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Diritto di critica | October 30, 2020

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Amazzonia, la mafia del legno uccide ancora - Diritto di critica

Amazzonia, la mafia del legno uccide ancora

Uccisi perché avevano stretto i pugni e si erano battuti contro lo sfruttamento della loro terra. Perché con il loro lavoro e la loro attività si erano messi contro le mafie di latifondisti e delle compagnie per la vendita di legname. Perché volevano difendere la loro foresta e avevano detto no alla deforestazione massiccia del territorio sul quale vivevano. Dal 2000 al 2010 sono almeno 165 i leader contadini ed ambientalisti che in Brasile – per la maggior parte nella regione del Parà, la zona amazzonica del Paese – hanno ricevuto minacce di morte a seguito della loro attività contro la deforestazione e contro gli interessi delle lobby del legname. Una lista a cui ne va aggiunta un’altra, ben più macabra: quella che parla di 1.581 omicidi negli ultimi 25 anni per questioni legate allo sfruttamento delle foreste e del territorio brasiliani, di cui 393 tra il 2000 e il 2010.

A fornire i dati aggiornati è la Commissione Pastorale per la Terra (Comissão Pastoral da Terra, Cpt) della Chiesa cattolica brasiliana, che da anni monitora la drammatica situazione e che ha visto negli ultimi giorni partire una nuova escalation di violenza e nuovi omicidi legati a questioni di questo tipo. Il primo di questa nuova serie è avvenuto il 24 maggio a Nova Ipixuna, nel sud-est del Parà, dove sono stati assassinati Cláudio José Ribeiro da Silva e sua moglie Maria do Espírito Santo, attivisti ambientali nonché leader del Consiglio Nazionale dei Lavoratori estrattivi (CNS), che unisce i raccoglitori della gomma nella foresta amazzonica e storicamente si batte contro la deforestazione dell’area. Il 27 maggio è stata la volta del contadino Adelino “Dinho” Ramos, ucciso mentre vendeva verdura in un mercato nello stato di Rondonia: l’uomo era il presidente del Movimento Camponeses Corumbiara, un’associazione di piccoli agricoltori amazzonici che si batteva contro le compagnie del legno, e negli ultimi due anni era già stato più volte minacciato di morte a causa delle sue denunce contro le segherie di legname abusive della zona.  Il giorno successivo sempre a Nova Ipixuna è stato invece ucciso il contadino Eremilton Pereira dos Santos, che faceva parte della cooperativa di frutta e oli vegetali del villaggio, mentre il 1 giugno è toccato a Marco Gomes da Silva, ammazzato a Eldorado de Carajas, nello stato di Parà.

Una lista di nomi che non è ancora stata vendicata, perché nessun colpevole è ancora stato identificato per questi omicidi. Un assassino senza volto che porta però con certezza il nome del denaro e degli interessi, quegli interessi che crescono così fecondi sulla ricca foresta amazzonica: non solo l’industria del legno (prima causa della deforestazione nell’area), ma anche il commercio di carne bovina – di cui il Brasile è uno dei maggiori esportatori mondiali – che richiede sempre nuovi pascoli e «altri interessi industriali, come l’espansione delle piantagioni di soia per la produzione di mangimi e del biodiesel, l’estrazione del ferro e della bauxite e le centinaia di progetti infrastrutturali come la diga idroelettrica di Belo Monte in Pará», spiega un articolo pubblicato sul sito dell’osservatorio indipendente sulle foreste primarie “Salva le Foreste”.

E sono sempre questi interessi a spingere sul Congresso Brasiliano affinché modifichi il Codice Forestale che regola la deforestazione nel Paese: il disegno di legge della riforma, proposto dal deputato Aldo Rebelo, è stato approvato alla Camera dei Deputati brasiliana il 24 maggio, stessa data dell’uccisione di Cláudio José Ribeiro da Silva e di Maria do Espírito Santo, e deve essere ora varato dal Congresso. L’attuale Codice Forestale prevede infatti  che i proprietari terrieri debbano mantenere intatta almeno una certa percentuale di foresta nativa sui propri terreni – che varia dal 20% sulle aree costiere per arrivare all’80% nel caso dell’area amazzonica  – e definisce la categoria di area protetta permanente per le foreste in aree particolarmente sensibili (ad esempio lungo gli argini dei fiumi), ma si tratta di disposizioni per la maggior parte ignorate dai latifondisti brasiliani. La riforma andrebbe ad allentare il Codice Forestale, riducendo le aree protette e aprendo la strada a sempre maggiori deforestazioni legalizzate, e ha spinto dieci ex ministri dell’ambiente brasiliani a scrivere al Congresso Nazionale e al presidente Dilma Rousseff – che in questi giorni ha inviato nella regione del Parà truppe federali speciali per far fronte alla nuova ondata di violenza – per chiedere di bloccare le modifiche proposte.

Una disputa che va ad inserirsi in un quadro più ampio, quello della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno che nell’anno 2011 è stata dedicata proprio alle foreste, in particolare a quelle delle aree dell’Amazzonia, del Congo e del Borneo Mekong, che da sole ospitano due terzi della biodiversità terrestre e forniscono al tempo stesso sostentamento ad oltre un miliardo di persone.

Comments

  1. kamyr

    Ci sono le Banche e le loro marionette e tutti noi colpevolizziamo le marionette perchè abbiamo generalizzato quei rarissimi casi in cui le une si identificano con le altre. Ma, in generale non è così, prevalentemente le marionette non sanno di appartenere alle banche, solo che, in una maniera o nell’altra, ritengono il sistema basato sulla moneta e sul potere che ne deriva come indispensabile e irrinunciabile. D’altronde altre marionette, che non si rendono conto di essere considerate di livello più basso, ritengono ‘forse’ ‘per ora’ ‘irrinunciabile’ il sistema che le pone in uno scalino inferiore. Viene coltivato in maniera neanche troppo sottile ma estremamente perversa l’edonismo degli individui, ogni atto perversamente discriminatorio viene in qualche maniera gratificato e ogni gesto che potrebbe portare alla sminuizione del sistema monetarista-bancario-delegazionista viene irriso. Alla piccola-gente non importa di ricevere un interesse del 1% per i soldi che presta alla banca mentre deve pagare il 30% per quelli che riceve! Anzi allo stato attuale gli interessi sui CC sono 0,00%. E lo stesso dicasi , per chi è in grado di trasporre, del ‘potere derivato’. Sentir parlare di un sistema basato sulle ‘risorse’ è ancora qualcosa che fa venire la pelle d’oca ai ‘piccolini’.
    Siamo ancora al ‘il mio profeta aveva la barba più lunga del tuo’ o ‘ se mi chino in questa maniera lo faccio venir duro a tutti’, o ‘le prossime vacanze, non ho ancora deciso se le passo nella giungla del Borneo o a Thule in Groenlandia o nella ‘grande mela’ NewYork, o ‘compro solo abiti firmati e dal parrucchiere tutti i giorni’ o ‘l’ultimo modello ha il GPS incorporato’ o ‘ Ciao caro, stasera ci vediamo in teatro’ si compendia tutto nel marchese Del Grillo ‘ Io sono io, e tu chi cazzo sei?’. Che tristezza ! Nelle notti più buie si intravedono qua e la i brillii di piccoli tizzoni di intelligenza di una bellezza orgasmica e commovente ma prevalentemente siamo di fronte alla massa delle deiezioni di un titanoterio in fuga. Il mio è per ora solo l’ululato ienoide di chiamata di un protolupo ma ho la certezza che qualcosa di esso saprà lavorare nel profondo di chi saprà insomare la propria anima.

  2. salvatore

    facciamo di tuuto per fermare questi tiranni….è una vergogna….