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Diritto di critica | August 12, 2020

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Rifiuti, imboscata a De Magistris. Berlusconi: «come sempre dovrò intervenire io» - Diritto di critica

Rifiuti, imboscata a De Magistris. Berlusconi: «come sempre dovrò intervenire io»

«Vedo che de Magistris non ce l’ha fatta in cinque giorni. Come sempre dovrò intervenire io». Con queste parole il premier, Silvio Berlusconi, ieri ha commentato la mancata risoluzione dell’emergenza rifiuti a Napoli da parte del neosindaco di Napoli, Luigi De Magistris. I tempi dettati dal primo cittadino avevano forse peccato di ottimismo ma – a sentire l’esponente dell’IdV – gli accordi erano stati conclusi e Napoli sarebbe stata liberata in poche ore dalla “monnezza”. Qualcosa poi è andato storto, un sindaco si è messo di traverso e i rifiuti non sono stati più trasportati nella discarica di Caivano. Un tentativo di sabotaggio, come l’ha definito De Magistris.

«I sabotaggi che stiamo subendo – ha detto il sindaco in un messaggio su Youtube – sono il segnale che stiamo toccando equilibri consolidati». «In questa situazione drammatica – ha proseguito – nonostante le difficoltà che stiamo incontrando, credo che attraverso la solidarietà all’interno della Regione si possa far fronte all’emergenza vissuta» ha sottolineato riferendosi al possibile trasferimento della spazzatura in siti diversi dalla provincia di Napoli. «Sono fiducioso che le altre istituzioni collaboreranno, ma se così non fosse, sindaco e vicesindaco proporranno un piano alternativo perchè a quel punto, una volta abbandonati da tutti, è nostro dovere trovare una soluzione in totale autonomia». Invece di gettare sempre la colpa su fantomatici “altri”, De Magistris sta reagendo con un passo diverso rispetto ai predecessori: se anche ci lasceranno soli, ci organizzeremo. E’ questione di maniche.

Quella tesa al neosindaco, però, è una trappola in perfetto stile politico: prima il decreto sui rifiuti bocciato dalla Lega, adesso il blocco della discarica (il Tar ha poi concesso una sospensiva al provvedimento) e del conferimento, a pochi giorni dalla scadenza dell'”ultimatum” promesso dall’ex-pm. Infine lui, Silvio Berlusconi, che come il lupus in fabula arriva a sistemare la situazione. Peccato che sotto elezioni non ci sia riuscito e che la “magia” abbia funzionato una sola volta, tanti anni fa.

«Fa sorridere – spiega ancora De Magistris – quanto dichiarato oggi dal presidente del Consiglio che, più di tutti, porta il peso di una colpa antica: quella di aver abbandonato Napoli a se stessa, imponendo solo stagioni emergenziali che non hanno prodotto alcun miglioramento sul fronte rifiuti, escluso quello del forziere economico delle cricche dell’incenerimento e dello smaltimento illecito». E prosegue sottolineando come «in materia di rifiuti ci siamo già assunti, come amministrazione, responsabilità che altri, in vent’anni, non si sono mai assunti. La prima delibera approvata dalla Giunta è una delibera rivoluzionaria che prevede un’accelerazione della raccolta differenziata porta a porta e il massimo protagonismo dei cittadini. Adesso la priorità, però, è togliere dalle strade la spazzatura».

Come ha riconosciuto anche il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Nicola Marrazzo, «sembra che Berlusconi finalmente abbia chiarito chi è contro il piano-rifiuti di De Magistris: il governo di centrodestra. Con la sua frase – ha proseguito – ancora una volta il Presidente del Consiglio sfrutta il dramma partenopeo, ponendosi come l’unico in grado di risolvere il problema dei sacchetti per le strade».

Come possibile soluzione, il nome che più di tutti ricorre è quello della discarica di Serre. Ma anche qui – come quasi sempre accade – il sindaco già minaccia le barricate. E’ un cane che si morde la coda, mentre tremila tonnellate di rifiuti restano ancora in strada.

Nonostante bastoni tra le ruote e sabotaggi che a Napoli sono vecchi come il mondo, infine, a De Magistris va riconosciuta l’onesta e la caparbietà nel metterci la faccia davanti ai suoi cittadini, abitudine sconosciuta alle precedenti amministrazioni, avvezze – il più delle volte – alla pratica tutta italiana dello “scarica barile”.