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Diritto di critica | November 22, 2018

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"L'Italia razzista e xenofoba", nel rapporto di Human Rights Watch - Diritto di critica

“L’Italia razzista e xenofoba”, nel rapporto di Human Rights Watch

L’Italia non è un paese per stranieri: lo riferisce Human Rights Watch nel rapportoL’intolleranza quotidiana: la violenza razzista e xenofoba in Italia” del 21 marzo scorso, che evidenzia come il governo italiano non stia facendo praticamente nulla per prevenire violenze e persecuzioni a sfondo razziale ma anzi tenda a sminuire la portata del problema, derubricandolo a semplici fatti di cronaca. Un problema al quale si uniscono, secondo l’organizzazione per i diritti umani, l’incompetenza delle forze dell’ordine e del personale giudiziario e l’incompletezza nella raccolta di dati in merito: «la retorica dei politici, le misure del governo e la cronaca  mediatica – si legge nel rapporto – collegano gli immigrati e i Rom alla criminalità e contribuiscono ad alimentare un clima di pericolosa intolleranza in un Paese che ha visto un aumento enorme dell’immigrazione negli ultimi 10 anni».

Il riferimento è in particolar modo all’allarmismo generato dalle dichiarazioni del Governo italiano in merito all’esodo di migranti dalle coste del Nord Africa, descritto in modo irresponsabile come un’”invasione”, ma anche ai numerosi episodi di violenza registrati in Italia negli ultimi anni a danno degli stranieri, a partire dalle aggressioni ai campi Rom di Napoli nel maggio 2008 e dagli scontri a Rosarno per arrivare ai casi singoli, come quello di Abdoul Guiebre, ucciso in strada a sprangate a Milano nel 2008, o del cittadino indiano picchiato e bruciato dopo essere stato cosparso di benzina a Roma, nel 2009.

«Le autorità – si scrive ancora nel rapporto di Human Rights Watch – hanno registrato 142 crimini imputabili a odio discriminatorio nei primi nove mesi del 2009,  ma in un periodo pressappoco uguale esaminando le notizie pubblicate sulla stampa una organizzazione italiana anti-razzista ha registrato 398 di questi crimini, fra cui 186 aggressioni fisiche (18 delle quali hanno portato alla morte dell’aggredito)». Una panoramica a cui si aggiungerebbero anche i maltrattamenti delle forze dell’ordine verso i Rom, tanto nelle operazioni di sgombero dei campi quanto nelle stazioni di polizia: l’impunità per chi si rende complice di atti simili ha portato negli anni queste minoranze (secondo l’indagine conoscitiva del Parlamento sulla condizione di Rom e Sinti in Italia, iniziata nell’ottobre 2009 e conclusasi nel febbraio 2011, le persone appartenenti a queste comunità nel nostro Paese rappresenterebbero lo 0,2% della popolazione) ad avere poca o nessuna fiducia nelle istituzioni pubbliche e a diventare proprio per questo «la minoranza più vilipesa in Italia».

Significativo sarebbe il fatto che leggi italiane sul tema, pur presenti, non si dimostrino all’altezza della situazione: la legge Mancino del 1993 – che condanna gesti, azioni e slogan legati ad ideologie nazifasciste e con l’intento di incitare alla violenza e alla discriminazione di razza- prevede infatti pene detentive severe per reati aggravati dalla motivazione razziale, ma «è stata spesso interpretata dai pubblici ministeri e dai giudici come applicabile solo ai crimini unicamente motivati dall’odio razziale, – continua il comunicato – lasciando che gravi crimini razzisti venissero perseguiti come se si trattasse di reati comuni».

Il rapporto di Human Rights Watch inquadra dunque una tendenza generale italiana a definire ‘isolati’ e ‘rari’ i crimini a sfondo razzista, utilizzando il bassissimo tasso di denunce per questo tipo di reati come motivazione sufficiente per continuare a sostenere la propria tesi, ma «ignorando  l’impatto sui dati della reticenza a denunciare la violenza razzista e della mancanza delle autorità a identificarla correttamente». Diretta conseguenza di ciò sarebbe la mancanza di una formazione specializzata perché le forze dell’ordine e i pubblici ministeri possano identificare e perseguire correttamente questo tipo di violenza. «Molte persone, soprattutto immigrati privi di documenti e Rom, hanno semplicemente troppa paura per andare alla polizia – ha detto al riguardo  Judith Sunderland, ricercatrice senior per l’Europa occidentale di Human Rights Watch, sul sito dell’associazione – Il governo italiano deve fare molto di più per incoraggiare la segnalazione dei reati e ricostruire la fiducia tra queste comunità particolarmente vulnerabili».

Eppure è proprio nell’attuale governo italiano – non solo nella maggioranza – che Human Rights Watch identifica la radice del problema: «dal 2008 il governo di Silvio Berlusconi in coalizione con la Lega Nord, partito apertamente anti-immigrazione, ha emesso decreti di “emergenza” per spianare la strada a misure forti contro gli immigrati irregolari e i Rom e ha passato una legge che rende l’ingresso senza documenti e il soggiorno in Italia reati punibili con una multa salata. Eletti di tutti gli schieramenti politici si sono impegnati in propaganda anti-immigrati e anti-Rom».

  • Gio

    L’Italia un paeserazzista!!Ma forse!!
    E’ un tema pittosto complicato dalle molteplici sfaccettature per essere generalizzato e banalizzato in questo modo dall’HRW.
    Personalmente ritengo che per ottenere una corretta integrazione in un paese,da parte di un immigrato, e’ necessario che questo paese possa dare la possibilita’ di una vita serena dal punto di vista abitativo,lavorativo e culturale.Facile a dirsi ma tutt’altro che facile a farsi.Oggi sento persone che dicono noi non vogliono gli immigrati,altre che diono dobbiamo aiutarli perche sono essere umani anche loro ecc. ecc. Come sempre il giusto sta nel mezzo,assurdo pensare di poter aiutare tutti coloro che oggi nel mondo necessitano di aiuto, altresi ingiusto fregarcene.Quindi!?!?BHe l’idea di aiutare e cercare di sviluppare questi paesi poveri come la Tunisia credo che sia una cosa ottima,ma la Tunisia ad oggi ricatta l’Italia di non bloccare l’immigrazione se non “riceveranno molti …aiuti”. Ricatto inaccettabile.
    Noi occidentali siamo sempre accusati di razzismo ..penso alla signora Reggiani malmenata violentata e gettata da un ponte, agli italiani morti investiti da imigrati irregolari ubriachi , alle donne vilentate ,alle rapine negli appartamenti aumentati drasticamente,ecc. Noi citadini che ogni giorno dobbiamo pagare la tangente per parcheggiare l’auto e ci intossichiamo per i fumi delle ruote bruciate..E chi piu ne ha piu ne metta!! Aiutare gli immigrati non significa accoglierli in massa senza regole, e’ proprio questo che aumenta l’odio raziale e il disagio.

    • Erica Balduzzi

      gent. Gio, se ha letto l’articolo ha certamente capito cosa intede HRW: ovvero, il fatto che l’Italia – in particolar modo il governo – non riconosca come tali le violenze con base razziale. Il che rende molto difficile il combatterle. In più, si tende a far passare l’idea che gli stranieri siano solo delinquenti: il fatto che sia stato un italiano o uno straniero a investire qualcuno da ubriaco o a violentare una donna cambia qualcosa? No, rimangono sempre crimini ugualmente orribili. Ma è sbagliato credere che certi atti li compiano solo gli stranieri, anche perchè con i dati alla mano è possibile dimostrare che si tratta di mistificazioni:
      http://www.dirittodicritica.com/2011/03/29/italia-facebook-razzismo-immigrati/

      che poi l’immigrazione sia una tematica che sviluppa problemi dalle molte sfaccettature e spesso di difficile risoluzione, siamo d’accordo. :)

  • jerry

    Purtroppo anche HRW parla per frasi fatte ed è infarcita di posizioni politiche. Raramente esprime posizioni equiiibrate. A me non interessa se è Italiano o Straniero chi ha commesso un crimine, ma se è straniero vorrei che scontata la pena (che sarebbe già un miracolo) fosse rimandato al suo paese di origine. Altro punto che si guardano bene dal fare è la percentuale di persone che delinquono rispetto alla loro presenza, Quando questa percentuale è varie volte superiore a quella degli Italiani allora non ci si deve lamentare che si possa diventare Xenofobi (mai Razzisti). Naturalmente poi insorgono con il loro pseudo buonismo i Centri Sociali e di contraltare la Chiesa, aggiungo che per me non ha assoluta importanza che uno ruba perchè non gli si da un lavoro, ci sono ancora migliaia di posti vacanti di Operai/Badanti/Infermieri ecc. ecc. se uno Ruba o Rapina è un delinquente senza ulteriori aggettivi.

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