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Diritto di critica | July 16, 2019

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Editoriale - Se gli operai bypassano i sindacati - Diritto di critica

Editoriale – Se gli operai bypassano i sindacati

Un sindacato fermo agli anni Settanta, un governo che lascia campo libero alle bizze degli imprenditori e gli operai che si arrabattano pur di mantenere il posto. Dopo gli accordi di Pomigliano e Mirafiori, anche le carrozzerie ex-Bertone hanno detto sì a un accordo che accorcia la serie dei diritti dei lavoratori ma gli permette di conservare il posto di lavoro: è la globalizzazione, bellezza.

Le opzioni a una mancata firma, così come invece avrebbero voluto i duri e puri della Cgil, erano la chiusura o l’espatrio. Mentre il mondo va avanti, dunque, i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero un’impresa ferma a quarant’anni fa: zero rischi. La realtà e gli operai stessi, purtroppo, hanno smentito il maggiore sindacato italiano, approvando in modo schiacciante il nuovo contratto. E la questione non è se i lavoratori siano stati ricattati o meno da Marchionne ma se accettino di rischiare e scommettere sul futuro dell’azienda, una prospettiva del tutto ignota ai sindacati che, di contro, stanno facendo ben poco per cambiare il mondo del lavoro.

L’innovazione dei contratti doveva essere pensata e concertata in precedenza dalle sigle sindacali. Adesso – come si suol dire – tocca accettare quello che passa il convento. E il convento è Marchionne, un imprenditore che ha fatto tutto da solo, senza chiedere aiuti statali o confindustriali e sta scommettendo su un riassetto a cui in pochi darebbero un soldo di fiducia. Con questo non si vuole dire che il modello Fiat sia il migliore, di certo adesso è l’unico disponibile e così com’è – giusto o sbagliato che sia – farà scuola, complice l’immobilismo del Governo, della Confederazione degli industriali e dei sindacati.