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Diritto di critica | October 27, 2020

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L'Aquila, la satira investe nella ricostruzione - Diritto di critica

L’Aquila, la satira investe nella ricostruzione

Scritto per noi da Vincenzo Pierri

La gestione dei fondi stanziati per le ricostruzioni seguite agli eventi sismici che hanno colpito l’Italia negli ultimi 30 anni, dal terremoto dell’Irpinia del 1980 a quello dell’Aquila; è il tema della mostra-concorso “ La Satira Investe nella Ricostruzione”. A due anni dal terremoto l’Aquila è ancora una città priva di colonna vertebrale, una grande periferia senza centro: la Zona Rossa nel grembo urbano sembra il fotogramma di Baghdad pesantemente bombardata. La distruzione è la stessa, l’odore di polvere, le transenne, i calcinacci. Un olocausto silenzioso che ha corrotto a poco a poco la regione, percossa non solo dalla terra ma anche (e soprattutto) dalle speculazioni che accompagnano la riedificazione (la politica “vera” non c’è mai stata in Abruzzo).

Questa iniziativa, organizzata dall’Osservatorio permanente diretto da Antonello Caporale, cerca di proporre un cambiamento mostrando tutte le contraddizioni della gestione economica sconsiderata del dopo sisma. “L’idea di veicolare questo messaggio proprio con una vignetta nasce dal fatto che la moneta dell’euro, dentro cui simbolicamente chiediamo di disegnare la vignetta, è per noi il simbolo della disperazione di chi riesce a fare sciacallaggio su tragedie collettive come un grande terremoto”, spiegano i due curatori, Valerio Calabrese e Valentina del Pizzo. “Che poi venga fatto per fini economici o politici poco importa. E poi, come nel caso dell’Irpinia e del Molise, spesso i soldi affamano. E quando sono troppi distruggono. Pensate che in Molise, secondo le ricerche dell’Osservatorio, il costo pro-capite di un senzatetto nel primo anno di emergenza è stato pari a 27mila euro, cioè 4mila euro in più di ciò che si è speso a L’Aquila, oltre 19 mila euro di quanto è costata in Irpinia, e 22 mila euro rispetto al sisma dell’Umbria. Eppure a Bonefro (Is) si sta ancora nei container”.

Per questo i due organizzatori chiedono alla satira, come sempre ha fatto nella sua storia millenaria, di scuotere le coscienze. “Chi specula con il malaffare in realtà mette le mani nelle nostre tasche e abusa del nostro dolore. La moneta corrente, emessa dallo stato, viene fagocitata dalla cattiva amministrazione delle grandi emergenze da parte dello stesso stato: i cittadini sono le vittime, più o meno dirette, di questo giro vizioso, nel quale siamo tutti aquilani o irpini, ma anche nessuno. Quello che ci lega, oltre al dolore, è dunque la gestione dei nostri soldi. Se essi hanno da sempre veicolato i messaggi del potere, è anche vero che in alcune fasi della storia hanno veicolato la critica, la satira, la denuncia”.

Partecipare al concorso, rivolto a vignettisti ed illustratori, è molto semplice e c’è tempo fino al 16 aprile 2011: basta andare sul sito e scaricare bando, richiesta di partecipazione e layout. Quest’ultimo è impostato come il rovescio di una moneta da un euro ed è il supporto l’opera, che avrà per tema l’investimento dei fondi pubblici stanziati per gestire le grandi emergenze post sisma in Italia, dal terremoto dell’Irpinia del 1980 all’ultimo evento aquilano ed i suoi sviluppi. Al vincitore sarà assegnato un premio di 1.000 euro e l’opera sarà pubblicata sul Rapporto 2011 dell’Osservatorio permanente sul dopo sisma.