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Diritto di critica | February 22, 2019

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L'ultimo smacco di Cesare Battisti, forse libero entro domenica - Diritto di critica

Di nuovo libero, nella sua nuova patria: il Brasile. Cesare Battisti con ogni probabilità non sarà estradato in Italia. I giudici del Supremo Tribunal Federal emetteranno domani la sentenza definitiva, dopo quella già espressa nel 2009. L’ex presidente Lula, infatti, nell’ultimo giorno del suo mandato scelse di confermare il parere espresso dal suo ministro della Giustizia, Tarso Genro, negando così l’estradizione al terrorista.

Ad avallare la decisione di Lula è stato qualche mese fa il suo successore, la presidente Dilma Rousseff, smentendo quando aveva invece promesso in campagna elettorale. Secondo uno degli avvocati che sta seguendo la vicenda, intanto, Battisti – condannato all’ergastolo in Italia per quattro omicidi commessi negli anni 70 – si troverebbe ancora detenuto e sotto regime di antidepressivi.

L’impressione, secondo quanto trapela dai media brasiliani, è che l’aria tiri in favore di un rifiuto dell’estradizione del terrorista dei Proletari armati per il Comunismo. Se ciò dovesse avvenire l’ex terrorista italiano potrebbe lasciare il carcere di Papuda, alla periferia di Brasilia, entro la fine della settimana (è detenuto da quattro anni e due mesi). Una volta liberato, però, Battisti perderà lo status di rifugiato politico e diverrà un immigrato irregolare, motivo per cui dovrà restare a disposizione delle autorità brasiliane in attesa della regolarizzazione.

Il Brasile è da tempo un paese nel quale latitanti italiani – e anche super-latitanti, come Tommaso Buscettacercano rifugio, a tale punto che più di una decina di anni fa, nel 1999, il Servizio Centrale Operativo della polizia chiese alle autorità locali di tracciare una ”mappa” dei numerosi mafiosi che vi risiedevano, oltre ai sedici per i quali già allora si era richiesta l’estradizione. Brasile rifugio di mafiosi e narcotrafficanti, ma anche diterroristi e militanti di gruppi estremisti, di destra e di sinistra, come Gaetano Orlando, ex appartenente al neofascista Movimento di Azione Rivoluzionaria (Mar) arrestato a Foz de Iguacu nel maggio dell’83 e successivamente estradato in Italia. Luciano Pessina, ex Brigate Rosse, arrestato nell’agosto del 1996 a Rio, riuscì invece a sfuggire all’estradizione, poiché il Tribunale Federale Supremo (Tfs) stabilì che due dei delitti per i quali era stato condannato erano prescritti e il terzo doveva essere considerato come un’azione politica, e non un atto terroristico. Lo stesso avvenne tre anni prima con Achille Lollo, ex Potere Operaio, condannato per l’attentato contro la casa di un esponente missino a Roma, nel quale morirono tra le fiamme due figli del politico: il Tsf ritenne che l’intervallo di 11 anni fra una prima sentenza di assoluzione nel 1975 e la condanna nel 1986, in base alle leggi brasiliane, invaliderebbe il secondo processo.

  • Finalmente

    Per la verità la Dilma sul punto è intervenuta una sola e unica volta, in campagna elettorale ai microfoni di Radio Bandeirantes il 23 Giugno 2010, con queste parole:

    “Acredito que houve uma posição do Supremo Tribunal Federal. Acho que o presidente Lula, até o final do governo, decidirá sobre o caso. Mas, se não se decidir, acho que terá de se cumprir a decisão do STF. E a decisão do Supremo é clara.

    che tradotto vuol dire:

    “Credo che ci sia una posizione della Corte Suprema. Penso che il Presidente Lula, entro la fine del suo mandato, deciderà sul caso. Ma se non deciderà, credo che sarà necessario conformarsi alla decisione della Corte Suprema. E la decisione del Supremo è chiara.”

    La decisione del STF, a ben vedere, era quella di lasciare la decisione finale al Presidente, sia Lula o la Dilma, non di estradare Battisti….

    Ma davvero qualcuno ha potuto credere che Dilma Rousseff, ex guerrigliera che ha ricevuto l’indennizzo dello Stato per le torture subite in carcere, che organizzava rapine e omicidi durante la dittatura, avesse in animo di consegnare all’Italia più fascista degli ultimi 60 anni un uomo come Cesare Battisti? Mi pare bizzarra, come idea…..

  • alexandre

    Prima tutto, dobbiamo rispettare le decisione di un paese sovrano come Brasile. È vero che Dilma fu una ex guerrigliera. Oggi lei governa per i brasiliani di tutte le tendenze politico-ideologiche. Un dubbio per noi brasiliani. Si il terrorista Battisti ha abitato in Francia o in un’altro paese, per alcuni anni, perchè il governo italiano non ha ottenuto la estradizione o il ritorno al paese.

  • jerry

    Mi sembra di vivere in un Paese malato, porfondamente malato.

    Si tirano fuori le tesi più assurde per giustificare una decisione INFAME del Brasile.

    Da quella che il poverino ha dovuto vivere 30 anni a Parigi (naturalmente protetto dalla cricca di sostenitori di pseudo rivoluzionari) Mi ricorda Craxi ad Hamamet nella sua villa sul mare.
    A quella che si è pentito…. bastasse questo avrei in mente due o tre personaggi da sopprimere!
    A quella ancora che poichè il PresdelCons fa le leggi pro domo sua e forza per l’estradizione, allora non è giusto estradarlo.