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Diritto di critica | August 25, 2019

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Chi paga veramente la crisi: la storia di Giorgio, invalido e solo - Diritto di critica

Chi paga veramente la crisi: la storia di Giorgio, invalido e solo

Scritto per noi da Andrea Onori

Una dimora del tutto lercia, il muro con l’intonaco che cade a pezzi, un ambiente umido e invivibile. Così si presenta la casa di Giorgio F., residente a Garda (VR) “A me nessuno mi ha mai chiesto se avevo fame – dice Giorgio – ieri sera ho mangiato uno yogurt e a mezzanotte un gelato”, di più non può permettersi.

Una storia incredibile. Spesso, di questi tempi, chi governa chiede a tutti di stringere la cinghia e sopportare la “manovra” con gli insistenti tagli che continuiamo a subire. Tagli che mirano principalmente alle colonne portanti della società (salute e istruzione) e al sostegno per i più deboli. Provate a chiedere a Giorgio se è disposto a tirare ancora la cinghia. Chiedetegli se si sente orgoglioso di sostenere la “manovra” per la Patria.

Una famiglia sfortunata. “Eravamo quattro fratelli di cui io e Maurizio invalidi al 100%” racconta Giorgio. Suo fratello, a seguito di un ictus era rimasto vittima di demenza senile. Perdita di lucidità e della memoria tre anni fa, lo portarono a cercare anche il suicidio. A causa della malattia morirà a febbraio di quest’anno. La mamma di Giorgio, 84 anni a settembre, per ovvi motivi non può occuparsi delle sue creature. La donna è depressa e debilitata.

Le disavventure di un malato. Giorgio, ha subito un trapianto di rene e “a seguito di farmaci sbagliati mi sono preso l’aspergilla alla testa poi risolta”. Ma non è finita, da lì a Giorgio viene una emorragia celebrale. “Stavo morendo, non riuscivo a camminare a stare in piedi ed avevo problemi nel leggere e scrivere”. Attualmente, soffre di epilessia, “oltre ad avere di mio il morbo di crohn e un problema al rene”.

Una battaglia per la sopravvivenza. Una vita difficile da sopportare. Un’esistenza che si scaglia continuamente contro la famiglia F. eppure Giorgio, con tutte le sue forze e senza il sostegno di nessuno, cerca di tirare avanti. Ha venduto un locale di cui era comproprietario: “Ho pagato diversi debiti. Ora non percepisco niente. O meglio, a settembre del 2009 mi è scaduto l’accompagnamento. Me l’hanno sospeso a marzo del 2009, ho fatto ricorso ma ad oggi ancora niente”. Secondo Giorgio, in questa situazione è complice l’ASL 22 di Bussolengo che “non controlla la qualità di vita dei disabili. A Garda bisogna star male su appuntamento. Non si fa prevenzione e scaricano tutto su Verona”. Giorgio quando ha problemi va a Verona con l’ambulanza: “Nella mia zona essere disabili significa cercare di sopravvivere. Nessuno ti segue”.Quando in un paese cosiddetto civile, non vengono rispettati i minimi diritti fondamentali, quelli dei disabili, è un Paese cotto, senza più speranza.

Comments

  1. alba

    complimenti da Roma (ladrona per certe camicie verdi)…questo sarebbe il nord efficiente, duro e puro di bossi e accoliti che non fanno altro che denigrare il centro-sud (ma perché non rinunciano allo stipendio di parlamentare romano?) senza guardare la trave nei propri occhi. tutta la mia solidarietà nei confronti di questo sfortunato Signore (con la S maiuscola e un’immensa dignità umana). bisogna scuotere i mass media, giornali, tv, radio, web, facebook. il Sig Giorgio e tutti quelli che si vedono negare diritti che dovrebbero essere incontrovertibili devono potersi curare, mangiare, vestirsi. è lo stato sono i comuni a doversene far carico. ma dico io come si fa a sospendere l’accompagno in un caso come questo? VERGOGNA!

  2. alba

    ASL 22 di Bussolengo…VERGOGNA!!!!

    • ugo

      non solo quella