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Diritto di critica | January 19, 2019

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L'indagato senza volto, di Bisignani solo fotografie anni Ottanta - Diritto di critica

Luigi Bisignani è un nome. Un’ombra. Un’intercettazione. Un grassetto prima dei due punti e della sbobinatura. Di lui ad oggi non esistono fotografie recenti (o almeno non sono state pubblicate). Gli unici scatti conservati e rimbalzati in modo sistematico da tutti i quotidiani sono immagini scolorite, d’antan, di quelle che lo ritraggono con gli occhiali anni Ottanta, circondato da un mobilio che alla memoria sa di stantio, di vecchio, di Democrazia cristiana

Nonostante l’inchiesta, Luigi Bisignani sembra invisibile, non smentisce la fama di uomo-ombra delle istituzioni come delle indagini. E se non si appare in prima pagina, l’oblio è assicurato. Tra un po’ – questa è l’impressione – “Luigino” potrà tornare a fare quello che ha sempre fatto: il lobbista. Questa sua invisibilità sembra dire: pubblicate tutto – gli sfoghi peggiori non riguardano lui ma il governo – ma non le mie fotografie. D’altronde, almeno a sentire Di Pietro, D’Alema e diversi esponenti del Partito democratico (per tacere della maggioranza), di penale nelle intercettazioni c’è ben poco. E potrebbe trattarsi di una tempesta passeggera.

Finché Bisignani resterà un’ombra, un nome astratto, un grassetto prima dell’intercettazione, farsi dimenticare per lui sarà un gioco da ragazzi. E gli italiani – si sa – hanno la memoria corta. Per i potenti, invece, continuerà ad essere sempre il caro buon amico Luigi.