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Diritto di critica | June 19, 2019

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Gioventù Attiva, la coscienza cresce dal basso - Diritto di critica

Gioventù Attiva, la coscienza cresce dal basso

“Giovani che hanno deciso di avviare un processo di cambiamento”. Nella società, prima ancora che nella politica. Sono i ragazzi di Gioventù Attiva, movimento politico-culturale di Roma Nord, che vuol riportare i giovani a discutere, confrontarsi e attivarsi per la Cosa Comune. Tra informazione, flash mob e petizioni, ecco la genesi di una “nuova frontiera democratica”.

Non sono un partito, né la sezione giovanile di un partito. Nemmeno un centro sociale. Si definiscono “movimento politico-culturale” e vogliono intervenire sulla società con i fatti e le parole di una nuova generazione. Il più giovane ha 16 anni e il più “grande” 23. Diritto di Critica li ha incontrati ad un’assemblea studentesca sulla Mafia, al Liceo Francesco d’Assisi: qui il coordinatore di Gioventù Attiva, Federico Gennari Santori, presentava il dossier sulla Mafia nel Lazio prodotto con la collaborazione di Libera. Siamo rimasti colpiti dall’approfondimento della materia, dalla chiarezza degli intenti e dall’entusiasmo (“la mafia si combatte a partire dai corrotti – sono loro i primi nemici”, spiegava Federico all’assemblea. “E prima ancora, dalla terra: dai beni confiscati e restituiti alla cittadinanza”). E li abbiamo cercati.

Hanno cominciato dalle scuole. Inizialmente in tre istituti del quartiere Ponte Milvio, e oggi in 21 istituti della capitale, i ragazzi di GA distribuiscono gratuitamente un foglio informativo sui temi dell’istruzione, della lotta alla mafia, sul referendum di giugno. Si chiama ApertaMente e riassume in tre articoli brevi temi di vaste dimensioni, stimolando il lettore a documentarsi. Oggi, a un anno e mezzo di distanza, stampano 9mila copie da distribuire in 18 istituti scolastici. Autofinanziandosi.

“Il nostro punto di partenza è stato creare una base informativa”, spiegano alla sede, un parco fluviale di Legambiente dove hanno barattato il servizio di manutenzione con l’uso dello spazio per le riunioni settimanali. “Abbiamo cominciato discutendo di tutto, senza escludere punti di vista diversi. Possiamo farlo perché siamo indipendenti, e non dobbiamo rendere conto a nessuno del nostro pensiero”. Un pensiero che è sicuramente di sinistra, ma che non c’entra niente con il Pd o con Sel. “Cerchiamo di ragionare sulle cose, evitando un approccio fisico o pregiudiziale”.

Il salto di qualità arriva il referendum, la partecipazione attiva alla mobilitazione studentesca e  l’impegno nell’antimafia. Dall’anno scorso, il movimento GA ha promosso dibattiti, incontri e flash mob sul tema dei beni confiscati alla mafia, soprattutto sul territorio romano. Un percorso che proseguirà venerdi 27 maggio con “Riprendiamoci il Maltolto” , evento in cui verrà presentato il Rapporto “Lazio senza Mafia” alle istituzioni del II, XVIII,XIX e XX Municipio (alle 19.00, nella sede di via Capoprati 12 – Ponte Milvio), con la partecipazione di Enrico Fontana, esperto di ecomafie per Legambiente.
Il referendum ha visto Gioventù Attiva tra i membri del Forum nazionale dei movimenti per l’acqua, da oltre un anno e mezzo. In questi giorni concitati, vedi questi ragazzi andare e venire dalla loro sede sul Tevere con rotoli di manifesti sottobraccio e i volantini nello zaino. Roba da attaccare in giro, distribuire, spiegare. Sono estremamente motivati e si danno un gran da fare. Oggi saranno in piazza di Montecitorio, al Presidio permanente contro il decreto Omnibus (o, come è stato ribattezzato, la “pillola blu” anti-referendum sul nucleare). Seguiteli e vi stupiranno con qualche sorpresa: vedere per credere.