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Diritto di critica | March 4, 2021

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La Russa arriva in ritardo al vertice Nato e gli spagnoli ne approfittano - Diritto di critica

La Russa arriva in ritardo al vertice Nato e gli spagnoli ne approfittano

L’irrefrenabile ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ne ha combinata un’altra delle sue. Arriva con sei ore di ritardo ad una riunione della Nato e si lascia portare via dagli spagnoli il controllo dei sistemi radar della Nato nel Mediterraneo attraverso i quali passa la difesa aerea del nostro Paese.

La Nato riduce le sue forze. “È solo l´ultimo, tragico colpo inflitto dal ministro La Russa alla Difesa italiana, il frutto del suo disinteresse, della sua approssimazione: ma purtroppo è un danno per tutto il Paese, una sconfitta che forse molti non coglieranno, ma che colpisce la sicurezza dell’Italia”, ha dichiarato a Repubblica un ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica. Da tempo la Nato ha avviato un processo di ristrutturazione che doveva tagliare e razionalizzare i suoi comandi in Europa e ridurre il personale. Nella ristrutturazione la Turchia e soprattutto la Spagna sarebbero state penalizzate. La prima avrebbe perso il comando aereo di Smirne (in cambio di un comando terrestre), mentre la Spagna non avrebbe avuto più il comando terrestre, visto il suo “punteggio” non entusiasmante di fronte alla scelta di non partecipare alla manovre in Libia.

Gli spagnoli puntano i piedi. Ma alla vigilia dalla riunione di Bruxelles, il ministro spagnolo Carme Chacòn ha protestato con il segretario generale della Nato Rasmussen. Così, già in ritardo e totalmente disinformato, il ministro italiano non ha battuto ciglio: “il comando vada alla Spagna”. Una scelta senza logica, visto e considerato che il paese iberico è potenzialmente meno a rischio rispetto all’Italia, considerando anche il fatto che la Nato sarebbe stata disposta a creare un centro di comando rischierabile da impiegare in caso di crisi (“deployable Caoc”). “Siamo stati messi in mezzo”, spiega il generale Dino Tricarico, già ex capo dell’Aeronautica ed ex consigliere militare di Palazzo Chigi. “L´Italia doveva perdere solo il comando di Nisida, e invece abbiamo regalato anche Poggio Renatico, che però è strategico nella protezione dello spazio aereo italiano giorno per giorno, anche in tempo di pace”.

“Abbiamo guadagnato prestigio”. “Credo che l’Italia abbia guadagnato prestigio in quel giorno più che in altre occasioni, perché il nostro Paese ha ottenuto di poter gestire una struttura di 280 persone, con un ruolo strategico più importante”, ha spiegato il ministro La Russa. “Abbiamo impedito che in quella occasione non saltasse tutto per un’impuntatura della Spagna che abbiamo aggirato in maniera abile”. E poi, punzecchiato dai giornalisti aggiunge: “Il mio è stato un ritardo studiato. In quelle ore si parlava di Libia e io non volevo ascoltare nuove richieste, il nostro impegno è già enorme”. Un modo alquanto insolito di condurre la politica estera. Ma se al posto della riunione Nato ci fosse stata la partita dell’Inter sarebbe stato il primo ad arrivare. Con un volo di Stato.