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Diritto di critica | November 23, 2020

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Report risponde alle critiche: "La Rete vuole salvare il soldato Zuckerberg" - Diritto di critica

Report risponde alle critiche: “La Rete vuole salvare il soldato Zuckerberg”

E’ piccata la risposta di Stefania Rimini, l’autrice del servizio di Report sul mondo di internet, alle critiche piovutele addosso su socialnetwork e Twitter. Impostata sul “ci saremmo aspettati dalla Rete e invece”, la giornalista accusa quanti l’hanno criticata di non voler salvare il soldato Bradley Manning – il militare accusato di aver passato informazioni a Wikileaks – ma di combattere al fianco del “soldato Zuckerberg”. La Rete, di contro, ha messo alle strette la cronista della Gabanelli, accusandola di aver realizzato una trasmissione superficiale e poco approfondita. Come nota di risposta, ci saremmo aspettati qualcosa in più, nella consapevolezza che tra tante inchieste capaci di fare scuola, una può capitare non riesca come ci si aspettava. Le critiche, a quel punto, dovrebbero essere le benvenute.

LA NOTA

 

In seguito alla nostra puntata del 10 aprile “Il prodotto sei tu” (dedicata ai social network e alla privacy, sicurezza e libertà in rete) ci saremmo aspettati una mobilitazione del “popolo della Rete” italiano in difesa della libertà d’espressione su Internet, visto che l’Autorità garante delle comunicazioni sta ancora conducendo audizioni al riguardo e il momento giusto per farsi sentire è adesso. Invece, nessuno ha mosso un dito per digitare una mail di protesta. Ci saremmo aspettati ancora di più una mobilitazione in difesa del soldato Bradley Manning, che sta rischiando la vita accusato di tradimento, in nome della libera circolazione delle informazioni – qualsiasi informazione – in Rete. Invece no, la mobilitazione non è “salvate il soldato Manning”, ma “salvate il soldato Zuckerberg”. Potenza della Rete. Ci torneremo su, come di consueto, nel prossimo aggiornamento

Comments

  1. Matteo

    Per un’autrice che dice che FB in UK attua una strategia di invisibilità stando in un ufficio defilato e di basso profilo… non aggiungo altro… il tutto si commenta da sè… e poi perchè non ha citato lei Manning?

  2. barbara indovina

    Sinceramente mi delude molto di più questa risposta. Sappiamo bene dei problemi di chi diffonde i comunicati di wikileaks ma non mi sembra che nella puintata si sia parlato di etica informatica bensì di privacy. Quindi, ribadisco, l’attenzione si doveva spostare si sui problemi della rete ma anche delle enormi leggerezze di chi usa la rete. E’ come dire che le sigarette fanno male … certo. Ma la gente fuma. Il problema è educare la gente al non fumo non bandire le sigarette. O sbaglio? Facebook può essere anche un utilissimo mezzo di informazione, per me lo è. E’ un aggregatore di comunicazione, sfogo, informazione, marketing e quant’altro. La difesa non era non è e non deve essere per i “personaggi” della rete come fa la giornalista. La difesa è “della rete”. Se vogliono una mail di protesta in tal senso, beh, eccola. Non la invio perchè trovo report una trasmissione incredibile e come poche. Se però anche loro si ritenngono “infallibili” o l’interessante dibattito che si sta sviluppando è fonte di polemica, francamente, sono molto delusa. a difendere Mr FB ci pensano i fantamilioni di dollari che ha.

  3. Matteo

    Per i signori dei media tradizionali internet è il nemico, che gli sta portando via audience ed investimenti pubblicitari, tutto qui.
    E cercano ogni modo per far sembrare la Rete il diavolo… ecco perchè queste ridicole accuse ai colossi di internet e come riescono a fare/valere miliardi…

    E’ di loro che Gabanelli e co. hanno paura e su cui cercano di gettare fango… e tutto ciò perchè offrono prodotti ‘mediatici’ molto più interessanti dei loro, ormai alla frutta…

    http://lissimattia.com/2011/04/10/sm/facebook-vs-tv-in-infographic/

  4. icara

    Io ho scritto allla trasmissione e scrivo quà…..il problema non è l bicchiere di vino….è se ti ubriachi dalla mattina alla sera…..può essere che face-book rifletta in alcuni le cose dette…ma ha un’utilità importantissima nel conettare persone simli…distanti solo geograficamente,con un costante scambio di informazioni su interessi comuni,un aggiornamento costante,parallelo a quello ufficiale….mi sembra che banalizzarlo non serva a nessuno ed onestamente preferisco passare un’ora in face che di fronte a programmi da anni gettonatissimi….intanto perchè sono attivo e non rcevo passivamente una notizia…posso approfondrla con milioni di persone,secondariamente perchè ho modo di verificarla sul momento,perchè sono in internet ed in terzo luogo perchè`è spesso più attendible di molte altre….quello che da fastidio è non face ma l potere che molti hanno perso grazie a face.

  5. sgrz

    Report parlando delle truffe informatiche, della spregiudicatezza nell’uso dei dati personali ha informato su uno dei lati oscuri del web. Nelle obiezioni dei guru del 2.0 ci si è per lo più limitati a fare delle accuse di allarmismo e terrorismo senza però entrare nel merito di quanto detto dalla Gabanelli. Il miglior modo per liberarsi dei rischi della rete è farli consocere, non metterli sotto silenzio.

    Report, i rischi dei social network e le critiche pelose dei guru del web.