Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | July 7, 2020

Scroll to top

Top

Corte di Cassazione: sì all’affidamento dei minori per i “parenti lontani” - Diritto di critica

Corte di Cassazione: sì all’affidamento dei minori per i “parenti lontani”

“Lo stato di abbandono del minore deve ritenersi escluso in presenza di parenti entro il quarto grado che si dichiarino disponibili a prendersene cura, pur in assenza di pregressi rapporti tra gli stessi ed il minore.

Si tratta di un principio significativo, ribadito dalla Corte di Cassazione (sentenza del 28 gennaio 2011, n. 2102), con il quale è stato disposto il rinvio alla Corte di Appello di Firenze, in diversa composizione, che deciderà in merito all’applicazione dei fondamenti di diritto enunciati dalla Suprema Corte.

Il caso aveva preso le mosse dalla richiesta dei nonni e degli zii materni di un bambino nato da genitori tossicodipendenti ed assegnato ad una struttura assistenziale dopo la nascita. Il Tribunale dei minori di Firenze e la Corte di Appello avevano respinto la richiesta di affidamento, dichiarando lo stato di adottabilità del minore e affermando che non vi era stato, nel tempo, alcun significativo rapporto tra il neonato, gli zii  e i nonni. A loro giudizio era prevalente l’entità dell’Art. 11 della Legge 184/1983, secondo il quale “solo in presenza di parenti del minore, entro il quarto grado, che abbiano rapporti significativi con lui, si può escludere di dichiarare l’adottabilità.” Il Legislatore, quindi, faceva prevalere l’importanza di una continuità di rapporto tra gli adottanti e il minorenne (da un punto di vista affettivo ed educativo), nel caso questa “connessione” fosse pre-esistente al momento della venuta meno dei genitori naturali o della loro capacità genitoriale.

La Corte di Cassazione, invece, con la sentenza di gennaio, sovverte questo concetto seguendo un’interpretazione che punta a non destabilizzare ulteriormente il minore e a preservarlo all’interno della rete parentale (piuttosto che affidarlo ad una famiglia di estranei), ammesso, ovviamente, che nonni e zii siano intenzionati ad occuparsi di lui.