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Diritto di critica | October 15, 2019

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L'analisi - Il Movimento 5 stelle cancella il Terzo Polo - Diritto di critica

L’analisi – Il Movimento 5 stelle cancella il Terzo Polo

Il vero “terzo polo” è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. A parte il magro bottino conquistato a Milano da Calise, il M5stelle ottiene un ottimo risultato – quasi il 10% – a Bologna, mentre nella corsa per la poltrona di sindaco a Torino, Vittorio Bertola è sempre stato in vantaggio rispetto al candidato del Terzo Polo, Alberto Musy.

A Bologna, in particolare, lo straordinario risultato del M5stelle ha rischiato di mandare al ballottaggio il candidato del centro sinistra. “Abbiamo fatto tutto investendo 4mila euro – ha spiegato il candidato grillino Massimo Bugani – contro colossi che hanno investito soldi rubati ai cittadini tramite i rimborsi elettorali”. Gli slogan dal sapore populista sono sempre gli stessi – i soldi “rubati”, su quali basi poi? Si tratta pur sempre di una legge dello Stato – ma la sostanza e i numeri restano: comunque la si pensi, i grillini e il loro movimento a livello municipale hanno cancellato il Terzo Polo di Fini, Rutelli e Casini che soccombe travolto da percentuali minime e insignificanti, di poco sopra la soglia della sopravvivenza elettorale. Le comunali – si obietterà – sono un voto ben diverso da quello nazionale e in parte è vero. Certo questi risultati sono un segnale politico che il triumvirato di centro non può ignorare.

Magra consolazione, infine, per Calise. Il suo 3,3% risulterà fastidioso al primo cittadino di Milano nel ballottaggio con Pisapia che potrebbe approfittarne per stringere “accordi”. Siamo abbastanza sicuri, però, che quel pacchetto di 20mila voti scarsi il giovane grillino non li “regalerà” a nessuno né verrà ad abboccamenti con la “vecchia politica”. Questione di coerenza: si vince con i cittadini, non con gli accordicchi postelettorali. Ben diverso, invece, il comportamento dell’altro Terzo Polo. Urso ha già fatto sapere: “Moratti”.

Comments

  1. Luca

    Ma povero Torsello. Non riesce a spiegarsi questa situazione e allora sgonfia il tutto. Il magro bottino di Calise? Un 3,3% a Milano, quasi 23000 voti conquistati spendendo 7000 euro li reputa un magro bottino. Poi la frase “soldi rubati su quale base poi?” denota anche ignoranza sul movimento. Bugani non si riferiva a mazzette o altri imbrogli ma ai rimborsi elettorali, quei quasi 3 miliardi che si son presi i partiti in 20 anni dopo che un referendum aveva cancellato i finanziamenti, se non sono soldi rubati questi. Per quanto riguarda gli accordi stia tranquillo, se qualcuno voterà per il ballottaggio lo farà perché lo vuole lui non perché lo decide il movimento. A Bologna è risultato chiaro che gli inciuci non fanno per il movimento. Avevano un consigliere regionale fortissimo (Favia) che potevano candidare sindaco o capolista ma hanno preferito un nuovo volto con il rischio che c’era dietro perché non vogliono cumuli di cariche.

    • Gianvito Rutigliano

      e infatti non c’è scritto mazzette o altro. occhio, eh. c’è “tramite i rimborsi elettorali”.
      discutiamo insieme tranquillamente.

  2. francesca

    “i soldi “rubati”, su quali basi poi?”
    Sulla base di un referendum che abolì il finanziamento ai partiti e che i partiti hanno subito reintrodotto cambiando il termine “finanziamento” con “rimbnorsi”. Rimborsi che il M5S rifuita!

  3. Antonio

    Il solito “giornalista” male informato o peggio ancora politicizzato … Sono inutili i vostri attacchi … Chi ha votato m5S lo ha votato perché e’ realmente diverso da tutti .. Se non lo avete capito ancora e vi ostinate a dargli contro sara’ solo tempo sprecato … Forza grillo e forza M5s

    • Dargli addosso? Veramente l’articolo celebra il successo del M5stelle. Mi sa che neanche l’ha letto…faccia lei. Emilio

  4. daniela

    uno strano modo di celebrare il successo del M5S!!
    saluti e forza M5S!!!!!!!!!

  5. the84damy

    beh calise al 3% non mi sembra poi così male con 20000 voti presi che sono cmq un risultato confortante per il movimento !!!!!!!!

    Resto perplesso sul non appoggio a pisapia , ve bene la coerenza , però moratti e pisapia non sono la stessa cosa e non dare un bella spallata al NANO sarebbe dannoso !!!!!!

    • Dario

      Anche se non sono la stessa cosa Moratti e Pisapia rappresentano entrambi la vecchia, morta politica della partitocrazia. Gli elettori del M5S sono liberi di votare chi vogliono al ballottaggio, ma il Movimento non si schiera perché schierarsi significa accettare di giocare al gioco sporco delle alleanze politiche, della realpolitik. Tu dovresti votare un partito perché condividi il suo programma e non perché serve a eliminare un avversario. PDmenoL o PDL sono la stessa cosa agli occhi dei grillini. Che vinca l’uno o l’altro non ci sarà mai un VERO cambiamento. e un VERO cambiamento è ciò che il M5S vuole e rappresenta.
      Continuo a ripetere che non bisogna scegliere tra i due mali il minore, se non ti senti rappresentato dai candidati non votare nessuno! Astenersi è del tutto legittimo

      • √εŋσм

        il problemino è che se devi fare a meno della realpolitik forzatamente devi fare a meno anche del real world, proprio per questo il canditato 5 stelle di milano è più che altro una provocazione politica.poi per carità, credere in un ideale e astenersi è del tutto legittimo.

        • Dario

          Bella “se devi fare a meno della realpolitik forzatamente devi fare a meno anche del real world”. Tuttavia non è così: il M5S sta facendo politica senza scadere nei giochini sporchi dei partiti. Riconosco che è molto più difficile conquistare potere politico in questo modo, ma il fine non deve giustificare i mezzi. A mio parere è meglio conquistare i seggi (non chiamiamole poltrone) attraverso il consenso degli elettori, con i programmi e con le idee, piuttosto che farlo con le alleanze politiche. Pian piano il M5S sta conquistando spazio nelle regioni, nei comuni, ed è già in grado, nel suo piccolo, di fare politica. La cosa bella è che lo sta facendo senza sporcarsi le mani, senza scendere a patti, con la sola forza delle idee. Ci vorranno anni, forse decenni prima che raggiunga le percentuali dei maggiori partiti ma la sua presenza è già determinante, infatti ha già dimostrato di poter cambiare le carte in tavola e le stesse regole del gioco.
          Concordo sul fatto che la candidatura di Milano sia stata una provocazione, una provocazione che ha raggiunto il suo scopo.

      • salvatore

        la mamma di batman ,se i 12milioni che a speso x la politica li dava a i poveri gli avrebbe portato un po di fortuna, con i soldi nn si comprare il popolo capito.wwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwwww.movimemto5anche19 1000 stelle questo sara il futuro dei giovani ciao

      • the84damy

        vabbè basta almeno che chi ha votato calise vada a votare PISAPIA al ballottaggio ……..

  6. Dario

    “Gli slogan dal sapore populista sono sempre gli stessi – i soldi “rubati”, su quali basi poi? Si tratta pur sempre di una legge dello Stato”.
    Sì, una legge truffa che va cambiata. Come segnalato da altri lettori, questa legge ignora la contrarietà dei cittadini ai finanziamenti ai partiti espressa in un precedente referendum. A che servono allora i referendum se basta cambiare una legge per aggirare la volontà del popolo? Questa non è democrazia.
    Populiste sono quelle dichiarazioni che cercano di ingraziarsi il popolo esaltandone la grandezza, spingendolo a far fronte comune contro un nemico “immaginario”, che in realtà non è altro che un capro espiatorio. Il populismo fa leva sull’irrazionalità delle persone e si sostiene su cause del tutto infondate (v. l’uso strumentale di alcune vicende: ebrei, immigrati, terroristi ecc.) Non c’è niente di populista nel dire che i finanziamenti ai partiti sono soldi rubati, perché sono soldi presi illegalmente dai partiti ignorando un regolare referendum. C’è un fondamento del tutto logico a questa affermazione. Inoltre, il nemico del Movimento, la casta dei partiti, non è un capro espiatorio ma la causa reale e primaria del malessere di questo Paese.
    Infine, di quale magra consolazione parli? Un ventenne prende il 3,3% spendendo € 6000 a Milano! A me sembra un risultato incredibile, che dimostra anche come si possa fare politica senza dilapidare patrimoni. E se ci fosse un tetto max di spesa per la campagna elettorale uguale per tutti i candidati? La Moratti e Pisapia con € 6000 quanti voti avrebbero preso più di Calise? Questa sarebbe vera democrazia, vera par condicio. Ripeto, quella attuale non è democrazia.

    • Tutti i discorsi che fai sono più che condivisibili, tranne uno. Candidare un 20enne alla guida di una metropoli è una presa in giro, una mera provocazione. Perchè non candidare una persona preparata come a Bologna? Mi sembra che i risultati lì siano reali.

      Forse ciò che molti si dimenticano è che la politica non è solo slogan “vecchio”, “giovane”, “cambiamento”, ma è anche FATTI. Una città come Milano va governata. Rispetto il movimento 5 stelle ma, com’è giusto che sia, voto con buon senso, non per “partito preso”.

      Buona giornata

  7. vincenzo

    Per ora il M5S ha fatto fuori il terzo polo, in futuro mi auguro che dia del filo da torcere agli altri. Il futuro è tutto vostro, basta essere reali e onesti che i risultati arriveranno, auguri e che il buon senso sia con voi. Appestato dallo Stato.

  8. Sandro kensan

    Anche a me l’articolo del giornalista o pubblicista o semplice blogger sembra molto stonato.