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Diritto di critica | October 19, 2020

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"Al Qaeda è stata distrutta nel 2002" - Diritto di critica

“Al Qaeda è stata distrutta nel 2002”

Scritto per noi da Gianluca Mercuri

La mancata pubblicazione delle foto del cadavere di Bin Laden lascia un alone di sospetti sull’azione condotta dai reparti speciali americani in Pakistan. Ma al di là di tutto, quanto questa operazione ha effettivamente ha inferto un colpo mortale ad Al Qaeda?

La risposta sta forse nelle parole, pronunciate da Allain Chouet, già capo della DGSE (Direction Générale de la Sécurité Extérieure, il controspionaggio francese), di fronte alla Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica Francese il 29 gennaio 2010. Queste dichiarazioni sono state rese da Choulet successivamente alla sua uscita definitiva dai servizi segreti francesi, seguendo una prassi consolidata per cui le dichiarazioni sensibili possono essere divulgate soltanto successivamente all’abbandono dell’attività di spionaggio.

“Come molti miei colleghi professionisti nel mondo, ritengo, sulla base di informazioni serie e verificate, che Al Qaeda è morta sul piano operativo nelle tane di Tora Bora nel 2002”, spiega l’ex spia francese. “I servizi pachistani si sono in seguito contentati, dal 2003 al 2008, di rivendercene gli avanzi in cambio di qualche generosità e indulgenze diverse. Sui circa 400 membri attivi dell’organizzazione che esisteva nel 2001, meno di una cinquantina di seconde scelte, a parte Osama bin Laden e Ayman al-Zawahiri che non hanno alcuna attiduine sul piano operativo, sono riusciti a scampare e a scomparire in zone remote, vivendo in condizioni precarie, e disponendo di mezzi di comunicazione rustici o incerti”.

Secondo Chouet, “non è con questo dispositivo che si può animare una rete coordinata di violenza politica su scala planetaria”. È forse per questo che gli autori degli attentati post-11 settembre (Londra, Madrid, Sharm el-Sheik, Bali, Casablanca, Bombay) attribuiti ad Al Qaeda, non sembrano avere avuto ha avuto reali contatti con l’organizzazione. Quanto alle rivendicazioni “che sono formulate di tanto in tanto da Bin Laden o Zawahiri, ammesso che si possa realmente accertarne l’autenticità, non implicano alcun collegamento operativo, organizzativo, funzionale tra quei terroristi e quello che resta dell’organizzazione”, sostiene perentorio Chouet.

Così, a forza di invocare Al Qaeda “ad ogni occasione e spesso a sproposito, appena un atto di violenza è commesso da un musulmano, o quando un musulmano si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, o anche quando non ci sono musulmani affatto (come negli attentati all’antrace in USA), a forza d’invocarla di continuo, certi media o presunti ‘esperti’ di qua e di là dell’Atlantico, hanno finito non già di resuscitarla, ma di trasformarla in un cadavere che cresce di dimensioni”.

Parole forti, soprattutto perché espresse da una persona ben informata sui fatti. E riguardo alla sorte di Al Qaeda e dei movimenti islamici ad essa ispirati, Chouet risponde che l’organizzazione fondata da Bin Laden “è morta nel 2002, ma prima di morire è stata ingravidata dagli errori strategici dell’Occidente e dai calcoli poco intelligenti di certi Paesi musulmani. In questo modo ha generato dei figlioletti! Il problema per noi è sapere se con questa prole malformata commetteremo gli stessi errori, alimentando un ciclo indefinito di violenza”.