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Diritto di critica | August 19, 2019

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Bin Laden ucciso, l'America risorge - Diritto di critica

Bin Laden ucciso, l’America risorge

“Osama Bin Laden è morto, giustizia è fatta”. Nel cuore della notte Barack Obama dà l’annuncio all’America. Il diavolo in persona è stato ammazzato dalla Cia in Pakistan. Grande festa a Ground Zero, luogo simbolo dell’11 settembre, e di fronte alla Casa Bianca. L’inno nazionale risuona per le strade mentre la gente grida “uessey, uessey” (Usa, Usa).

E’ uno dei momenti più incredibili della storia americana. Non tanto per la vittoria della guerra al terrorismo ottenuta già da qualche tempo grazie al contrasto al regime talebano in Afghanistan, dal ritiro in Iraq (dopo un’inutile, sanguinosa e controproducente guerra) e da una politica estera più attenta al mondo arabo, ma per l’immagine di un’America in grado ancora una volta di risorgere, di fronte a mille difficoltà e di fronte all’inesorabile declino economico.

Il blitz è scattato dopo cinque mesi di preparazione e diverse riunioni tra i Servizi segreti americani e il presidente Barack Obama. A condurre l’operazione, 14 Navy Seal, le forze speciali statunitensi che si sarebbero calati dall’alto nella residenza in cui si era rifugiato Bin Laden. Proprio il leader di Al Qaida avrebbe poi iniziato a sparare contro i militari, venendo a sua volta colpito e ucciso.

Secondo il sito Peacereporter, però, “la prima foto del cadavere di Osama mostrata da tutte le televisioni del mondo e ripresa dai principali siti di informazione e che potete vedere qui a fianco, è un falso clamoroso. Si tratta di una immagine evidentemente elaborata con un programma di editing di immagini, ripresa dal sito “unconfirmedsources”. Il nome del file, peraltro, 20060923-torturedosama.jpg dovrebbe bastare a chiarire l’equivoco: si tratta di una foto del 23 settembre 2006 il cui nome è ‘osama torturato'”.

Anche se c’è ancora incredulità da parte dei seguaci di Al Qaeda, i gruppi della jihad islamica maledicono l’America. “Oh Allah, fai che questa notizia no sia vera”, si legge in un messaggio in arabo sui siti della guerra santa islamista, “che Allah ti maledica, Obama. Americani, noi continueremo a sgozzarvi”. Per questo il livello di attenzione negli Usa e in tutte le ambasciate è salito. Il pericolo ora sono attentati da parte di cellule jihaidiste pronte ad azioni kamikaze.

In ogni modo, la morte, vera o presunta di Bin Laden arriva in un momento difficile per gli Usa e per il suo presidente. Spostare l’attenzione dalle difficoltà interne al terrorismo servirà a far risalire Obama nei sondaggi e a ridare ottimismo ad un popolo smarrito.

(ha collaborato Emilio Fabio Torsello)

Comments

  1. alan ford

    allora adesso tocca a bush…….uccidete anche il vostro ex presidente e giustizia per tutti sarà fatta!!!!!

  2. CESARE

    Quando per gli orfani del comunismo nostrani la verità risulta imbarazzante o comunque sgradevole ricorrono alla dietrologia.