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Diritto di critica | October 19, 2019

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Egitto: da Mubarak ai Fratelli Musulmani, laicità a rischio? - Diritto di critica

Egitto: da Mubarak ai Fratelli Musulmani, laicità a rischio?

Scritto per noi da Gianluca Mercuri

La caduta del regime egiziano presieduto dal Rais Hosni Mubarak ha fatto sorgere perplessità sulle sorti future dell’Egitto e sulla sua tenuta sociale. Mubarak era sostenuto dalle democrazie occidentali, ritenuto un ottimo interlocutore nell’infuocata scena mediorientale. Fu proprio lui a convincere Assad a stipulare il Trattato di pace con Israele nel 1979, decisione che fece dell’Egitto il capofila in terra araba degli incontri diplomatici tra le due culture, e che peraltro costò l’esplusione dalla Lega Araba (revocata nove anni più tardi). Questa vicinanza all’Occidente permise ovviamente di allacciare rapporti economici e politici sempre più stretti, consentendo all’Egitto di divenire la locomotiva del Nord Africa in breve tempo.

La caduta del regime è stata vissuta dunque con enorme ansia dalle diplomazie di mezzo mondo: uno scenario di possibile radicalizzazione del Paese dei Faraoni viene interpretato come la classica miccia accesa nel bel mezzo di una polveriera.

Un nuovo ruolo per i Fratelli Musulmani. In questa fase di transizione dal vecchio regime autoritario occupa un ruolo sempre più importante un’organizzazione politica di stampo islamista, i Fratelli Musulmani. Beninteso: questo movimento giù esisteva e operava sotto il regime di Mubarak. Godeva di ampie libertà di movimento all’interno della società egiziana, occupandosi di istruzione, assistenza e azioni di solidarietà. Ma questa libertà aveva un limite stabilito dal vecchio Rais: l’astensione dalla vita politica. Con la nuova situazione tutto è però cambiato: i Fratelli Musulmani sono usciti allo scoperto, e rivendicano un ruolo di leadership politica nel Paese. E nell’Occidente cominciano a serpeggiare malumori: l’associazione politica-Islam in altri Paesi ha portato a situazioni francamente inaccettabili, oppressioni e limitazioni ingiuste nei confronti dei popoli.

I Fratelli Musulmani nella storia. Nei primi anni successivi alla fondazione, e poi sotto il regime di Nasser fino al 1970, i Fratelli Musulmani avevano posto come obiettivo finale della loro attività la jihad islamica, ovvero la guerra all’infedele, in risposta ai tentativi di occidentalizzazione portati dallo stesso Nasser. Ciò provocò una durissima repressione da parte del regime nei confronti del movimento islamico. In quella fase, il movimento si poteva certamente definire estremista: non mancarono attentati, anche nei confronti di Nasser, e tentativi di destabilizzazione. Ma alla morte di Nasser e alla successiva nomina di Sadat le cose cambiarono completamente. Il nuovo presidente, infatti, ricercò un accordo con il movimento, ponendo le basi per la svolta. I Fratelli Musulmani deposero le armi e rinnegarono la jihad, rifiutando ogni tentativo di cambiamento violento della società e stilando un programma che si compone di pochi punti essenziali ma estremamente significativi.

Il loro programma. Sbirciando il sito ufficiale dei Fratelli Musulmani (http://www.ikhwanweb.com) ci si può fare una idea obiettiva del programma, non influenzata da propagande occidentali. L’azione del movimento è rivolta ad un’islamizzazione della società egiziana (che non pare essere diversa dalla cristianizzazione subita dall’Europa) attraverso però l’assistenza sociale e sanitaria, rivolta in particolare alle fasce deboli, l’insegnamento e l’istituzione di attività sociali collettive, di preghiera e culturali. Tutto l’opposto di quello che si teme: estremismo, violenza, intolleranza e pregiudizio. Inoltre proprio sul sito compaiono numerosi appelli rivolti alla minoranza cristiana copta presente nel Paese: appelli ad un approccio interlocutorio, fatto di discussione e dibattito pacifico e tollerante, ad una riunificazione sotto il segno di una nuova via per l’Egitto. E questi appelli sono stati raccolti: uno dei leader del Fratelli Musulmani, Mohamed Mahdi Akef, ha rivolto un invito al Partito di Giustizia, rappresentante delle istanze copte, affinché si collabori insieme, ipotizzando addirittura una fusione in una unica coalizione, per il bene del Paese e per la libertà individuale di ciascun egiziano. E l’invito è stato prontamente accettato. Inoltre, il presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Badie, all’inaugurazione di un circolo del partito ad Alessandria, ha dichiarato che “l’oppressione e la tirannia non saranno più tollerate in Egitto dopo la caduta di Mubarak”.

Estremisti? Jihadisti? Legati ad Al Qaeda? Forse è comodo pensarlo, perché si teme che il popolo egiziano cominci finalmente a marciare sulle sue gambe, senza il sostegno (e gli affari) dell’Occidente. La realtà è un’altra, ossia che questo movimento vuole un Egitto libero e democratico: ovviamente i Fratelli Musulmani non cesseranno mai di perseguire una politica favorevole alla cultura islamica, e d’altra parte dall’Occidente non è plausibile possanoo arrivare critiche coerenti a questo, considerata la millenaria storia cristiana di scontro con le altre religioni. Ma un conto è auspicare la diffusione dell’Islam in un Paese islamico, ben altro è sostenere che un movimento islamico è necessariamente terrorista o antidemocratico. Come sempre, poi, l’unico Tribunale sarà la Storia: ma non sembrano davvero esserci motivi validi per temere una deriva fondamentalista in Egitto, perché certamente questa non è la volontà dei Fratelli Musulmani.

Comments

  1. Jerryduemila

    Forse un pochino troppo ottimista. Purtroppo i responsabili dei Fratelli Mussulmani hanno già cambiato registro (vedi il discorso incendiario fatto a piazza Tahir subito dopo la caduta di Mubarack. Inoltre c’è stata la cacciata delle donne che manifestavano in Piazza. Forse l’unica forza che potrà mediare sarà l’esercito, che comunque ha già mostrato i muscoli un paio di volte.

    • Gianluca Mercuri

      però il discorso che citi, jerry, è precedente alla mano tesa in favore dei copti. tu scrivi che è stato cambiato registro, ed è vero, ma nel senso opposto!! e poi ti invito a dare un occhio al sito, lì potrai farti una idea tua più chiara!

      • Jerryduemila

        Scusa quale sito? me lo posti please? Comunque l’esperienza mia e quella dei mie amici vissuti per generazioni insieme agli Arabi, mi impongono di essere guardingo e diffidente. Per i Copti non è che avessero molte scelte trattandosi dell’8% della popolazione, non sono così stupidi da rischiare una aperta guerra civile. Non dimentichiamoci da dove nascono ed i legami dei Fratelli: Da Al Quaida ad Hamas una catena di rapporti con gruppi terroristici. Basta leggere la carta costitutiva di Hamas ed i richiami al Testo Sacro che in più punti invoca l’uccisione dell’infedele, dando la preferenza agli Ebrei. E’ lo testo dei Fratelli Mussulmani, spriamo che non gli si permetta di applicarlo. Purtroppo aumentano i gruppi oltranzisti, anche in Israele, dove fortunatamente però esiste una forte Democrazia.

        • Gianluca Mercuri

          http://www.ikhwanweb.com, in lingua inglese.

          riguardo al tuo commento: bada bene. io sono tendenzialmente multiculturalista, ma è evidente che non posso che darti ragione quando si parla di prudenza. riguardo la democrazia in israele però nutro la stessa diffidenza che nutri tu riguardo i fratelli musulmani, se ne dovrebbe parlare per ore e ore.

  2. jerryduemila

    Proprio ieri il segretario e vice Guida suprema dei Fratelli musulmani, Ezzat ha annunciato: “Imporremo la sharia”. La non conoscenza della realtà dovrebbe suggerirle di non scrivere fesserie. Il paragone fra le due realtà non esiste ed è offensivo solo parlare di stessa diffidenza. Purtroppo la malainformazione di pseudo giornalisti ispirati dalla sottocultura cattocomunista produce i risultati che con estremo disgusto leggo quando si tratta di Israele.

    • Gianluca Mercuri

      una cosa non le permetto: l’offesa. la preparazione dell’articolo è stata minuziosa. mi sono tradotto per ore e ore il sito, ho spulciato tutte le minime notizie, e peraltro non ho trovato ciò che lei sostiene sia stato detto da questa pseudo guida. io mi attengo al sito ufficiale dei Fratelli Musulmani, lei che non cita la fonte non so.
      Cordiali saluti

    • Gianluca Mercuri

      e peraltro è curioso che lei, non conoscendomi minimamente, mi classifichi come cattocomunista. se mi conoscesse, saprebbe che non sono nè cattolico, nè comunista. ergo: modestia, signor jerryduemila, modestia.

  3. Jerryduemila

    Le ho indicato il nome di chi ha fatto l’afferamzione riportata. Il sito che lei ha tradotto, ovviamente è influenzato dal periodo di Mubarack e non avrebbero potuto scrivere null’altro che quelle Menzog
    ne.
    Il fatto che lei scriva ” riguardo la democrazia in israele però nutro la stessa diffidenza che nutri tu riguardo i fratelli musulmani” la qualifica senza bisogno di ulteriori aggettivi.
    Una persona che non ha mai visitato quei posti, che si nutre della propaganda messa in rete (proprio qualche giorno fa girava un’altra ignobile Bufala circa una pubblicità dell’auto Subaru subito raccolta per buona dai soliti odiatori di Israele), che praticamente ignora la realtà e si trincera dietro un “multiculturalismo” che in realtà è solamente un filo arabismo.

  4. Jerryduemila

    La normalizzazione democratica in Egitto:
    Cairo, 27 Aprile 2011 – Decine di egiziani si sono radunate vicino all’ambasciata di Israele al Cairo (e non è la prima volta < che capita negli ultimi mesi….), per chiedere all’Egitto di troncare le relazioni con Israele e interrompere le esportazioni di gas verso lo stato ebraico. La manifestazione è avvenuta alcune ore dopo che sconosciuti hanno sabotato, per la seconda volta in tre mesi , il gasdotto egiziano che alimenta Israele e la Giordania,