L’editoriale – Referendum, l’Italia che vota senza consapevolezza
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 6 giugno 2011 in Editoriale / Società
Basta un logo con quattro SI pubblicato su Facebook insieme alla consapevolezza che da una parte stanno i “buoni” e dall’altra i “cattivi” – rispettivamente SI e NO – e non ci si pensa più. Una croce sulla scheda è molto più semplice e veloce che non mettersi a studiare uno per uno tutti gli articoli da abrogare.
D’altronde, la televisione non ne parla, i giornali chiariscono ben poco, su internet si trova di tutto e di più. Risultato? Con il poco tempo a disposizione che resta agli italiani – presi da precariato, quotidianità frenetica e problemi di tutti i giorni – in pochi hanno ben chiaro di cosa parla questo referendum. Si sa che si voterà “contro il ritorno del nucleare”, “per l’acqua pubblica” e “contro il legittimo impedimento”. E che a seconda delle posizioni sarà necessario votare SI (per abrogare le leggi vigenti) oppure NO (per confermarle). Stop. Quanti conoscono però le ragioni dei nuclearisti o degli antinuclearisti? Quanti quelle sulla privatizzazione dell’acqua? Così anche il Legittimo Impedimento – se non fosse per il fatto che coinvolge un premier abituato alle leggi ad personam – ha una sua ragione di fondo. In pochi, però, le conoscono.
L’impressione, dunque, è che si andrà a votare “a comando”. Perché è ovvio che la legge dev’essere uguale per tutti, che l’acqua è un bene comune e che il nucleare è pericoloso. Ma se la realtà fosse tutta così semplice e intuitiva, non ci sarebbero persone che invece la pensano diversamente. E la verità non è sempre – come invece vorrebbero farci credere – tutta da una parte. Ammetto che propagandare la lineare del “o bianco o nero” è di facile consumo, dà maggiori sicurezze e impensierisce di meno (non obbliga ad approfondimenti critici particolari). Eppure, per votare in modo consapevole sarebbe necessario informarsi al di là delle posizioni della massa, capire i perché di entrambe le parti e non abboccare al primo logo pro o contro che si vede su Facebook. Senza questa volontà di capire, di leggere oltre la realtà – sforzo che richiede tempo e impegno non indifferenti – non sarà mai possibile votare in modo consapevole. E resteremo sempre il popolo pecorone di quelli che, invece, di esercitare un loro diritto andranno al mare. O, peggio, voteranno solo perché glielo dicono gli altri.
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APPROFONDIMENTI: TUTTE LE RAGIONI DEL REFERENDUM, COSA BISOGNA SAPERE PER VOTARE (interviste, approfondimenti e schede tecniche sui referendum del 12 e 13 giugno, a cura della redazione di Diritto di Critica/Quinta di Copertina)
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