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Diritto di critica | July 6, 2020

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Criminalità cinese: in aumento immigrazione illegale e prostituzione - Diritto di critica

Criminalità cinese: in aumento immigrazione illegale e prostituzione

Immigrazione illegale, prostituzione e lesioni dolose. Sono questi i reati maggiori per i quali i cittadini cinesi, presenti in Italia, sono stati denunciati negli ultimi 7 anni. Il rapporto di 140 pagine del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) fotografa una situazione allarmante: una crescita costante della criminalità nel periodo 2004-2010. Alla quale si aggiunge la scelta di operare insieme ad altre organizzazioni malavitose. Roma è la ‘capitale’ dello smistamento delle merci contraffatte, provenienti direttamente dalla Cina, attraverso i porti di Civitavecchia e Napoli. I prodotti vengono sistemati all’interno di alcuni capannoni, prima di essere venduti.

Solo lo scorso anno, il 2010, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 110milioni prodotti contraffatti. A Roma la locazione mensile di un magazzino di circa 1000 metri quadri varia da 10 a 20mila euro, a Milano si attesta intorno ai 6mila euro, mentre a Prato tra i 2.500 e i 3mila euro. Si calcola che un container di 13 metri, che contiene capi d’abbigliamento, abbia un valore commerciale nominale di circa 60-70mila euro. Il costo del trasporto di merce illegale è passato, negli ultimi anni, da 15 a 8-9mila euro. Sono stati 28.464 i cittadini cinesi denunciati in Italia dal 2004 fino allo scorso anno. L’immigrazione illegale è il reato più diffuso (5.329), seguito dalla prostituzione all’aperto o in un luogo chiuso (1.896) e dalle lesioni dolose (1.357), soprattutto nelle province di Prato e Milano.

Il CNEL, nel suo rapporto, sottolinea come nella città toscana le bande criminali abbiano stabilito da diverso tempo collegamenti con elementi influenti della comunità locale. In Lombardia e Toscana si sono registrate le maggiori denunce per i reati violenti, come gli omicidi e le lesioni dolose; per i reati di tipo predatorio, come furti, rapine, estorsioni e sequestri di persona. Tra i fenomeni segnalati dal rapporto c’è la presenza di bande giovanili che, insieme alla crescita della domanda di droghe tra i giovani cinesi, indicano un allentamento dei legami famigliari e comunitari. Tassi di crescita che in un anno, dal 2009 al 2010, sono aumentati del 50% nel caso delle denunce per estorsione (da 74 a 140) e dei reati per traffico di stupefacenti (da 78 a 141). Sono, invece, triplicati per quanto riguarda i sequestri di persona (da 20 a 59) e per il reato di associazione per delinquere (da 111 a 269).

Si sono ampliate nel tempo le aree di origine dei migranti cinesi, in passato circoscritte alle province del Zhejiang e Fujian, oggi interessano in particolare il nord-est della Cina. Un dato positivo, secondo il CNEL, è che non risultano evidenze di un collegamento tra la criminalità cinese, presente in Italia, e le Triadi, organizzazioni malavitose con sede a Hong Kong sparse in tutto il mondo e dedite al traffico di droga, riciclaggio di denaro, gioco d’azzardo, prostituzione e contraffazione.