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Diritto di critica | July 14, 2020

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"La TAV serve". Valorizzare l'attuale linea no - Diritto di critica

“La TAV serve”. Valorizzare l’attuale linea no

 

Una lettura superficiale dei giornali potrebbe far capire che “gli abitanti della Val Susa non vogliano la TAV”. L’atmosfera nella piana piemontese non è delle più tranquille, tra lanci di vernice sugli agenti in assetto anti-sommossa e lacrimogeni di risposta. La protesta popolare, però, tra tregue e assalti, va avanti da anni. Dal 2001, infatti, con il beneplacito dell’Unione Europea (il “progetto prioritario 6“), è prevista di fatto la costruzione di una nuova tratta ferroviaria che collegherebbe più rapidamente Torino e Lione.

In realtà i Treni ad Alta Velocità attraversano la zona già dagli anni ’90, con i francesi TGV che giungono quotidianamente alla stazione Porta Nuova nel capoluogo piemontese. Il vecchio tragitto che conduce fin sotto il Frejus, dunque, è ancora affidabile e adatto a trasferire merci e persone. E’ davvero così urgente un nuovo percorso nella pacifica valle tra il Rocciamelone e la Sacra di San Michele? Nonostante nel diciannovesimo secolo non vi fossero regolamenti, valutazioni di impatto ambientale, tecnologie avanzate e quant’altro, la Torino-Lione è un esempio storico di infrastruttura resistente nel tempo.

Ovviamente non si può giustificare la violenza dei residenti, pur tenendo conto della loro esasperazione per l’incertezza di una situazione che perdura ormai da un decennio. Tra le denunce, danni ambientali come la distruzione delle falde e lo sprigionarsi di polveri inquinanti: il progetto è, a dispetto del circoscritto territorio coinvolto, a dir poco colossale. Altrettanto colossali sono le poste in gioco e non solo di matrice naturalista. Non vi sono infatti solo semplici linee elettriche, binari e traversine da piazzare, ma sono previste gallerie che andrebbero a nascondere buona parte della strada ferrata, che verrebbe così interrata sotto i prati.

Ironicamente, la tratta esistente dalla seconda metà dell’800 è anche “nascosta” per buona parte dai piloni dell’autostrada Torino-Bardonecchia, oltre che dai tunnel. I passeggeri da lì hanno comunque la possibilità di godere di un panorama emozionante, con le nuvole tagliate dai monti e le luci dei borghi a illuminare le notti. Cosa impossibile da apprezzare a bordo di carrozze ultraveloci, nel sottosuolo come una qualsiasi metropolitana cittadina. Secondo una logica imprenditoriale, non sarebbe sufficiente un “aggiornamento” della linea già presente: se ne dovrebbe costruire una più efficiente, moderna, anche se più lunga (quindi persino il risparmio del tempo di percorrenza verrebbe messo in discussione). Con logica probabilità, un’edificazione ex novo potrebbe garantire appieno opportunità e sovvenzioni pubbliche. I paesini tipici della valle, impotenti testimoni di un giro di interessi collettivi, sono ora preda di ruspe ed escavatori pronti all’attivazione. E la pazienza è sempre meno.

Comments

  1. G

    Non per polemica, ma non riesco sinceramente a capire qual’è il punto di quest’articolo.
    E non parlo di una mera classificazione si/no.

    • “serve davvero la TAV? Si/No”.

      • Mara

        Risposta: NO

  2. Federico

    Curioso constatare che:
    in Francia siano stati costruiti 3 (TRE) tunnel esplorativi (destinati a fare da apripista e verifica a quelli definitivi) contro il solo tunnel esplorativo italiano senza che la Gendarmerie sia mai statainterpellata per sedare sommosse et similia.
    -in Francia i comuni facciano storicamente la fila per avere l’alta velocità transitante dai propri territori (anche perché, va ricordato, che la contropartita corrisponde in posti di lavoro in loco non sovapponibili ad altre figure professionali come millantato dall’articolo e riqualificazione del paesaggio, basta farsi un giro su un TGV nella campagna francese per vedere come la nostra, al confronto, sia schifosamente spelacchiata e arruffata, una vera ciofeca senza razionalità).
    -Il Corridoio 5 (che collegherà Lisbona ai paesi dell’est lungo la direttrice Lione-Torino-Milano-Venezia-Slovenia), oltre all’Alta Velocità, riguarderà anche la riqualificazione parzialissima delle linee tradizionali, sulle quali la gestione della circolazione è assai critica da decenni (da Torino al confine circolano sui medesimi binari dai TGV ai merci più lenti e pesanti).
    -Per riqualificare totalmente le linee esistenti, bisognerebbe espropriare terreni, caseggiati e talvolta porzioni di centri storici (anche perché le linee sono state costruite quando l’ingegneria ferroviaria prevedeva velocità più basse e, di conseguenza, tratti rettilinei, curvi e parabolici di tutt’altra fattura) od in alternativa mettere tutto sotto terra: già me lo vedo il pastore di turno bloccare l’autostrada perché il perfido Stato vuole sottrargli la stalluccia per le sue amene pecorelle.

    Sostenere che la linea attuale sia sufficiente per le esigenze di mobilità attuali e future o che sia possibile modernizzarla è scorretto e fuori dalla realtà.

    Federico
    (Ferroviere da sempre studioso e appassionato di mobilità e trasporti)

    • Mauro

      Federico, se la stalluccia e le pecorelle fossero tue faresti un pò meno lo splendido…

      • alexis

        e forse tornerebbe all’origine ricordandosi cio che fu

    • Dato che sei appassionato ferroviere e sempre studioso della fattispecie, spiegaci perché è scorretta e fuori dalla realtà una potenziale ipotesi di ammodernamento.

      Non sono un ingegnere, ma sono anch’io appassionato di trasporti (si può evincere la cosa anche da miei articoli precedenti). Le obiezioni costruttive potrebbero solo essere utili :)

      P.s. Solo per curiosità… in Val di Susa ci sei stato? Perché a me non risulta “spelacchiata” o lasciata in balia di se stessa.

  3. Miriam

    Curioso che però nessuno citi mai i dati di traffico merci in costante calo da almeno dieci anni, tutte chiacchere: “ci taglieranno fuori dall’Europa”…. poi però i supermercati sono pieni di merci cinesi (che sta notoriamente ad est…) e fantastici, sono sempre tutti ferrovieri! E appassionati… Tristezza, in questo paese basta leggere i titoli per farsi delle idee e giustificare l’uso della forza…

  4. Dario Bezzanti

    Ho chiesto parecchie volte, senza mai ottenere risposta, come mai l’attuale linea che passa da Modane e che è utilizzata da Artesia con i suoi TGV francesi per il collegamento Milano-Parigi non sia stata attrezzata per il percorso ad alta velocità fino a Modane. Poi la linea francese fino a Chambery è normale e da Chamery riprende l’alta velocità Il risutato è che ci vogliono più di 4 ore per percorrere la tratta italiana mentre poi da Chambery a PArigi, almeno 400 km, ce ne vogliono poco più di due. Aggiungo che da quando esiste il collegamento ad alta velocità Milano – Torino i treni per Parigi sono stati ridotti. La tratta è tutta pianeggiante e largamente disabitata dopo Vercelli. Vorrei sapere quale sarebbe il problema tecnico per arrivare da Torino a Modane e perchè comunque la linea ad alta velocità Milano-Torino non viene raccordata a Modane-Chambery-Parigi. Di fatto l’Italia non ha nessun collegamento ad alta velocità con l resto dell’Europa. Perchè la via più semplice è stata del tutto trascurata e anzi perchè le corse su Parigi (diurne) sono state ridotte? Aggiungo, il treno ferma a NOvara e Vercelli in modo alternato, anche qui vorrei sapere che necessità c’è visto che a queste stazioni salgono in genere pochissimi passeggeri mentre il treno perde ulteriormente tempo? Non credo che sia utile per il traffico locale visto che il biglietto del TGV comporta una tariffa maggiorata rispetto ai treni normali.