Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | July 19, 2019

Scroll to top

Top

La tangenziale da 30 milioni di euro che mette d'accordo PdL, Pd e UdC - Diritto di critica

una tangenziale da 30 milioni di euro che a Roma mette d’accordo il Popolo delle libertà, il Partito democratico e l’UdC di Casini. Si tratta del prolungamento di una via cittadina sconosciuta ai più – via Kobler – che dovrebbe andare a collegare un quartiere con una fermata della metropolitana romana, sventrando uno dei pochi polmoni verdi rimasti nella Capitale, il Fosso della Cecchignola. In un acceso consiglio municipale a cui hanno partecipato circa duecento cittadini e una trentina di associazioni contrarie all’opera, grazie ad assenze tattiche e accordi sotto banco, maggioranza e opposizione unite hanno approvato il progetto che fa gola a tanti ma non ai cittadini.

Per dare qualche cifra, si tratta di un’opera che nella sola fase preliminare dovrebbe costare 30 milioni di euro “ma in casi analoghi – ha spiegato Matilde Spadaro, consigliere della Sinistra Arcobaleno – a lavori finiti i costi si sono rivelati all’incirca doppi, quando invece esisterebbe la possibilità di realizzare un collegamento alternativo sfruttando l’area nord del vicino poligono di tiro, a un costo molto più basso e con l’accordo degli stessi militari, comunicato per iscritto al Municipio fin dallo scorso novembre”. Già, perché i militari della Cecchignola si sono detti disponibili ad aprire alcune aree di loro competenza per aiutare le casse pubbliche a risparmiare denari, permettendo un progetto “a impatto zero” sull’ambiente. Una disponibilità del tutto ignorata dal consiglio municipale, sul tavolo ci sono 30 milioni di euro e un flusso da trentamila automobili al giorno.

“Il progettista incaricato dal Dipartimento VI del Comune – si legge nel sito del Comitato di Quartiere di Fonte Meravigliosa e Prato Smeraldo, alcune delle zone interessate dalla nuova tangenziale – ha spiegato, in maniera farraginosa ed incompleta, essendo in palese difficoltà, il tracciato, dichiarando apertamente che da due corsie proposte dal Municipio, sarà presumibilmente portato a 4 per consentire il flusso di auto proveniente dal Grande Raccordo Anulare“. E sulla questione della disponibilità da parte del Ministero della Difesa a venire incontro a cittadini e amibente proseguono: “I militari hanno disegnato appositamente il tracciato, fornendolo alle autorità comunali competenti”. Un progetto ignorato, tanto da far dire ai cittadini “Ci si chiede perché non sia stata assolutamente presa in considerazione dal Municipio, anzi per ben otto mesi si è lavorato ad altro!”.

E le conseguenze, secondo le associazioni di cittadini, sono presto dette: “numerosi studi scientifici nazionali e internazionali sulla gestione della mobilità metropolitana suggeriscono, infatti, che gli ampliamenti della viabilità di scorrimento debbano essere sempre accompagnati da un aumento di offerta del trasporto collettivo, pena la rapida saturazione della capacità di trasporto delle nuove carreggiate causata dal traffico indotto, l’aumento di traffico indotto sulla nuova viabilità può essere tale da annullare rapidamente l’effetto di riduzione di emissioni inquinanti dovuto alla iniziale fluidificazione dei flussi. Questo progetto è privo di offerta di trasporto pubblico, tale da consentire alla cittadinanza di non utilizzare le auto. Non basteranno i soldi previsti e il Comune una volta svincolata l’area con l’inizio delle opere si vedrà presumibilmente costretto dinanzi a progetti presentati per il completamento dell’opera a dover nuovamente investire con il consolidato sistema di nuove cubature e concessioni in luogo di oneri concessori. Il tutto sempre a danno dei cittadini”.

Con i soldi del progetto – chiedono le associazioni – si costruisca il prolungamento della metropolitana oppure si potenzi la mobilità, ma non si dia spazio ad altro potenziale traffico in uscita e in entrata nella Capitale. Sul sito del Comitato di Quartiere della zona sono evidenziati i politici che in modo sostanzialmente bipartisan hanno detto “sì”al progetto cittadino. E tra i commenti i lettori promettono: “Alle prossime elezioni ci ricorderemo i vostri nomi“.

Comments

  1. Emma Giannotti

    Dobbiamo tutti indignarci perchè, per l’ennesima volta, un progetto che distruggerà una tra le ormai rare aree verdi rimaste all’interno del GRA, viene spacciato come opera “indispensabile” per la mobilità di Roma sud mentre è solamente una nuova arteria destinata ai nuovi veicoli che transiteranno nella zona a causa della nuova cementificazione selvaggia che sta per abbattersi nelle zone a ridosso di via della Cecchignola. E se ciò non bastasse, l’ingente spesa prevista – in epoca di nuove manovre finanziarie – si potrebbe evitare grazie all’apertura della Città Militare, che permetterebbe di salvaguardare il Fosso della Cecchignola, già destinato negli anni passati a dventare parte del Parco dell’Appia Antica. E’ una vergogna!

  2. Marsiglia Roberto e Pierotti Grazia

    Non abbiamo più parole per denunciare il progetto scempioso della strada sul Fosso della Cecchignola.

    Abbiamo solo presa coscienza che i nostri rappresentanti politici anche a livello municipale, tutti d’accordo, di ogni parte politica, non hanno tenuto conto delle richieste dei cittadini che difendono il loro territorio da uno scempio annunciato.

    Non ci fermeremo,

    Roberto Marsiglia e Grazia Pierotti

  3. Simone "AKirA" Trimarchi

    Salve a tutti.

    Sono un cittadino del quartiere che abita lì da quando è nato (33 anni) godendosi uno dei migliori spazi urbani di Roma. Piccolo, indipendente e soprattutto verde.

    Così verde da poter far crescere i bambini senza neanche starli a guardare. Quando ero piccolo ricordo che mia mamma mi mandava a giocare nel Fosso della Cecchignola senza preoccuparsi di nulla.

    Erano altri tempi, lo so. Non c’era la paura dell’extracomunitario, del diverso, dei pedofili ecc… nonostante lei fosse molto apprensiva non c’era alcuna necessità effettiva di stare in ansia se tuo figlio è in uno sconfinato spazio “di campagna”, dove pascolano le pecore, c’è una fauna da proteggere e anche qualche rudere della seconda guerra mondiale.

    L’unico vero pericolo era il pastore a cui, noi ragazzi monelli e dispettosi, non lasciavamo un secondo di fiato Lo disturbavamo sempre e lui una volta ci sparò con la lupara a sale. Che paura… e che male!

    Un’altra volta andammo a fare “I Goonies” sottoterra! Nel fosso, infatti, passa un canale fognario che da bambino era il massimo della trasgressione e del pericolo. Che emozione attraversalo tutto e sbucare a Laurentina (quando ancora non c’era la metropolitana). Da brividi!

    Tutte cose che mia madre probabilmente neanche conosce della mia esistenza ma che hanno contribuito a rendermi quello che sono… esperienze formative che sono tipiche dei bambini che abitano in campagna e non dei bambini di città, costretti a vivere in spazi angusti, inquinati e rumorosi.

    Io invece mi sono svegliato per 33 anni con il cinguettio degli uccellini e sono andato a letto guardando dalla finestra uno sconfinato polmone di natura.

    Pensare che ad un mio futuro figlio tutto questo sarà negato grazie all’intervento di alcuni politici che (fortunatamente aggiungerei) non ho nemmeno votato mi rattrista enormemente. La motivazione poi, il mero interesse economico, non fa altro che aggravare la situazione.

    Leggere commenti di chi, senza neanche abitare il quartiere, è comunque capace di difendere l’operato di questi “onesti” rappresentanti dei cittadini e amministratori della cosa pubblica, invece, mi dà il voltastomaco. Soprattutto con le motivazioni sopra addotte: c’è davvero un piano regolatore dietro tutto questo?

    E c’è la possibilità che questo piano non interessi ai cittadini delle zone colpite da questo sisma innaturale creato dal vero dio di tutti gli uomini (il denaro)?

    Assolutamente si: questa possibilità c’è. Che la strada passi dalla Città Militare o non passi proprio, senza rovinare un altro spazio naturale che tiene in piedi un intero ecosistema di animali e uomini. Anzi, di animali e cittadini!

    Roma non ha bisogno di altro cemento. Roma ha bisogno di mezzi pubblici funzionanti, di un clima di serenità, di più lavoro e quindi di investimenti sulle piccole e medie imprese, di più sicurezza per le strade, di una maggiore sensibilità verso i problemi reali da parte delle forze dell’ordine e dei politici, di una rete stradale maggiormente efficiente e nuova e soprattutto di più educazione da parte di tutti.

    Ecco, il punto è proprio questo, l’educazione! Mia nonna, buonanima, diceva sempre: “Prima di entrare chiedi permesso”.

    Hanno chiesto permesso a noi che viviamo lì questi piccoli uomini muniti di piccole penne ma di grandi ruspe? No

    E allora preparatevi perché io, come immagino tantissimi altri, voglio resistere alla loro maleducazione per difendere il MIO futuro!