemonte, a Caserta e a Brescia, anche in prossimità di falde acquatiche di uso civile.  Un’inchiesta si sofferma sulle Alpi Apuane, sopra Carrara: qui, da secoli, si estrae il famoso marmo dalle montagne. Ma, come spiega Report, dal 1992 non si produce solo marmo. Adesso il grande business è il carbonato di calcio, sostanzialmente scaglie e polveri di marmo da utilizzare nell’industria. Basso costo, ottimi guadagni.

Il problema, secondo Report, sta nel trasporto: i 200 camion che ogni giorno scendevano dalle montagne verso la città sono diventati migliaia, e spargono polveri sottili su tutto il percorso: l’intera strada dalle cave a Carrara è sovrastata da una nuvola bianca di finissime particelle, che rendono l’aria irrespirabile e nociva. Una storia poco nota (anzi, sconosciuta) al pubblico italiano, un servizio degno di Report.

Ma il servizio non piace a chi ne dovrebbe essere sostenitore. Fabio Baroni, dalla pagina di “Salviamo le Apuane”, tuona contro Report. “Una delusione clamorosa: credo che gli industriali del marmo se la stiano ridendo”. Si riferisce al fatto che, a suo parere, i toni della trasmissione erano troppo poco incisivi. Baroni sostiene che “l’immenso sistema di cave apuane” sarebbe stato fatto passare per “una cavetta del nord che occupa trenta persone, e che se si chiudono i cassoni dei camion il problema distruzione Apuane scompaia“. La protesta nasce da un’omissione cruciale, secondo il blogger: oltre alle polveri, c’è la distruzione delle montagne stesse.  Si parla di 4,5 milioni di metri cubi di roccia sottratti ai monti ogni anno, in pieno Parco naturale. Nel giro di vent’anni, le Alpi Apuane potrebbero scomparire, a questi ritmi. E non per estrarre, come un tempo, materiale pregiato da utilizzare nell’arte, nell’architettura o nelle costruzioni funebri. Ma per trasformare le montagne in polvere – precisamente, il carbonato di calcio.

Quest’ultimo è il componente principale delle rocce calcaree e viene utilizzato nell’industria per la sintesi del carbonato di sodio (a sua volta essenziale nella produzione di vetro, carta e detergenti). Se prima lo si estraeva dagli scarti di estrazione del marmo, adesso è diventato la regola, e lo si ricava direttamente dai blocchi estratti: costa meno, vi sono meno rischi, si lavora tutto l’anno. E’ come frantumare il diamante per fare carta vetrata.

La delusione del vecchio attivista è forte, perchè per l’allargamento della tematica in trasmissione si era impegnato molto. “Non c’è giustificazione: avevamo chiesto a Report con molte mail di interessarsi di Apuane (e non solo di polveri), io stesso ho parlato con Iovene direttamente ed avevano i film di Alberto Grossi”.Questi documentari mostrano la devastazione delle montagne sopra Carrara: uno in particolare, riferito alle cave sul passo della Focolaccia, racconta una storia tormentata di sequestri di cave abusive, di violazione delle norme paesaggistiche e di sicurezza nel lavoro, di danneggiamento del Parco naturale delle Apuane.

Altri fanno eco a Baroni. “Sono cararina e non mi è piaciuto (il servizio, ndr), non ha inciso per nulla”. Un’altra annuncia battaglia: “Domani mattina sul blog di report facciamo un pò di casino! Facciamoci sentire e cominciamo a riprenderci le nostre responsabilità di cittadini!”. E ancora: “Rivedendo la trasmissione mi sono convinto anch’io che hanno tralasciato molto. Oggi in chat proviamo a farci sentire e vediamo se riusciamo a strappare una replica nelle prossime puntate”.

Alle 16 di oggi (4 aprile) Bernardo Iovene dovrà probabilmente affilare le risposte, durante la videochat con gli utenti: le domande potrebbero essere al vetriolo.

 

Comments

  1. vincenzo

    Anche le colline ai confini dei comuni di Eboli e Battipaglia stanno sparendo. Perchè Iovine non ha fatto nessun cenno? Andate a vedere e ammirate la schifezza.