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Diritto di critica | October 16, 2019

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Derivati truffa, solo i giudici contro le banche - Diritto di critica

Derivati truffa, solo i giudici contro le banche

Avanza il processo per i derivati-capestro a Milano. Il sindaco Moratti ha tentato il colpaccio elettorale, cioè farsi rimborsare dalle banche senza passare per i giudici: ma la transazione è fallita. Ora deve affidarsi al pm “rosso” Alfredo Robledo per ottenere una rinegoziazione del contratto che rischia di costare 100 milioni di euro ai contribuenti meneghini.

Lo scandalo risale al 2005. L’allora giunta comunale di centrodestra, presieduta dal forzista Gabriele Albertini, annuncia una maxi emissione di obbligazioni per 1,8 miliardi di euro, garantita da una struttura complessa di derivati finanziari. Le banche coinvolte sono 4, tutte straniere: Jp Morgan, Depfa Bank, Deutche Bank e Ubs. A parte il noto istituto tedesco, si tratta di banche coinvolte nella crisi finanziaria del 2008 (anzi, Jp Morgan e Ubs ne furono travolti e salvati in extremis da denaro pubblico). La combriccola punta al profitto, e inserisce nel contratto clausole onerose implicite: si tratta di 100 milioni di euro in commissioni occulte. Un guadagno illecito, che configurerebbe (secondo i magistrati milanesi) il reato di “truffa aggravata ai danni dello Stato”.

Il processo è iniziato a maggio 2010 e procede spedito. Il pm Alfredo Robledo ha sentito recentemente Elfo Butti, all’epoca direttore centrale della Ragioneria del Comune di Milano. Il testimone ha ammesso in udienza che a Palazzo Marino “ci fidavamo delle banche, visto che eravamo stati corretti con loro”. E conferma quanto dichiarato: l’inglese lo conosceva solo a livello scolastico, ma ha firmato lo stesso i contratti finanziari in quella lingua, dal momento che “mi avevano assicurato che era tutto regolare”. Mentre le banche spergiurano di non aver fatto nulla di male, 11 dirigenti restano sul banco degli imputati.

Nei mesi scorsi l’attuale sindaco Letizia Moratti, in pieno stress elettorale, ha tentato il colpo gobbo: ottenere il rimborso della truffa in via amichevole con le 4 banche. Sarebbe stato un bel successo, a meno di due settimane dalle elezioni. E invece no, Jp Morgan e le altre si son tirate indietro. Perchè il processo penale sarebbe andato avanti comunque (quindi, in caso di sconfitta, perchè pagare due volte?), e soprattutto perchè la Moratti ha chiesto un rimborso maggiore di quanto loro fossero disposte a spendere.

L’unica speranza per il Comune è il tribunale: sperare che il giudice della quarta sezione penale Oscar Magi accolga le richieste del pm “rosso” Alfredo Robledo e condanni le banche al risarcimento. Sarebbe un caso eccezionale, la prima condanna penale contro le banche in tutta Europa, ma soprattutto aprirebbe la strada ai ricorsi di tutti gli altri comuni italiani indebitati nello stesso modo (se ne calcolano almeno 700, ma più probabilmente 1500 amministrazioni locali in condizioni simili). Forse saranno i giudici a salvare i comuni italiani dalle speculazioni che il centrodestra, per errore o per connivenza, ha consentito a Milano.

Comments

  1. Adriano

    Giusto per fare il Grammar Nazi, “dalle speculazioni che il centrodestra, per errore o per connivenza, hanno consentito a Milano.” Forse doveva essere “HA consentito”… ;)

    • Sirio Valent

      giusta osservazione, corretto.