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Diritto di critica | March 23, 2019

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L'Unione Europea fa 28. La Croazia entrerà nel 2013 - Diritto di critica

L’Unione Europea fa 28. La Croazia entrerà nel 2013

Dopo sei lunghi anni di negoziati la Croazia si appresta a diventare il ventottesimo membro dell’Unione Europea. E il via libera arriva proprio nel ventesimo anno di vita della Repubblica balcanica, sorta nel 1991 dalle macerie della Jugoslavia.

Per l’Italia si potrebbero aprire nuovi orizzonti commerciali (anche se la costa istriana e città come Zara e Pola fanno già parte della nostra storia), per l’area balcanica è una speranza di stabilità e crescita dopo la guerra e la povertà degli anni Novanta. L’ingresso nella Comunità è previsto per il primo luglio del 2013. Mancano ora le ratifiche politiche e, cosa più importante, l’assenso dei 4 milioni di cittadini croati chiamati al referendum. Assenso per niente scontato: la macchina burocratica dell’Unione, di stampo centralistico, è vista da molti con scetticismo.

La cattolicissima Croazia e la sua travagliata storia torneranno così a far parte del patrimonio dell’Europa unita e liberale, grazie anche all’appoggio non troppo celato del Vaticano, il primo Stato ad aver riconosciuto la Repubblica croata, nel 1992. Già nel 2006 Papa Benedetto XVI sottolineava come la Santa Sede avrebbe sostenuto la causa del piccolo Stato, pronto ormai «a cooperare al bene di tutto il Continente, recando il contributo della propria cultura e delle proprie tradizioni». E in questi giorni, durante la sua visita a Zagabria, il pontefice si è rallegrato del risultato raggiunto: «L’ingresso della Croazia nell’Unione Europea è una cosa giusta, logica e necessaria. Questo Paese fin dalle origini appartiene all’Europa, e la sua storia passata e recente può costituire un motivo di riflessione per tutti gli altri popoli».

Il Presidente croato Ivo Josipovic, dalle pagine del quotidiano locale “Nacional”, ha rassicurato i suoi elettori sul mantenimento dell’identità croata anche in ambito comunitario, e ha promesso: «Supereremo la recente crisi economica del Paese, per la Croazia questa è la grande occasione di completare lo sviluppo politico e culturale». Anche la Commissione Europea, presieduta da José Barroso, ha ricevuto la garanzia di impegno del governo croato nel riformare la pubblica amministrazione e modificare il sistema fiscale, due tra i punti deboli del Paese, minacciato costantemente da corruzione e criminalità. In realtà gli ostacoli all’adesione della Croazia erano legati soprattutto alle accuse, da parte della Corte Penale Internazionale, di scarsa collaborazione del governo nel perseguire i colpevoli dei crimini di guerra. Migliaia di vittime di violenze inaudite, consumate tra il 1991 e il 1995. La cattura, nel 2005, dell’ex generale Gotovina, incriminato dal Tribunale Internazionale per la ex Jugoslavia nel 2001, ha spianato la strada all’avvio dei negoziati. Per i martoriati Balcani si apre da oggi uno scenario nuovo. L’accoglienza della Croazia nel consesso europeo fa ben sperare Serbia, Bosnia ed Albania, e naturalmente i già candidati Macedonia e Montenegro. L’Europa è destinata ad allargarsi ancora, dunque, ma Francia e Germania storcono il naso: il timore è quello dell’immigrazione sregolata, su recente modello di Romania e Bulgaria.

Comments

  1. gianna

    ce pocco da dire …sono croata ma vivo in italia piu di 20 anni …sono contenta che croazia fa parte di ue …dopo tutisti anni e giusto cosi …forza hrvatska