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Diritto di critica | December 10, 2018

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Ci sono i vagoni ma non i binari, l'odissea della metropolitana di Latina - Diritto di critica

Una metropolitana di superficie senza binari che non può funzionare. I vagoni pronti da pagare e un progetto che non decolla. Accade a Latina dove la realizzazione di un’opera votata dalla scorsa giunta comunale di centrodestra è bloccata per un veto incrociato di maggioranza e opposizione che adesso quella metropolitana non la vogliono più. Peccato che i vagoni – sei – siano stati quasi tutti costruiti e vadano pagati secondo contratto. A produrli, la Translohr un’azienda francese di Duppingheim, nei pressi di Strasburgo. Secondo il piano di sviluppo, i cantieri per la realizzazione dell’opera avrebbero dovuto partire tra dicembre del 2007 e gennaio 2008 mentre la cerimonia di “apertura” venne celebrata dall’amministrazione solo nel Natale del 2009. E’ ancora tutto fermo e sono passati oltre tre anni.

Quando i tecnici di Metrolatina hanno tentato di spiegare ai costruttori che giù in Italia era ancora tutto fermo ai nastri di partenza, i funzionari della Translohr hanno risposto di essere disposti a tenere i vagoni “parcheggiati” nei loro hangar ma il comune dovrà pagare un canone per questo servizio aggiuntivo. Costi che andrebbero a sommarsi ad altre spese. Tutti soldi pubblici, rigorosamente.

Per capire l’assurdo della vicenda, però, basta fare i conti: due milioni e settecentomila euro – tanto costa una singola carrozza della metropolitana leggera – per sei vagoni fanno qualcosa di più di 16 milioni di euro. A cui andrebbero ad aggiungersi i danni arrecati alla società Metrolatina (per il blocco dei lavori e le spese di progettazione), stimati in 30 milioni di euro. Da aggiungersi anche il canone di affitto degli hangar per i vagoni “parcheggiati” al Nord. Secondo il progetto, l’opera dovrebbe costare 139 milioni di euro, 90 dei quali a fondo perduto messi a disposizione dal Cipe.

Due le certezze: lo spettro della Corte dei Conti è dietro l’angolo e l’opera – se mai si farà – costerà molto di più rispetto al prezzo iniziale, tra canoni d’affitto e penali da pagare. Le tasche però sono sempre quelle dei cittadini.

 

  • michele

    giusto una precisazione: il translhor non è una “metropolitana leggera di superficie senza binari”, è un tram con le ruote gommate (“gommocoso” per gli amici).

    combina il peggio del tram (percorso vincolato, necessità di un binario dedicato) e dell’autobus aggiungendoci del suo (deragliamenti, come a mestre). In più costa tre volte tanto e lo vende una ditta sola.

    Complimenti per l’oculatezza della scelta e per la costanza nel portarla avanti