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Diritto di critica | October 16, 2019

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"Ministeri al Nord", l'antistorica propaganda leghista - Diritto di critica

“Ministeri al Nord”, l’antistorica propaganda leghista

“Spostiamo i ministeri al Nord”. La proposta di Umberto Bossi, leader della Lega, non piace ai suoi alleati e puzza come non mai di “bufala elettorale” andata a male. “Non è giusto che Roma abbia tutti i ministeri, vogliamo creare dei posti di lavoro anche qui a Milano”, ha dichiarato questa mattina Igor Iezzi, segretario provinciale del Carroccio. E Alemanno, sindaco della Capitale, va su tutte le furie.

La Capitale negli stati federali, gli Usa. Al di là della giustezza o meno della proposta, bisogna analizzare la questione sotto due punti di vista. Quasi nessun paese, anche in quelli federali, i ministeri sono decentrati. Prendiamo il caso americano: nel 1790 il Congresso decise di istituire di un territorio di entità piuttosto ridotta dove concentrare gli uffici del governo federale. Così nacque il District of Columbia, dove fu realizzata la città di Washington. Il territorio, compreso tra il Maryland e la Virginia, gode di uno status speciale. La Capitale, infatti, non appartiene a nessuno del 50 stati federati, ma è sotto la diretta giurisdizione del Congresso federale.

Il caso tedesco. Discorso simile vale per la Germania. Berlino, capitale della Repubblica federale è anche città-land, cioè città-stato. In questo senso non è soggetta alla legislazione di alcuno land federato, consentendo così una sua autonomia amministrativa e quindi il suo ruolo di garanzia ed indipendenza nella difesa dell’unità nazionale.

La Jugoslavia. Negli stati federali dove questo non è avvenuto, spesso si è giunti ad una guerra civile, in particolar modo in quei paesi dove le differenze etniche ed economiche erano più marcate. L’esempio più calzante è quello della Jugoslavia. La capitale era Belgrado, contemporaneamente capitale federale e capitale della Serbia. La presenza sempre più massiccia di serbi nei gangli del potere federale e disparità economiche evidenti, hanno spinto croati e sloveni ad abbandonare la federazione. Durante il conflitto gli stessi serbi si servirono dell’aviazione federale per bombardare le postazioni croate e bosniache.

Roma Capitale”. Per questo, di fronte alla nascita di un sistema federale è bene accentrare ancora di più le istituzioni centrali, istituendo un territorio che abbia uno statuto amministrativo speciale. In questa direzione va l’istituzione di Roma Capitale, cioè la trasformazione del Comune di Roma in ente speciale come previsto dalla riforma regionale della Costituzione, approvata nel 2001 dal centro-sinistra.

Realizzare l’impossibile. Ad aspetti amministrativi e geopolitici, si aggiunge anche una questione di ordine pratico. Cosa significa spostare i ministeri al nord? O in varie città d’Italia? Significa fare due scelte: licenziare i dipendenti pubblici romani e assumerne a Milano, Napoli e Reggio Calabria. Oppure, cosa più probabile, significa far spostare 4mila persone nelle varie ragioni. Cioè chiedere ai dipendenti pubblici di lasciare la propria vita nella Capitale e spostarsi a Milano o in qualsiasi altra città. Che senso ha? Quali i costi di un’operazione che non migliorerebbe (se non peggiorerebbe a causa di costi maggiori) la situazione del nostro Paese?

Solo propaganda, a 5 giorni dal voto che determinerà le sorti di questo governo. La Lega cerca di giocare questa carta anti-romana, pur di andare contro ai suoi stessi principi anti-statalisti. D’altronde la metamorfosi del Carroccio è chiara: dopo aver scaldato per 10 anni le poltrone romane, non è facile alzarsi. Così la Lega è divenuta il partito degli sprechi a partire dal suo NO alla cancellazione delle inutili province, fino ad arrivare ai ministeri decentrati. Nemmeno una parola di fronte all’aumento impressionante della spesa per i voli di stato, per le auto blu e per l’ultima infornata di sottosegretari. E chissenefrega! Basta che se magna…