Santoro: “La7 si è tirata indietro per pressioni esterne”
Il conduttore campano attacca il premier senza citarlo. Dietro il fallimento delle trattative ci sarebbe il conflitto di interessi di Berlusconi
Scritto da Paolo Ribichini il 30 giugno 2011 in Politica
“Liberiamoci dal conflitto di interessi”. Michele Santoro attacca di nuovo Silvio Berlusconi senza citarlo. Secondo il conduttore campano sarebbe stato proprio lui a far cadere nel vuoto la trattativa con TI Media, editore di La7. Lo fa dalla pagina Facebook di Annozero.
Berlusconi dietro il fallimento delle trattative? “Siamo di fronte ad una nuova, eloquente ed inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse”, spiega Santoro. “Un accordo praticamente concluso, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto (Tg La7, diretto dall’amico Enrico Mentana – ndr), apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale”.
“A La7 conveniva il nostro programma”. Naturalmente il conduttore lo spiega bene: “non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni” ma per Santoro parlerebbe “da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”. Invece, contrariamente ad una scelta economicamente vantaggiosa nel breve periodo, e strategica nel lungo, l’editore “improvvisamente avrebbe posto alcuni paletti su aspetti legali, gli stessi, dice Santoro, posti dalla Rai a Milena Gabanelli e “norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti”.
Problemi legali e contrattuali. Se su quest’ultimo punto Santoro e la sua squadra non sarebbero stati disposti a fare un passo indietro, sulle problematiche legali, “per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate”. In pratica una start up di prova che avrebbe permesso alle due parti di poter “liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione”.
“Non vogliono il terzo polo televisivo”. Santoro rimane convinto che dietro la nuova posizione di TI Media ci siano interferenze esterne. “Il dottor Stella, amministratore delegato di Ti media, aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come Annozero”, spiega il conduttore. “Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”
Lerner e Mentana si schierano con Santoro. I due giornalisti di punta di La7 si dicono stupiti per la situazione che si è venuta a creare. “Siamo convinti che una trattativa condotta più sobriamente avrebbe limitato le interferenze esterne, comunque inaccettabili, e favorito un accordo professionale basato sui principi dell’autonomia e della lealtà”, scrivono in un comunicato congiunto. “Che bisogno c’era di annunciare con questa fretta lo stop alla trattativa? Ci auguriamo – concludono – che si possa riprendere più serenamente il filo della trattativa nell’interesse di tutti, come suggeriscono le ragioni del libero mercato”.
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