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Diritto di critica | March 23, 2019

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"Qui la mafia non esiste", il sindaco ci prova ma i cittadini lo fischiano - Diritto di critica

A Sabaudia la mafia non esiste, questa è un’isola felice e l’inchiesta di Repubblica – «Sabaudia, le mani della camorra sul buen ritiro di Pasolini» – non corrisponde al vero. C’ha provato il sindaco del comune pontino a raccontare una storia diversa e a negare l’evidenza ma i cittadini non gliel’hanno fatta passare liscia: i fischi sono piovuti fitti e insistenti.

Lo scontro tra il primo cittadino di Sabaudia (in provincia di Latina), Maurizio Lucci, e i suoi cittadini è avvenuto due giorni fa durante il festival “Fras-Tuono”, quando l’amministrazione comunale – per contraddire quanto dichiarato dal quotidiano di Eugenio Scalfari – ha pensato bene di trasmettere un video in cui diversi commercianti assicuravano che a Sabaudia la mafia non si era mai vista. Davanti ai fischi imprevisti, microfono alla mano il sindaco ha tentato una difesa dicendo che la realtà dipinta da alcuni quotidiani non corrisponde al vero. Nulla da fare: una pioggia di fischi e ben pochi applausi.

E a Sabaudia la parola mafia fa subito pensare a un imprenditore più volte indagato, Salvatore Di Maio, ritenuto dagli inquirenti vicino al clan Cava di Quindici (sebbene l’ipotesi di reato associativo sia decaduta) e tutt’oggi sotto processo con l’accusa di riciclaggio, intestazione fittizia di beni e turbativa d’asta. Di lui l’inchiesta di Repubblica contestata dal sindaco Lucci scrive: “È il più ricco di tutti. Il bilancio del Comune di Sabaudia sfiora i 29 milioni di euro ma a Salvatore Di Maio hanno già sequestrato beni per 32 milioni. Ventisei immobili, 34 appezzamenti di terreno, 7 negozi, 19 stalle e scuderie, 7 automobili, quote di numerose società intestate a familiari e a prestanome. Hanno messo i sigilli anche a un grande caseggiato che ha avuto in affitto fin dagli Anni Novanta dalla Regione Lazio, 775 metri quadri che affacciano sulla piazza dei portici. Il signore di Sabaudia ha massacrato il palazzo con opere abusive, l’ha illegalmente sub affittato, nell’edificio storico ha sistemato pasticcerie e ottiche, profumerie, gelaterie, un bar e un ristorante. Ha allungato le mani sul Comune. Ha protezioni nella burocrazia regionale. È padrone di tutto Salvatore Di Maio, in una Sabaudia che fa finta di niente”. E a Sabaudia la mafia non esiste.

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