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Diritto di critica | April 3, 2020

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Fukushima, la paura di Cina e Corea - Diritto di critica

Mentre la situazione alla centrale nucleare di Fukushima non accenna a migliorare, il Giappone deve fare i conti con i suoi vicini asiatici. La Cina e le due Coree sono estremamente preoccupate per il livello delle radiazioni che minacciano l’estremo Oriente, e le notizie poco chiare che arrivano dalle autorità dell’impianto non aiutano il dialogo tra i Paesi.

Seul e Pechino recriminano soprattutto il poco preavviso che hanno ricevuto nella decisione di Tokyo di scaricare in mare le oltre 10mila tonnellate di acqua radioattiva utilizzata per raffreddare il reattore. Nonostante le scuse del primo ministro giapponese, la Cina chiede maggior chiarezza e controlli più accurati.

Il governo cinese, riferisce il “China daily”, effettua da settimane monitoraggi su campioni alimentari e ambientali in tutta la Cina continentale; anche l’acqua potabile è stata analizzata.

Sebbene le tracce di radiazioni nell’aria e sui prodotti agricoli siano ad un livello minimo, che non costituisce un pericolo immediato per la salute, la paura cresce comunque e gli effetti sulle economie della regione cominciano a farsi sentire: il quotidiano cinese “Renmin Ribao” conferma un calo netto delle importazioni dal Giappone (-10% solo nell’ultimo mese), in particolare nei settori ittico e agricolo. A Pechino nessuno tocca più spinaci o verdure a foglia verde.

Anche in Corea la situazione è sotto controllo, ma c’è incertezza sul futuro. L’istituto per la sicurezza nucleare (KINS) ha rilevato tracce di plutonio in 12 dei 23 punti scelti per il monitoraggio, nonché qualche particella di cesio e iodio radioattivo nell’aria. I controlli sull’Oceano e la fauna marina verranno eseguiti una volta al mese; prima di Fukushima avvenivano due volte in un anno.

A Seul intanto si diffondono i timori per le piogge radioattive. I temporali primaverili hanno spinto molti presidi a chiudere le scuole della città; limitate anche le attività sportive all’aperto.

In Corea del Nord, invece, sta spopolando nei supermercati il “miele anti-radiazioni”, creato da un’azienda farmaceutica locale e distribuito a prezzi stracciati agli operai del Paese. Contiene erbe medicinali e ginseng, e si raccomanda di assumerlo tre volte al giorno.

Da un lato le paure della popolazione, dall’altro il lavoro della diplomazia. In queste ore, per la prima volta, esperti nucleari sudcoreani e giapponesi sono riuniti a Tokyo per un summit straordinario: nei giorni scorsi era stato il presidente Lee Myung-bak a invitare più volte il suo omologo giapponese per un confronto. Il quotidiano “Korea Herald” parla di una delegazione di sei membri, tra i quali due funzionari del ministeri degli Esteri e della Scienza.

Nel maggio prossimo Cina, Corea del Sud e Giappone sono attesi al vertice trilaterale sulla cooperazione e la sicurezza nucleare, che assume ancora più importanza dopo l’incidente di Fukushima.

Comments

  1. donatomensi

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