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Diritto di critica | October 16, 2019

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Le Lega perde anche Malpensa. La lenta agonia di un aeroporto - Diritto di critica

Le Lega perde anche Malpensa. La lenta agonia di un aeroporto

Fine dei sogni di gloria per Malpensa. L’aeroporto lombardo perde anche Lufthansa e non sarà hub del nord Italia. Dopo aver difeso l’italianità di Alitalia per favorire l’aeroporto varesino, dopo aver speso più di 3 miliardi di euro per salvare la compagnia solo per ingraziarsi la Lega, il governo Berlusconi si ritrova con un pugno di mosche in mano. E il Carroccio fa finta di niente.

Lufthansa se ne va. Solo due mesi fa, il 16 aprile, Letizia Moratti aveva dichiarato: “Grazie al nostro lavoro abbiamo superato l’addio di Alitalia. L’hub potrebbe farlo Lufthansa, il primo operatore del nostro aeroporto”. Ma il 23 maggio Lufthansa gela tutti: niente hub a Milano. Vengono dislocati altrove i nove aerei presenti a Malpensa e vengono cancellati più di 100 voli alla settimana.

Salvate l’italianità”. Così, la promessa di preservare i posti di lavoro e gli investimenti nello sfortunato terminal meneghino si dissolve nel nulla. Eppure il salvataggio di Malpensa rappresentava il fulcro centrale del programma di governo e un punto essenziale per la partecipazione della Lega al governo. Se nel 2008 il salvataggio sembrava riuscito grazie alla cessione alla famosa Cai di Alitalia-AirOne che avrebbe utilizzato Malpensa come hub nazionale, oggi tutte le promesse di Berlusconi e tutte le richieste di Umberto Bossi sono divenute carta straccia. L’ex compagnia di bandiera (in effetti) non è finita direttamente ai francesi (ricordate l’assoluta necessità di mantenere l’italianità della compagnia?) ma è stata ceduta nelle mani di una cordata di imprenditori italiani, con Air France come socio di minoranza.

Parole, parole, soltanto parole. “La Lombardia è il motore dell’Italia, da qui si deve poter partire per ogni angolo del mondo”, aveva garantito il premier. Niente di tutto questo è avvenuto: Malpensa è un aeroporto deserto. Poco traffico e pochissimi passeggeri. Nel 2010 sono passati 18,9 milioni di viaggiatori, due in meno di quelli che transitavano sotto i metal detector dieci anni prima e il 25% in meno rispetto al 2007. Un burrone dal quale difficilmente lo sfortunato terminal riuscirà a risalire, con buona pace della Lega che nonostante la Malpensa rappresenti un suo fortino elettorale, ha assistito senza dir nulla alla lenta, inesorabile morte dell’aeroporto, con tutto quello che ne consegue in termini di occupazione.

Gli errori e il monopolio. Il primo errore è stato commesso da Berlusconi nel momento in cui si è fidato di Cai. La cordata guidata da Roberto Colaninno ha fatto quello che avrebbe fatto qualsiasi azienda privata che desidera massimizzare i profitti: scegliere Fiumicino come hub. Esattamente come aveva dichiarato Air France nella sua proposta d’acquisto. Inoltre, per convincere gli imprenditori della Cai a fare il costoso investimento, il premier aveva promesso di sospendere per tre anni le norme anti-trust su Alitalia. Così a Linate l’ex compagnia di bandiera opera quasi in una situazione di monopolio, nonostante le richieste continue di colossi mondiali per l’assegnazione di slot. Secondo voci vicine a Lufthansa, il vettore tedesco ha deciso di abbandonare Milano proprio per questo motivo, in considerazione del fatto che per i voli Roma-Milano (cioè una tratta tra le più redditizie sul territorio nazionale) essere costretti a partire dalla Malpensa, non permette di essere competitivi sul mercato. La causa principale è la distanza dell’aeroporto dal centro cittadino, distanza peraltro non colmata dagli inefficienti mezzi pubblici, gestiti dalla regione amministrata da Roberto Formigoni, che collegano il capoluogo lombardo con l’aeroporto.

Ancora qualche speranza. Ma Malpensa può essere ancora salvata. L’importante è aprire gli slot a competitor internazionali per le rotte intercontinentali. Al Ministero dei Trasporti giace inascoltata da mesi la richiesta di Singapore Airlines per il nulla osta a collegare direttamente Milano con New York. Ma nessuno al governo se la sente di far entrare nel mercato un nuovo competitor che potrebbe danneggiare un’inefficiente Alitalia. Intanto però i lavoratori di Malpensa rischiano di perdere il posto.

E la Lega dove sta? La Lega, nonstante tutto, tace. Meglio parlare di “zingaropoli” e di immigrati, mentre si rischia di trasformare quello che sarebbe dovuto diventare il primo aeroporto italiano in una cattedrale nel deserto.

Comments

  1. alex83

    ….dopo aver speso 3 miliardi per salvare la compagnia (alitalia) per ingraziarsi la lega?
    Che cosa dice? Fosse stato per la lega alitalia poteva pure fallire, al massimo i 3 miliardi sono stati spesi per ingraziarsi i poteri forti romani!
    Se si vuole fare un articolo utile almeno si conoscano i fondamentali…

    • Erica Balduzzi

      crede davvero che la lega sia così estranea ai poteri forti romani?

    • Infatti, prima di parlare, informarsi: http://www.leganord.org/homepage/doc/infrastrutture.trasporti/default.asp?video=8

      In ogni modo, il salvataggio di Alitalia, per la Lega, era puramente strumentale al salvataggio di Malpensa. Ma quali poteri forti romani: Alitalia è stata svenduta a Banca Intesa che ha sede legale a Torino. Nella Cai c’erano quasi tutti imprenditori del nord. Non raccontiamoci balle: parlare della solita Roma ladrona fa troppo comodo

  2. Massimiliano

    Mi spiegate perchè LH deve entrare sulla LIN FCO quando è impossibile per qualsiasi azienda italiana volare da Monaco a Dusseldorf o da Parigi a Lione . E poi perchè dice che Alitalia è inefficiente, forse perchè ha decisonche MXP è un fallimento ancora prima che LH lo capisse…..

    • Alitalia è inefficiente in base ai dati economico-finanziari che presenta. Lufthansa dovrebbe volare tra Roma e Milano per due ordini di motivi: la concorrenza è un vantaggio per i cittadini e alla lunga irrobustisce le aziende che competono. Inoltre, Malpensa con i suoi posti di lavoro, verrebbe salvata