Caso Ruby, la Corte ammette il conflitto di attribuzione tra Camere e toghe
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 6 luglio 2011 in Politica
I pubblici ministeri del Tribunale di Milano hanno sempre dato rassicurazioni sulla loro competenza in merito all’inchiesta sul Rubygate ma oggi la Corte Costituzionale ha giudicato “ammissibile” il ricorso al conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera nei confronti della procura e del gip di Milano che, rispettivamente, hanno indagato e rinviato a giudizio immediato il premier Silvio Berlusconi con le accuse di concussione e di prostituzione minorile. Un via libera preliminare, quello della Corte, che apre la strada all’iter per la decisione sulla competenza.
La decisione è comunque una doccia fredda per i magistrati milanesi che adesso rischiano di vedersi sfilare dalle mani – anche se i tempi saranno lunghi – l’inchiesta sul caso Ruby. Per diverse volte, infatti, avevano spiegato la loro competenza sull’inchiesta, puntualmente contestata dai legali del premier e dalla Camera che – appunto – aveva chiesto di sollevare il conflitto di attribuzione, in palese disaccordo con i pm. Il conflitto nasce dall’avvio del processo con rito immediato nei confronti del premier per i reati di concussione e prostituzione minorile. Nel caso in cui si decidesse la non competenza del Tribunale di Milano sull’inchiesta, tutto l’incartamento passerebbe al Tribunale dei Ministri e il procedimento dovrebbe ripartire da zero con l’annullamento di diversi atti.
Come accennato poco sopra, però, i tempi tecnici per la decisione nel merito non saranno brevi e nel frattempo il processo continuerà a fare il suo corso. Ora la Consulta disporrà la notifica alle parti e la Camera avrà sessanta giorni per notificare il ricorso alla Procura e altri trenta per depositare il ricorso presso la cancelleria della Consulta. Solo allora sarà fissata la data del giudizio di merito, che potrebbe quindi slittare all’inizio del 2012.
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