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Diritto di critica | November 21, 2019

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«Sul caso Ruby, debolezza assoluta della tesi accusatoria», intervista a Maurizio Paniz - Diritto di critica

«Sul caso Ruby, debolezza assoluta della tesi accusatoria», intervista a Maurizio Paniz

«Dal punto di vista penale nel caso Ruby non c’è alcun tipo di ipotesi di reato. Non c’è la concussione né la prostituzione minorile perché mancano i presupposti dell’una e dell’altra. Basta leggere la deposizione testimoniale del funzionario della questura che ha ricevuto la telefonata interloquendo con il presidente Berlusconi e vedere quali sono state le sue risposte, per rendersi perfettamente conto che la concussione è ben altra cosa. Questo tipo di reato, infatti, richiede l’esercizio della violenza o di una minaccia, di una pressione nei confronti della vittima che qui non c’è stata. Del resto gli stessi funzionari non si sono costituiti parte civile nel processo, cosa che avviene con notevole frequenza nell’ipotesi della concussione».

Maurizio Paniz, avvocato e deputato del Popolo delle Libertà, non ha dubbi: nella vicenda Ruby di concreto – a livello penale – c’è ben poco. Intervistato da Diritto di Critica, Paniz (che questa sera parteciperà alla puntata di Annozero) ha analizzato quelli che a suo giudizio sono i punti deboli dell’inchiesta.

Per quel che riguarda la prostituzione minorile, ad esempio, Paniz sostiene che «la risposta l’ha già data la stessa Kharima el Marough quando ha dichiarato che non ci sono mai stati rapporti sessuali né interventi a questo fine del presidente Berlusconi. Anche per questa seconda ipotesi di reato, manca del tutto la parte offesa. Assistiamo spesso a processi di questo tipo e c’è sempre una persona che si ritiene vittima: non è questo il caso».

«Kharima el Marough – ha aggiunto Paniz – è stata sentita moltissime volte dai magistrati e questa circostanza è di per sé è un’anomalia. La ragazza ha comunque escluso di aver avuto rapporti sessuali con il premier e dal momento che questo è il cuore del processo, se si esclude il reato, la risposta in termini processuali è presto data. Queste affermazioni sono state poi confermate da molte interviste rilasciate da Kharima el Marough che hanno evidenziato come la ragazza si ritenga parte offesa non rispetto all’imputato Berlusconi bensì nei riguardi dei pubblici ministeri. Non mi permetto comunque di dire che questa sia una trasposizione matematica di verità ma è certo un messaggio abbastanza chiaro per cui l’ipotesi di reato è stata forzata». Che Kharima el Marough sia al contempo teste dell’accusa e della difesa, inoltre, secondo Paniz evidenzia «l’estrema debolezza dell’ipotesi accusatoria».

«Normalmente – aggiunge – il testimone chiamato a confermare un’accusa è il teste invocato soltanto dai magistrati. Il fatto che la ragazza venga convocata anche dalla difesa vuol dire che gli avvocati sono perfettamente consapevoli dell’utilità a fini difensivi della maggior parte delle dichiarazioni (per non dire tutte) di Kharima el Marough. Guardando quello che è stato proposto all’esame dibattimentale – conclude Paniz – noto quindi una debolezza assoluta dal punto di vista accusatorio. Il processo chiarirà comunque se l’ipotesi di reato sia fondata o meno».

Comments

  1. jerryduemila

    Emilio, ne avevi parlato qualche mese fa…… purtroppo finirà solo con la bolletta che paghiamo noi cittadini per questa indagine. :)