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Diritto di critica | August 21, 2019

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Precari in Parlamento, ma i portaborse ora si ribellano - Diritto di critica

Precari in Parlamento, ma i portaborse ora si ribellano

I precari sono ovunque, anche in Parlamento. Sì, proprio nel luogo dove si fanno tanti bei propositi per combattere il precariato, giovani e meno giovani, sottopagati, spesso in nero e per poche centinaia di euro al mese, stazionano alla corte del politico di turno.

Il parlamentare anti-precariato che usa lavoratori precari. Giuseppe Lumia del Partito Democratico e membro della commissione Antimafia è stato recentemente convocato dai giudici della sezione “lavoro” del Tribunale di Palermo. Non per questioni inerenti la mafia, ma perché è stato citato in giudizio da Davide Romano, giornalista addetto-stampa precario dello stesso senatore. Si tratta di una causa da quasi 368mila euro, pari ai contributi, le tredicesime e ferie non godute negli 8 anni che Romano ha lavorato per conto di Lumia. Eppure il 24 gennaio 2011, il parlamentare del Pd tuonava sull’Ansa: “Il lavoro nero è una metastasi per l’economia italiana e calpesta la dignità dei lavoratori”. E poi invitava il governo a “investire risorse per garantire più opportunità ai giovani e assicurare loro prospettive di lavoro e di vita più stabili”. Insomma, contro il precariato, sì, ma quello degli altri.

Gli altri casi. Ma quello di Lumia non è il primo caso. Nell’ottobre 2009 per la prima volta un parlamentare veniva costretto a risarcire un suo portaborse. Si trattava di Gabriella Carlucci, oggi deputato del Pdl, condannata a pagare la sua ex assistente per tre anni di lavoro non in regola. A seguire Francesco Barbato dell’Idv, il quale, secondo il settimanale Panorama, avrebbe chiuso il contenzioso con una sua ex collaboratrice, grazie ad una transazione di cui non si conosce il valore.

Luca Barbareschi e la onlus. E poiché il fenomeno dei precari “parlamentari” è realmente bipartisan, al di là delle dichiarazioni d’intenti, ora tocca anche a Luca Barbareschi, prima del Pdl, poi di Fli e ora del Gruppo misto. L’attore-politico ha creato una fondazione anti-pedofilia dove lavorano alcuni collaboratori. Spesso, però, alcuni di loro venivano portati a Palazzo Marini, sede degli uffici dei deputati. Qui possono entrare teoricamente solo assistenti che abbiano contratto di lavoro regolare. Invece, a quanto pare, la giornalista che gli ha fatto causa, impiegata presso la onlus, sarebbe andata spesso a Palazzo Marini.

Lo scandalo del 2007. Il primo scandalo scoppiò nel 2007 con un servizio della trasmissione di Italia 1, Le Iene. Lucci e co. scoprirono che in Parlamento, su 683 portaborse accreditati, solo 54 avevano regolare contratto. Tutti gli altri entravano a Montecitorio o a Palazzo Madama come ospiti o, udite udite, volontari “a titolo non oneroso”. Oggi la situazione è migliorata, ma il lavoro nero e il precariato ancora non sono stati estirpati. Su 630 deputati solo 269 hanno depositato copia del regolare contratto di lavoro, per accreditare assistenti, portaborse o addetti-stampa. Al Senato, invece, su 321 (senatori a vita inclusi) 192 hanno provveduto alla regolarizzazione. Per carità, pochissime assunzioni e molto precariato: solo 36 sono assunti, 101 hanno un contratto a progetto, 51 sono pagati come collaboratori occasionali e 4 fanno “apprendistato”.

I rimborsi intascati. Intanto i parlamentari, senza dover fornire alcuna ricevuta, si intascano 3.690 euro al mese come rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletti ed elettori. In queste spese dovrebbero rientrare anche quelle per i portaborse, ma alla fine finiscono in gran parte nelle tasche del parlamentare di turno.

Una soluzione per superare il problema c’è. Basterebbe rinunciare o ridurre in maniera consistente questo rimborso e fare come si fa al Parlamento europeo: l’europarlamentare designa un assistente che viene pagato direttamente dal Parlamento, secondo un tariffario chiaro e puntuale. Ma poi come farebbero a lucrare?

Comments

  1. antonio m.

    Del Berlusca, dei suoi discorsi stantii e teatrali e di questo governo non se ne può più, davvero… sempre peggio! Se proprio della politica bisogna farne uno spettacolino, preferisco vedere la satira, almeno nello scherzo si dice meglio la verità, nuda e cruda!
    Conoscete la tasmissione degli Sgommati? ecco, mi sembrano l’esempio + appropriato

  2. GIANCARLO

    Ho letto che ad oggi, solo una esigua minoranza di addetti ha ottenuto un contratto di regolare rapporto di lavoro dal suo rappresentante. Ma come fanno i cosidetti rappresentanti dei cittadini a tenere questo sconcio comportamento. Bisognerebbe delegare direttamente il parlamento a fare contratti per la persona che sua maestà il parlamentare, decide di scegliere, ma forse poi sotto sotto, chiederebbe la tangente. Ma la pena di morte per questi sciacalli, non viene mai menzionata’? Che pezzenti. Magari lo scranno glielo farei perdere a questi farabutti senza faccia nè decoro. Comunque, a parte la inclinazione ed il malcostume di gran parte di loro, influisce in modo negativo, anche la attuale legge elettorale, che fa di ognuno di lorosolo un impiegato di lusso, all’ordine del padrone. Come siamo messi male. GIANCARLO SPINELLI

  3. precario

    Cosa ne pensate della recente nomina a sottosegretario al Lavoro di Nello Musumeci de La Destra. Contro l’ex presidente della Provincia di Catania pende una vertenza al Tribunale di Catania da parte di Ettore Ursino, giornalista pubblicista per tre anni suo addetto stampa in nero e sottopagato. All’epoca Musumeci era europarlamentare ed è stato anche candidato a sindaco di Catania. Non siamo al paradosso dei paradossi? E’ come nominare Dracula responsabile di un emoteca. Ragazzi siamo alla frutta. Altro che lotta al precariato. Cacciamo i politici vampiri.