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Diritto di critica | February 28, 2021

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L'editoriale - Referendum, l'Italia che vota senza consapevolezza - Diritto di critica

L’editoriale – Referendum, l’Italia che vota senza consapevolezza

Basta un logo con quattro SI pubblicato su Facebook insieme alla consapevolezza che da una parte stanno i “buoni” e dall’altra i “cattivi” – rispettivamente SI e  NO – e non ci si pensa più. Una croce sulla scheda è molto più semplice e veloce che non mettersi a studiare uno per uno tutti gli articoli da abrogare.

D’altronde, la televisione non ne parla, i giornali chiariscono ben poco, su internet si trova di tutto e di più. Risultato? Con il poco tempo a disposizione che resta agli italiani – presi da precariato, quotidianità frenetica e problemi di tutti i giorni – in pochi hanno ben chiaro di cosa parla questo referendum. Si sa che si voterà “contro  il ritorno del nucleare”, “per l’acqua pubblica” e “contro il legittimo impedimento”. E che a seconda delle posizioni sarà necessario votare SI (per abrogare le leggi vigenti) oppure NO (per confermarle). Stop. Quanti conoscono però le ragioni dei nuclearisti o degli antinuclearisti? Quanti quelle sulla privatizzazione dell’acqua? Così anche il Legittimo Impedimento – se non fosse per il fatto che coinvolge un premier abituato alle leggi ad personam – ha una sua ragione di fondo. In pochi, però, le conoscono.

L’impressione, dunque, è che si andrà a votare “a comando”. Perché è ovvio che la legge dev’essere uguale per tutti, che l’acqua è un bene comune e che il nucleare è pericoloso. Ma se la realtà fosse tutta così semplice e intuitiva, non ci sarebbero persone che invece la pensano diversamente. E la verità non è sempre – come invece vorrebbero farci credere – tutta da una parte. Ammetto che propagandare la lineare del “o bianco o nero” è di facile consumo, dà maggiori sicurezze e impensierisce di meno (non obbliga ad approfondimenti critici particolari). Eppure, per votare in modo consapevole sarebbe necessario informarsi al di là delle posizioni della massa, capire i perché di entrambe le parti e non abboccare al primo logo pro o contro che si vede su Facebook. Senza questa volontà di capire, di leggere oltre la realtà – sforzo che richiede tempo e impegno non indifferenti – non sarà mai possibile votare in modo consapevole. E resteremo sempre il popolo pecorone di quelli che, invece, di esercitare un loro diritto andranno al mare. O, peggio, voteranno solo perché glielo dicono gli altri.

APPROFONDIMENTI: TUTTE LE RAGIONI DEL REFERENDUM, COSA BISOGNA SAPERE PER VOTARE (interviste, approfondimenti e schede tecniche sui referendum del 12 e 13 giugno, a cura della redazione di Diritto di Critica/Quinta di Copertina)

 

Comments

  1. Penta

    Non c’è alternativa al “bianco o nero” si può solo scegliere fra “sì o no”

  2. Gilberto

    Caro Emilio, o caro Fabio, come preferisci,
    io posso anche essere d’accordo con Te, ma dopo vent’anni e più di annichilimento culturale ed ideale, è già molto positivo il fatto di poter decidere noi, popolazione del suolo italico, quello che dovrebbe essere il nostro futuro: anche se potendo soltanto scegliere senza approfondimenti…
    MI auguro che infine possa cambiare il vento, e che si torni a discutere e proporre politica civilmente, ma soprattutto onestamente, nei confronti degli elettori: tutto sommato, i referendum del passato, aborto e divorzio, ne sono stati un esempio.

    • Caro Gilberto, grazie per il tuo commento pacato e giusto. Aggiungo: spero solo che il vento cambi anche a sinistra, da dove DOVREBBE venire una vera alternativa quanto a progetti e futuro del Paese.

      A presto,

      Emilio

  3. Thomas

    Maledetti siano quelli con l’accetta che spaccano sempre tutto a metà. Ma quella ci danno in mano (sottoforma di matita copiativa), e quella dobbiamo usare. Non c’è “Sì però”. Che i però sarebbero tanti. E se -come al solito- devo scegliere il male minore, allora voto SI. Perché non ho fiducia in una classe dirigente che sarebbe senz’altro incapace di utilizzare il no come una opportunità (come in effetti potrebbe essere). Quindi voto SI a testa bassa, e cerco di convincere quanta più gente possibile a farlo, senza andare troppo per il sottile perché il sottile non è per questo paese. Se fossimo governati dai migliori sarebbe diverso, ma così non è. E bisogna pur difendersi e sopravvivere… SI SI SI SI.

  4. generazioneprecaria

    Il legittimo impedimento. Il legittimo impedimento è un istituto presente nel codice di procedura penale (art. 420ter) che permette, solo in alcuni casi, all’imputato di giustificare la propria assenza durante un processo nel quale è chiamato a comparire. Nel referendum del 12 e 13 Giugno…
    http://generazioneprecaria.wordpress.com/2011/06/05/verso-i-referenda-il-legittimo-impedimento/

  5. francesco_SMC

    Caro Emilio,
    credo non sia corretto incitare consapevolezza pretendendo che tutti gli elettori leggano gli articoli da abrogare. Sicuramente qualcuno lo fa e qualcuno lo fa meno.

    Non credo che questo tolga valore al referendum che in effetti appositamente si aspetta una risposta semplice: SI, voglio abrogare o NO, non voglio abrogare.

    La consapevolezza e’ una cosa importante, fondamentale, ma diversamente dalla conoscenza che implica lo studio, la consapevolezza e’ uno stato tanto piu’ vero quanto leggero, pudico, intimo e privato.

    Proprio come il voto dentro una cabina elettorale.

    Credo che ogni tentativo di sminuire in anticipo la validita’ di un eventuale risultato referendario paventando inadeguatezza del giudizio espresso dagli elettori sia da considerarsi offensivo.

    Se non c’e’ stata diffusa opportunita’ di approfondire e’ anche perche’ questa classe politica, che non ama le ingerenze della democrazia, scommette in maniera meschina sul non raggiungimento del quorum…

    Saluti, Francesco

  6. Senza consapevolezza non c’è libertà, solo una copia sbiadita.

  7. ilNek

    per quel che mi riguarda (e per quel che riguarda 1milione e 400mila italiani che hanno firmato) sui referendum-ACQUA ho le idee molto chiare: mi sono fatto una mia opinione in tempi non sospetti e prima che “a comando” qualcuno ci dicesse cosa è giusto e cosa è sbagliato.. poi ci aggiungo un altro SI contro il nucleare in coerenza a quanto avevo già detto nella precedente consultazione e un altro perché credo che davanti alla legge tutti i cittadini siano uguali e non ci debbano essere quelli più uguali degli altri.. in totale 4SI, facile come bere un bicchier d’acqua (di conduttura pubblica!)

  8. sirio bianca

    Se è vero che non c’è sufficiente consapevolezza di voto, è altrettanto vero che:

    1 – Chi avrebbe dovuto informare, non ha informato, ma ha preferito far politica di attacco alla controparte (come da parecchio tempo avviene).
    2 – I referendum (tutti quelli recenti) sono stati sempre boicottati dai politici di turno e dichiarati come ‘inutili perdite di tempo’ e non come mezzo di espressione diretta della popolazione.
    3 – Una buona maggioranza di Italiani si è totalmente disamorata al voto (e alla politica in genere) e segue poco i dibattiti a favore di programmi demenziali trasmessi in quantità da TUTTI i canali, sia privati sia statali.
    4 – La gente si è letteralmente ‘rincoglionita’ dalla superficialità di pensiero generalizzato e dal ‘qualunquismo’.

    Se io fossi in politica, andrei a sotterrarmi dalla vergogna, altro che poltroncina strapagata e pensione dopo pochi anni.

    Saluti bianca.

  9. Pierpaolo

    Caro Emilio,
    premesso che sono in accordo con quanto scrivi, ti chiedo solo se hai letto i quesiti referendari. Io, come italiano residente all’estero, li ho visti, ho tentato di leggerli e di capire qualcosa. Non sono sicuramente un genio, ma neanche l’ultimo degli ignoranti. NON si capisce nulla. Quindi ho votato sulla fiducia 4 si, e probabilmente, grazie a questa specie di governo, il mio voto sul nucleare non sarà valido, come tutti quelli degli italiani all’estero.
    Quando si decideranno a scrivere in “italiano” anzichè in politichese, la gente capirà e voterà consapevolmente. Intanto accontentiamoci.

  10. generazioneprecaria

    Il legittimo impedimento. Il legittimo impedimento è un istituto presente nel codice di procedura penale (art. 420ter) che permette, solo in alcuni casi, all’imputato di giustificare la propria assenza durante un processo nel quale è chiamato a comparire. Nel referendum del 12 e 13 Giugno….
    http://generazioneprecaria.wordpress.com/2011/06/05/verso-i-referenda-il-legittimo-impedimento/

  11. francesco_SMC

    Caro Diego, ho per caso male interpretato l’articolo di Emilio?

  12. Piero

    A mio parere il voto dev’essere sempre consapevole. Purtroppo consapevolezza significa anche fatica. Fatica di doversi informare e, spesso, di fare autocritica, spostandosi dal piedistallo dove ci piace stazionare. Purtroppo ho notato che “il precariato, la quotidianità frenetica e i problemi di tutti i giorni” si traducono meglio con: risultati di calcio, reality e film. Proprio l’altra sera ho chiesto a un mio amico, che mi ha detto che avrebbe fatto “tribuna politica” per informarsi sui quesiti referendari, qual’era la sua opinione a riguardo. Risposta: non ne abbiamo parlato perchè sul Sky c’era la semifinale di tennis.
    Non è il tempo di informarsi che manca; è la voglia. E non si dica che è necessario studiare la Costituzione o passare otto ore al giorno a controllare i singoli commi di ogni legge. Il problema è che il tempo che si dovrebbe dedicare a questioni importanti viene decurtato da quello impiegato in passatempi superficiali ma più divertenti.
    I politici si sono ben adeguati alla pigrizia mentale degli italiani. Pochi altri cercano di combattere con le stesse armi dalla parte opposta, magari perchè stanchi di erigere cattedrali nel deserto.
    Da parte mia penso di essere consapevole dei 4 sì che voterò. Ho ancora di fronte a me un numero sufficiente di ore per leggere e capire chi la pensa diversamente da me.
    Con ammirazione per il lavoro che svolgete.
    Piero

  13. Mario Circello

    Egregio signor Torsello,

    ho apprezzato il suo editoriale, in quanto ho molto riflettuto sulla questione che lei solleva, ed alla quale a mio avviso a breve termine, non c’è soluzione.

    Questo non è un limite dell’Italia o degli italiani, ma è un limite del sistema, della democrazia, comune in tutto il mondo, ed aggiungerei che sicuramente è legato alla mancanza di cultura, di senso civico, di civiltà e di senso d’appartenenza.

    Emblematico fu il caso di Iva Zanicchi, che votò a favore della Nuova direttiva europea sulla vivisezione e che alle rimostranze degli animalisti che le contestarono (soprattutto perché nella foto, la Zanicchi appariva con un cagnolino in braccio), di aver contribuito a far passare una legge palesemente a favore delle lobby della vivisezione, che al confronto della legge italiana o a quella svizzera di tutela degli animali è un ritorno al passato, rispose candidamente: “Non lo sapevo! Mica mi sono letta tutto il dossier, mi sono fidata dei miei collaboratori”.

    Non sono solo i cittadini a non essere consapevoli, correttamente informati, in condizione di comprendere esattamente cosa votano, sono gli stessi legislatori.

    La complessità del sistema, fa sì che spesso, nemmeno il primo firmatario di una proposta di legge sa esattamente tutto.

    Spero non crederà che negli altri Paesi sia tanto diverso, che la gente sia molto più informata sugli argomenti in votazione o che la partecipazione al voto sia più elevata, poiché – salvo rare eccezioni – non è così.

    Vede, ho la fortuna di essere cittadino italiano e di vivere in Svizzera, quindi vedo e seguo le questioni di entrambe le nazioni e le posso garantire, che le differenze sono minime e per lo più legate a fattori di immagine, non di sostanza.

    Pensi che alle ultime votazioni – ad aprile – per l’elezione del Consiglio di Stato (si eleggevano i cinque ministri del governo del canton Ticino), l’affluenza alle urne è stata del 58%, quindi se ne deduce che ad un cittadino su due, non importa nulla di chi lo governerà per i prossimi cinque anni.

    Proprio ieri, si è votato per questioni inerenti l’approvvigionamento energetico (“sì” o “no” alle centrali a carbone, ed eventuali investimenti in centrali a carbone in altri Paesi) e l’affluenza è stata del 27%! Sconfortante…

    La democrazia, ha tanti limiti e quello che lei sottolinea è solo uno dei tanti.

    Cordiali e civili saluti.

    • Caro Mario,
      quanto ha ragione (purtroppo…)

      Grazie per il suo commento :)

      Emilio

  14. Giorgio Gori

    Non so che cosa dovrebbe indicare il fatto che ci sono persone che la pensano diversamente. Ci sono anche persone che sostengono che nei campi di concentramento non sia mai stato ucciso nessuno. E allora?

  15. Aspa

    Chi vuole informarsi può benissimo andare a cercare. Nessuno dice di votare da pecoroni. Ma da che mondo è mondo in campagna elettorale si fa propaganda, e la propaganda come si fa se non coi i volantini, parlando e spiegando alle persone, facendo incontri pubblici e banchetti nelle strade? Non capisco con chi te la prendi. Se gli italiani vogliono sempre essere pecore, peggio per loro.